“ETERNALS”: VI È PIACIUTO?!

Recensione (senza spoiler) di un film discreto ma discusso e divisivo

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“Perdonami, ma che film hai visto?”. Probabilmente questa è la frase ideale per riassumere le opinioni che questa pellicola ha raccolto attorno a sé, sia in positivo che in negativo. “Eternals” è un film divisivo, c’è chi l’ha apprezzato (annoverandolo tra i migliori del multiverso cinematografico della Marvel) e chi no (stroncandolo e inserendolo nella lista dei peggiori, invece). Nonostante in questi casi non ci siano vie di mezzo, come sovente accade la verità si trova lì. Questo film, in pagella, meriterebbe (secondo l’opinione di chi scrive) un discreto: non è tra i top né tantomeno un flop.Chloé Zao, alla prima prova come regista di un film del gruppo di supereroi più famoso al mondo, supera il test, radunando un cast di rispetto e azzeccando quasi tutte le scelte registiche. Degli attori e delle attrici una menzione particolare va a quattro di loro: Angelina Jolie (Thena), Salma Hayek (Ajak), Gemma Chan (Sersi) e Richard Madden (Ikaris), autrici e autori di una prova recitativa davvero notevole. Senza nulla togliere agli altri personaggi (interpretati da Kumail Nanjiani, Lia McHugh, Brian Tyree Henry, Lauren Ridloff, Barry Keoghan, Don Lee, Harish Patel e Kit Harrington, rispettivamente nei panni di Kingo, Sprite, Phastos, Makkari, Druig, Gilgamesh, Karun e Dane Withman) caratterizzati bene e sfaccettati, ognuno mosso da ideali concreti e verosimili. Ramin Djawadi, dopo aver incantato nel primo film di Iron Man, si ripete con brani gradevoli. Stesso per gli effetti speciali, di cui fortunatamente non se n’è abusato.

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Il terzo capitolo della Fase Quattro, e ventiseiesimo totale del Marvel Cinematic Universe, si inerpica attorno a due piani temporali: la narrazione principale avviene nel presente, ma vi sono frequenti salti nel passato per spiegare il backgrounddei protagonisti: gli Eterni. All’interno del franchise gli Eterni sono degli esseri simil-umani ma con poteri sovrannaturali e dotati di eterna giovinezza. Sono stati creati dai Celestiali, esseri divini, e inviati a combattere i Devianti, controparte malvagia dei “figli” degli dei. Proprio da Eterni e Devianti nasce il primo conflitto etico del film, quello che tratta il tema della sopravvivenza e che riscrive i concetti di “protagonista” e “antagonista”, rendendo il confine molto sfumato. L’altra tematica delicata riguarda i supereroi al centro di questa pellicola: essendo presenti in pressocché ogni epoca storica (come gli appassionati e le appassionate sanno) si pongono la spinosa questione dell’intervenire o meno nei conflitti che hanno permeato i grandi eventi dell’umanità. La risposta non è così scontata, così come non lo è quella riguarda l’Emersione degli Eterni e il possibile sacrificio di miliardi di vite. Punto di forza ma anche di debolezza, quello della trattazione di argomenti indirizzati ad un pubblico più maturo: una critica legittima potrebbe definire queste questioni come un appesantire un prodotto pensato per l’intrattenimento anche dei più piccoli e delle più piccole. Così come l’andirivieni tra passato e presente potrebbe essere motivo di confusione, andando potenzialmente ad ingarbugliare una trama che, in verità, scorre senza particolari difficoltà, a volte dilungandosi in pochi punti.

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È innegabile, tuttavia, che questa pellicola rappresenti un’ottima entry: dato che non servono particolari conoscenze pregresse per goderselo (i concetti di Eterni, Devianti e Celestiali vengono spiegati durante la proiezione), “Eternals” può essere un’ottima occasione per appassionarsi al multiverso multimediale della Marvel. Ai novizi, dunque, chi scrive consiglia la visione di questo film, per poi procedere ad un recupero dell’intera Saga dell’Infinito. Per chi ha seguito tutta la prosopopea supereroistica sin dagli esordi, soprattutto per una questione di completismo (ma anche perché questa pellicola, come ci si può aspettare, pone le basi per gli sviluppi futuri della narrazione generale), ovviamente la visione è d’obbligo. Chi, invece, si avvale di una visione sporadica e frammentata del MCU può anche fare a meno di aggiungere questo prodotto alla collezione di quelli visti. Perché, al di là di critiche elogianti o affossanti (espresse da addetti e addette ai lavori, appassionati e appassionate, e fruitori e fruitrici dei social), due ore e quaranta minuti scorrono piacevoli e godibili (inevitabilmente) solo per chi apprezza questo movie.

Francesco Bulzis

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