“Love. L’arte contemporanea incontra l’amore”

Quando creatività, emozione ed autenticità convergono in un’esperienza condivisa, allora è arte!

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Il sentimento più antico del mondo raccontato attraverso il dualismo arte-innovazione.Lo scorso 29 settembre si è inaugurata al Chiostro del Bramante, a Roma, la mostra “Love. L’arte contemporanea incontra l’amore”, visitabile fino al 19 febbraio 2017.Si tratta di una raccolta di opere degli artisti più influenti nel panorama dell’arte contemporanea, in onore dei vent’anni di attività culturale ed espositiva della struttura.Da Andy Warhol a Vanessa Beecroft, sono molteplici gli artisti e le opere coinvolte in questo evento unico.L’amore, platonico, carnale o romantico che sia, viene raccontato come un intero universo alternativo. Tramite una sequenza di esperienze visive e sensoriali è data voce ad ogni sfaccettatura del sentimento con autenticità e brio.

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La mostra, oltre ad essere di notevole trasporto emozionale per il pubblico, è anche innovativa. Il percorso - fisico e introspettivo - è costellato, infatti, di stimolazioni sensoriali che permettono di calarsi fisicamente nelle atmosfere oniriche ospitate al Chiostro.

Nel pieno spirito dell’”open access” non vi sono più barriere e al visitatore è concesso immergersi e godere appieno dell’esperienza. Inoltre, gli ospiti sono autorizzati ad usare macchine e telefonini e a postare foto dei pezzi esposti su Twitter con l’apposito hashtag #chiostrolove.

Un’altra novità è indubbiamente la possibilità di scegliere tra cinque “partner audio”, narratori ai quali è demandato il compito di accompagnare il visitatore nel suo viaggio fiabesco attraverso l’immaginario di artisti della portata di Robert Indiana.

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E’ proprio quando l’arte si fonde con questo tipo di innovazioni che il museo smette di essere tale e diventa teatro. In una location - tra l’altro - d’eccezione quale il Chiostro realizzato da Donato Bramante nei primi anni del 1500 per il cardinale Oliviero Carafa, sicuramente una delle opere più importanti del Rinascimento capitolino, a pochi passi da piazza Navona.

La sceneggiatura, di luci e colori cangianti, annulla l’unità di spazio ed il coinvolgimento emotivo ferma il tempo. L’amore è protagonista, l’amore è tutto, ed accompagna il visitatore-attore sul suo palcoscenico.

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L’amore è anche follia, almeno questo è ciò che traspare dalla mostra.

Una verità nettamente in contrasto con la nostra realtà: la sovrastruttura razionale in cui ci mettiamo al riparo dal mare in burrasca della vita sentimentale. Dopotutto l’arte stessa è una forma d’amore e in un mondo automatizzato come il nostro, disseminato di siti di incontri e test della personalità, essa rimane la versione più spontanea della nostra natura. “Love” ne è un chiaro esempio.

Giorgia Natoli

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