“SVILUPPEREMO NUOVE CAPACITÀ OFFENSIVE”

Corea del Nord: l’inaspettato monito di Kim Jong-un e il futuro della guerra in Ucraina

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A metà tra il “piove sul bagnato” e il “a volte ritornano”. Il monito di Kim Jong-un giunge tanto inaspettato quanto minaccioso, sicuramente insperato dal punto di vista delle tempistiche. Poche e semplici parole, ma forti e chiare: “la Corea del Nord continuerà a sviluppare nuove e formidabili capacità di attacco”. L’affermazione del leader nordcoreano arriva dopo che le forze armate di Pyongyang hanno lanciato, dopo il test preliminare effettuato nel 2017, il missile balistico intercontinentale Hwasong-17. L’arma sarebbe in grado di centrare bersagli nella maggior parte del mondo, poco sorprendentemente inclusi anche gli Stati Uniti. I media nordcoreani riportano che il presidente ha asserito che il missile sia stato progettato come dimostrazione della forza nucleare del Paese. Non solo: il fine taciuto, ma neanche tanto, è fare da repellente a qualunque mossa militare americana. "Solo quando si è dotati di formidabili capacità di attacco e di una schiacciante potenza militare che non può essere fermata da nessuno, si può prevenire una guerra, garantire la sicurezza del Paese e mettere sotto controllo tutte le minacce e i ricatti degli imperialisti", ammonisce il leader nordcoreano.

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Il lancio del Hwason-17, datato 24 marzo, era stato accompagnato da una campagna pubblicitaria che aveva fatto raggelare il sangue nelle vene tanto quanto l’azionamento del missile. Il filmato di propaganda si apre con Kim che cammina al rallentatore, mentre definisce il lancio dell’arma con una “impresa storica”; si avvicina all’hangar dove viene azionato e dopo il momento topico esulta assieme agli scienziati. E le prospettive non sembrano più rassicuranti. Secondo quanto filtra da Kiev, a seguito della momentanea impossibilità di rovesciare il governo ucraino, Putin starebbe considerando uno scenario “coreano”: trattasi, in parole povere, dell’imposizione una linea di divisione tra le regioni occupate e quelle no.

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Questo perché, come la Nord Corea non è riuscita ad annettere forzatamente la parte Sud al suo territorio, non sarebbe in grado di occupare l’intero Paese. Secondo i media internazionali “stiamo già vedendo tentativi di creare autorità ‘parallele’ nei territori occupati ma la resistenza dei nostri cittadini e le proteste nei territori occupati, le controffensive delle Forze armate ucraine e la graduale liberazione dei territori complicano in modo significativo l’attuazione dei piani del nemico”. La ricomparsa di Kim, con la sua minaccia ad accompagnare, sono la conferma che le azioni di Vladimir Putin hanno un’eco che sfugge al controllo umano. E se i problemi dovessero accumularsi sarebbe sempre più difficile trovare delle soluzioni.

Francesco Bulzis

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