"BORN TO PROTECT"

Moncler, il fashion brand dall’economia circolare, dalla parte dei più bisognosi

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Le aziende di abbigliamento non rispettano l’ambiente? La maggior parte dei brand non si concentra su prodotti rispettosi per l’ambiente ma solo sul tasso di crescita, sul fatturato e sulla manodopera a basso costo. La maggior parte però, non tutti! Un esempio è l’azienda tessile Moncler, guidata da Remo Ruffini, che alza l’asticella dandosi obiettivi ambiziosi sull’economia circolare. L’azienda presenta un nuovo piano di sostenibilità chiamato “Born to Protect”, che integra nel modello di business del marchio, la responsabilità ambientale: “Con l’obiettivo di portare l’Azienda verso una sempre più completa integrazione degli aspetti ambientali e sociali nel proprio modo di operare, il piano si focalizza su alcune direttrici prioritarie: promozione del benessere dei dipendenti; miglioramento della salute e della sicurezza; promozione di una catena di fornitura responsabile e rispettosa del benessere animale; riduzione degli impatti ambientali; accrescimento della soddisfazione dei clienti; promozione dello sviluppo sociale ed economico delle comunità”.

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Con le parole del presidente dell’azienda tessile Remo Ruffini: "Il mondo sta affrontando sfide ambientali sociali sempre più urgenti unite ad un’emergenza sanitaria - spiega Ruffini - che ora più che mai ci ricorda che i risultati raggiunti oggi non possono e non devono bastare per domani. Per essere all’altezza di queste sfide come individui, organizzazioni e aziende, è necessario mettere in campo energie straordinarie, quelle che si generano solo quando le persone si uniscono verso obiettivi comuni".La Moncler inizierà ad azzerare le emissioni di anidride carbonica delle aziende e dei negozi di tutto il mondo, utilizzando solamente energia da fonti rinnovabili, ma il Piano di Sostenibilità include anche altri obiettivi: l’azienda si impegna nel riciclo degli scarti di produzione, nell’utilizzo di nylon sostenibile, nell’eliminazione della plastica monouso.

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Un ulteriore passo verso un approccio più circolare è l’uso della piuma riciclata e certificata secondo il protocollo DIST, attraverso un processo meccanico che permette un considerevole risparmio di acqua (circa il 70% rispetto ad un processo di riciclo tradizionale della piuma), un processo già utilizzato nel 2015 che ha permesso a Moncler di entrare nel “Dow Jones Sustainability Europe/World Index”, un indice che comprende tutti i più grandi leader europei della sostenibilità, e di piazzarsi al primo posto nella categoria “Textiles, Apparel e Luxury Goods”. Inoltre, la Moncler, proteggerà dal freddo le famiglie più vulnerabili, impegnandosi a supportare i bambini e le bambine, e le comunità locali grazie a progetti a grande impatto sociale, i quali contano di aiutare 100mila bambini in tutto il mondo entro il 2023, rafforzando così la sua partnership con l’Unicef attraverso il progetto “Warmly Moncler for Unicef”. Il benessere e il futuro delle famiglie, dei bambini e delle bambine più bisognose è una tematica che sta a cuore all’azienda Moncler, che da anni sostiene con iniziative le nuove generazioni in difficoltà: il progetto, infatti, sostiene un programma di assistenza all’infanzia per il rigido inverno, offrendo medicinali e beni di prima necessità, kit neonatali e coperte. La Moncler continua a crescere e nel 2016 ha superato il miliardo di euro di fatturato, ma traguardi così ambiziosi hanno reso l’azienda consapevole di quanto la crescita debba essere anche sostenibile.

Nicòl De Giosa

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