“Internet delle cose”

Ovvero il cambiamento della quotidianità

Internet_delle_cose.jpg

Internet delle cose è un neologismo utilizzato in telecomunicazioni che nasce dall’esigenza di dare un nome agli oggetti reali connessi ad internet.Utilizzato la prima volta da Kevin Ashton, ricercatore presso il MIT (Massachussets Institute of Technology), “IoT “ abbreviazione di "Internet of Things", rappresenta un traguardo tecnologico che è più che una semplice occasione di sviluppo.L’obiettivo dell’internet delle cose è far sì che il mondo informatico tracci una mappa di quello reale, dando un’identità elettronica alle cose e ai luoghi dell’ambiente fisico.Uno step evolutivo dell’uso della Rete che vede l’insieme di tutte quelle apparecchiature diverse dai computer, smartphone e similari, connessi a Internet, quali ad esempio sensori per il fitness, automobili, radio, impianti di climatizzazione, lampadine, telecamere, praticamente ogni elettrodomestico, ma anche pezzi d’arredamento o container, una lista infinita insomma.In sostanza ogni dispositivo elettronico equipaggiato con un software che gli permetta di scambiare dati con altri oggetti connessi.Gli oggetti inanimati, le "cose", acquisiscono una loro riconoscibilità grazie al fatto di poter comunicare dati, la capacità di accedere/ricevere informazioni interagendo col sistema globale.Nella pratica, potremmo avere ad esempio sveglie che suonano prima in caso di traffico, le nostre scarpe da ginnastica che trasmettono tempi e velocità, rendendo verosimile poter gareggiare in tempo reale con persone fisicamente da un altra parte, oppure confezioni di medicinali che avvisano se dimentichiamo di prendere il farmaco.Ipotesi fantascientifiche? Non proprio. O almeno non più.Le cose acquisiscono un ruolo attivo grazie al collegamento alla Rete interagendo fattivamente col circostante, divenendo “intelligenti”, capaci di un interscambio.In questo modo può essere data una “identità elettronica” a tutto.Ciò è reso possibile attraverso sistemi di etichettatura elettronica e di codifica.L’ “RFID” - Radio-Frequency IDentification, ad esempio è una tecnologia per l’identificazione e/o memorizzazione automatica di informazioni inerenti oggetti, animali o persone, basata sulla memorizzazione di dati da parte di particolari etichette elettroniche, chiamate tag e quindi sulla capacità di queste di rispondere all’interrogazione a distanza da parte di appositi apparati fissi o portatili, chiamati reader (o anche interrogatori).

cms_4808/foto_2.jpg

Oppure tramite il più conosciuto codice QR (QR Code), abbreviazione di Quick Response Code.Un codice a barre bidimensionale, ossia a matrice, composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata.Ebbene tutti gli oggetti muniti di tali sistemi comunicano informazioni in rete o a dispositivi mobili quali i nostri inseparabili smartphone.Per essere connesso, un oggetto, una “thing”, deve rispettare due caratteristiche, avere indirizzo IP, che ne consente l’identificazione univoca sulla Rete e la capacità di potervi scambiare dati senza bisogno dell’intervento umano.Va da se che l’internet delle cose associa il World Wide Web con gli oggetti della vita di tutti i giorni, i dispositivi saranno sempre più connessi e specifici.Ne consegue una Rete sempre più affollata, canale conduttivo per oggetti assurti al ruolo di device, la cui presenza sul territorio e negli ambienti rende fattivo un monitoraggio coerente del tutto, finalizzato al successivo compimento di azioni volte all’ottimizzazione di ogni tipologia di servizio.Si calcola che gli oggetti connessi nel mondo attraverso questa nuova tecnologia siano in pratica già 5 miliardi che si stima diventeranno 28 entro il 2021.E’ pertanto evidente che nuovi ambiti lavorativi e l’economia ne vengano influenzati.

