«C’ERA UNA VOLTA LA TEMPESTA»

L’ultima opera di Shakespeare (La Tempesta) rivisitata da Flavio Stroppini e Matteo Carassini, nell’ambito del Traetta Opera Festival

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“Ritaglierei la tua immagine in tante piccole stelle e il cielo diventerebbe così bello che anche il mondo si innamorerebbe della notte”. (cit) Sono le parole tratte dall’ultima opera (1610) di William Shakespere tra le più citate sul web e nei social media. Il racconto in cinque atti del grande bardo inglese, narra la vicenda del vero duca di Milano, esiliato su di un’isola del Mediterraneo e di suo fratello Antonio, l’usurpatore; nel mezzo c’è la figlia di Prospero, Miranda, che spera di ritrovare con suo padre la giusta collocazione che gli spetta. E adesso arriviamo alla rivisitazione di Stoppini e Carassini per l’opera, «C’era una volta la tempesta» che andrà in scena oggi (20:30) al Teatro Comunale di Bitonto nell’ambito del Traetta Opera Festival di Bitonto.

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Nella rilettura di Stoppini e Carassini, che oltre a essere interprete dello spettacolo è anche autore delle musiche originali, il racconto vede protagonisti i fratelli Mazzarditi, pirati che nel 1400 cercarono di costruire una propria repubblica sul Lago Maggiore, rendendosi protagonisti di una strenua resistenza all’interno di un castello situato su un isolotto nel Lago Maggiore. Prodotta da Nucleomeccanico in collaborazione con Ad Libitum Festival e Epos Teatro, la pièce, con il light design di Marzio Picchetti e la produzione di Monica De Benedictis, «C’era una vola la tempesta» è scandita dalle stesse caratteristiche dell’opera originale: libertà e prigionia, avidità, potere e magia.

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La storia dei fratelli Mazzarditi si mescola, dunque, con l’ultima opera del Bardo, scritta nel farsesco linguaggio simil-shakespeariano di Stroppini, regista, scrittore, poeta, autore di documentari e film per cinema e televisione, direttore di radiodrammi per Radiotelevisione Svizzera Italiana, di cui è regista del settore Fiction Radio, e docente di Storytelling alla Scuola Holden di Torino e all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Lo spettacolo è accompagnato dalle canzoni folk appositamente composte ed eseguite dal vivo da Matteo Carassini, diplomato all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, membro della compagnia Stradanòva in Trentino-Alto Adige, doppiatore di film e spot televisivi, con una collaborazione quasi ventennale con la Radiotelevisione della Svizzera italiana e dal 2001 voce, leader e autore di tutte le canzoni del gruppo folk Trenincorsa.

Nicòl De Giosa

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