“PRIORITÀ A ENERGIE E TASSE”

Liz Truss verso Downing Street: “ne beneficeranno tutti”

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Idee chiare, apprendimento dagli errori passati, non emulazione di quelli di chi ti ha preceduto. La ricetta, contemporaneamente facile e difficile, per arrivare al punto più alto. Liz Truss, attuale ministra degli Esteri britannica, è la favorita per succedere a Boris Johnson al ruolo di premier. Favorita al vertice Tory, inizierà il suo mandato a Downing Street a partire da oggi con tutte le probabilità. Secondo le sue idee è giusto dare priorità a una pianificazione riguardo la riduzione fiscale, per evitare che a beneficiare della tassazione sia soltanto la fascia societaria più abbiente. Il risultato finale sarebbe, stando a quello che lascia intendere, un’economica rilanciata verso benefici per l’intero popolo. Mary Elizabeth Truss, classe 1975 di Oxford e già segretaria di stato nonché ministro per le donne, si dimostra coerente con le sue idee: sin da quando ha iniziato la sua carriera politica si è distinta per le sue opinioni libertarie economiche e il suo essere pro il libero scambio, oltre che è stata tra le prime a chiedere la riduzione della dipendenza economica da Cina e Russia.

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Dimostra altresì di saper ascoltare la voce dei suoi connazionali, se spinge verso un livellamento delle possibilità pecuniarie della sua popolazione: sui social network spopolano le critiche al fatto che, nel mondo odierno, i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. “Non dobbiamo continuare a commettere l’errore di guardare alla politica economica attraverso la lente della redistribuzione, ripetuto per troppo tempo – asserisce in un’intervista alla BBC – il dibattito economico negli ultimi venti anni è stato dominato da discussioni sulla redistribuzione e il risultato è una crescita relativamente bassa”. Ma la questione più importante che la Truss dovrà affrontare da capo del governo di Sua Maestà è quella del caro energia, per cui annuncia “un piano di emergenza vitale, che svelerò entro una settimana dal mio insediamento”, precisando come tuttavia questo debba andare “di pari passo con un piano per migliorare i rifornimenti energetici del Regno Unito, ad ora eccessivamente dipendente dai prezzi per l’energia stabiliti a livello mondiale”.

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Provando a fare i conti senza l’oste, in attesa di sapere dal tempo se la deduzione sarà corretta o meno, questo doppio filo che la futura prima ministra vorrà sciogliere col Cremlino deriva alla Brexit, cui lei si è inizialmente dichiarata contraria. Aveva poi ritrattato, intravedendo delle opportunità nella recisione del cordone ombelicale con l’Unione Europea, ma essendosi più o meno costantemente mantenuta in zona grigia non è da escludere un altro clamoroso ribaltone. Si attende solo l’investitura ufficiale della regina Elisabetta per dare il via alla nuova era della Gran Bretagna.

Francesco Bulzis

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