cms_4808/foto_3.jpg

Obiettivo degli oggetti connessi è, in generale, quello di semplificarci la vita, automatizzando processi e mettendoci a disposizione informazioni che prima non avevamo.Si pensi alla così detta smart road, la strada intelligente, in grado di dialogare con le auto, con i semafori, la segnaletica, al fine di ottimizzare i flussi di traffico, ridurre l’inquinamento e i tempi di percorrenza.Sensori posti strategicamente nei parcheggi, al fine d’individuare la presenza o meno di una vettura, per inviare informazioni a un centro dati, consultabile su una app per smartphone.È il progetto denominato Streetline, in fase di sperimentazione a Los Angeles, se funzionerà, in un prossimo futuro, posteggiare potrebbe veramente essere più facile.Gli esempi di applicazione adattabili ad ogni aspetto del quotidiano.Come detto semplificazione in nome di una crescente automatizzazione, ma anche la consistente razionalizzazione delle risorse energetiche su scala globale unita alla riduzione sensibile dell’inquinamento.La salvaguardia dei valori capitali del genere umano.Certo vi sono dei rischi in tutto ciò, Il principale problema è legato alla tutela della privacy, al corretto utilizzo dei dati.Uno scenario prossimo che ci vede vivere in un mondo di sensori integrati in oggetti di uso quotidiano capaci di raccogliere e scambiare informazioni sul loro utilizzo e dunque sulle nostre abitudini, ci esporrebbe realmente al rischio di non avere controllo di ciò che comunichiamo sulla Rete.Una mole impressionante di informazioni, che possono andare dal nostro stato di salute a quello finanziario, alle abitudini casalinghe.Tale conoscenza in mano alle persone sbagliate potrebbe trasformarci in bersagli per speculazioni di vario genere in nostro danno.

cms_4808/c.jpg

Un ventaglio di problemi molto seri.Si pone la necessità di un quadro normativo di riferimento che regolamenti chiaramente l’utilizzo delle informazioni raccolte dalle "cose" e veicolate in "Internet", stigmatizzando diritti e doveri delle parti attrici.Conditio sine qua non della realizzazione di tale scenario è come sempre nella realizzazione dell’infrastruttura di rete adeguata a supportare un tale traffico dati.La parola magica è 5G LTE.Gli operatori italiani stanno preparando il suo arrivo.TIM e Vodafone sono i gestori telefonici maggiormente accreditati nei nostri confini, vantando ad oggi le migliori infrastrutture di rete fra quelle disponibili in Italia.

cms_4808/foto_4.jpg

E’ notizia di qualche giorno fa che TIM, ha ufficializzato in una nota stampa, di aver raggiunto quota 500Mbps in download su singola connessione dati su rete LTE 4.5G sperimentandola a Torino, primo operatore in Italia e tra i primi al mondo ad introdurre tale tecnologia, che consente di innalzare la velocità di trasmissione e la qualità di navigazione tramite la rete LTE, grazie all’adozione di opportune tecniche su rete mobile e terminali compatibili.TIM accelera dunque il percorso verso il 5G.

cms_4808/foto_5.jpg

Questa importante implementazione la anticipa, consentendo di offrire prestazioni nettamente superiori alle attuali, innalzando drasticamente la capacità delle reti ultrabroadband mobili per rispondere al crescente fabbisogno di banda ultra larga in mobilità, legata alla crescente diffusione di contenuti video in full HD e 4K, e più in generale di tutti i servizi digitali.Tale tecnologia denominata “Full Duplex Relay” è in grado di raddoppiare la capacità dell’odierna infrastruttura 4G- LTE.

cms_4808/foto_6.jpg

Rappresenta uno dei più importanti e promettenti sistemi per spianare la strada della “futura rete”, prevista per il 2020, che avrà una velocità di trasmissione centinaia di volte superiore dell’attuale, con la capacità di poter gestire molti più dispositivi connessi contemporaneamente, anche a kmq di distanza, con prestazioni di latenza bassissima, dell’ordine del millisecondo.Un passo in avanti determinante per la realizzazione del cambiamento.

Staremo a vedere.Nel frattempo mi raccomando, rimanete connessi...

Massimo Lupi

Tags:

Lascia un commento



Autorizzo il trattamento dei miei dati come indicato nell'informativa privacy.
NB: I commenti vengono approvati dalla redazione e in seguito pubblicati sul giornale, la tua email non verrà pubblicata.

International Web Post

Direttore responsabile: Attilio miani
Condirettore: Federica Marocchino
Condirettore: Antonina Giordano
Editore: Azzurro Image & Communication Srls - P.iva: 07470520722

Testata registrata presso il Tribunale di Bari al Nrº 17 del Registro della Stampa in data 30 Settembre 2013

Email: redazione@internationalwebpost.org

Collabora con noi

Scrivi alla redazione per unirti ad un team internazionale di persone dinamiche ed appassionate!

Le collaborazioni con l’International Web Post sono a titolo gratuito, salvo articoli, contributi e studi commissionati dal Direttore responsabile sulla base di apposito incarico scritto secondo modalità e termini stabiliti dallo stesso.


Seguici sui social

Newsletter

Lascia la tua email per essere sempre aggiornato sui nostri contenuti!

Iscriviti al canale Telegram