“NIENTE DONNE AI RUOLI IMPORTANTI”

Dichiarazione dei talebani: “Il nuovo governo in Afghanistan sarà islamico”.

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Nota tecnica prima di iniziare questo piccolo viaggio tra le novità che arrivano dall’Afghanistan: chi scrive ha scelto di mettere in primo piano la questione delle donne interdette dai ruoli apicali del nuovo governo, piuttosto che lo stampo dello stesso, perché questo sottolinea la condizione di profondo disagio in cui versano tutti gli individui di sesso femminile ora che i talebani sono al comando dello stato africano. Zabihullah Mujahid, vice capo dell’ufficio politico dei talebani in Qatar, alla BBC, dichiara che “è improbabile che le donne possano entrare a fare parte del nuovo esecutivo, ma non è escluso”, aggiungendo che “non avranno ruoli apicali, potranno continuare a lavorare e a occupare posti minori”. Non è l’unica novità che si registra da quelle latitudini, ma sarebbe efficace ripercorrere velocemente le tappe più importanti di questo “polpettone” e poi guardare a quale sarà il prossimo futuro afghano. Il punto di cesura con il passato della guerra, ovviamente, è rappresentato dal ritiro delle truppe americane, avvenuto vent’anni dopo l’11 settembre 2001 – quando Al Qaeda fece schiantare due voli contro le Torri Gemelle a New York City.

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Di lì precipita tutto: l’operazione Enduring Freedom (7 ottobre 2001) causa i primi raid sull’Afghanistan, mentre Bush annuncia la fine dei combattimenti; Karzai, dunque, diviene il primo presidente afghano eletto democraticamente (1° maggio 2003). Dopo l’uccisione di Osama Bin Laden in un assalto notturno sul suolo pakistano (1° maggio 2011), Obama annuncia il ritiro poi non più effettuato delle truppe entro il 2016 (27 maggio 2014); nel mentre, a settembre dello stesso anno, Ghani viene eletto leader. L’accordo di Doha (29 febbraio 2020) impone che i soldati statunitensi lascino Kabul in 14 mesi, cosa che poi avverrà per volere di Biden (14 aprile 2021): “è ora di chiudere la guerra più lunga della storia d’America”. Il resto è storia recente e tragica. La conquista di Kabul da parte dei talebani, avvenuta a Ferragosto, costringe all’evacuazione di migliaia di occidentali e afghani. Undici giorni dopo un attentato dell’ISIS all’aeroporto della capitale dell’Aghanistan causa la morte di quasi 200 persone, compresi 13 marines.

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E ora? Nuovo mese, nuovo governo. “Il nuovo governo afghano sarà, senza alcun dubbio, un governo islamico – dichiara Zabihullah, Mujahid – qualunque sia la combinazione, che sia islamico è garantito”. La CNN, rimbalzando quanto raccolto da China Global Television Network (il canale in lingua della TV di stato cinese) e citando proprie fonti, riporta che il modello governativo a Kabul e contigui sarà un calco di quello iraniano – con un leader maximo a capo di un Consiglio. Tale capo, la più alta carica dello Stato e massima autorità religiosa, avrà la facoltà di revocare le leggi e sollevare dal suo incarico il capo del governo. Questo importante ruolo andrà, con tutta probabilità, a Hibatullah Akhundzada, Amir al-muminin dei talebani e guida del movimento dal 2016. Il New York Times avvalla questa ipotesi, aggiungendo che il ruolo di Akhundzada sarà quasi sicuramente ricalcante quello dell’aytollah iraniano Ali Kahmen. Inoltre Mullah Abdul Ghani Baradar, cofondatore dei talebani, dovrebbe assumere la carica di guida delle operazioni giornaliere del governo. L’annuncio è previsto per domani.

Francesco Bulzis

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