“STORIA DI STORIE DIVERSE”

Insegnanti di sostegno allo specchio: la disabilità tra difficoltà e gratificazione

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cms_19267/Foto_1.jpg“Storia di storie diverse”, ovvero storie di alunni disabili, persone con caratteristiche speciali, con limitazioni visibili ed innegabili potenzialità.

Il loro percorso scolastico, le difficoltà incontrate e quanto sia ancora difficile oggi parlare di integrazione nella scuola italiana.

Si affronteranno, inoltre, anche problematiche più generali del sistema scolastico con una visuale privilegiata, quella di chi lavora al suo interno.

Ed è finalmente arrivato, il fatidico e tanto atteso primo giorno di scuola in tempo di Covid. La seconda ondata pandemica è decisamente in anticipo sui tempi ed oggi il Direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, ha affermato che solo tra due settimane saranno valutabili in Puglia gli effetti degli assembramenti dovuti sia alla campagna elettorale che alla riapertura delle scuole.

Arrivo a scuola di buon’ora e munita di mascherina: la portiamo da casa in quanto quelle consegnate alla scuola devono essere usate in caso di necessità; se qualcuno di noi si accorgesse di non averla con sé, può richiederla. Ad ogni insegnante viene fornita una visiera mentre nei locali scolastici campeggiano diversi distributori di gel igienizzante.

Le entrate a scuola sono contingentate e avvengono da diversi ingressi, comprese le uscite di emergenza. L’ingresso degli alunni è ben organizzato e, nonostante siano numerosi, lo scaglionamento delle classi su tempi e ingressi diversi riesce a evitare che si creino assembramenti.

Gli alunni nei corridoi si dispongono in fila indiana e ciascuno, per calcolare la giusta distanza dal compagno che lo precede, tende il braccio e si allontana.

La scuola è assembramento, come lo stadio: sarà difficile farle rimanere aperte anche se l’ordine perentorio è quello. La situazione dei contagi, d’altro canto, va sempre più peggiorando in vari paesi europei, per fortuna a passo più lento in Italia.

Nessuno si aspettava che la seconda ondata, attesa nel periodo autunnale, fosse anticipata all’estate a causa di sconsiderati vacanzieri che hanno ritenuto necessario affollare i locali notturni delle più rinomate località turistiche, prime fra tutte quelle della Sardegna che, da essere geograficamente isolata dal contagio, si è trovata a gestire - anche a livello di terapie intensive - un numero considerevole di casi. Personaggi molto noti, come Silvio Berlusconi e Flavio Briatore, si sono ammalati in Costa Smeralda, fortunatamente senza incappare in un decorso critico.

Purtroppo l’aumento dei contagi legati al periodo delle vacanze è coinciso con la riapertura delle scuole, che hanno dovuto dotarsi di un severo protocollo di misure anti-Covid.

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Arriviamo in classe, tutti con la mascherina; ma ammetto che sia io che le altre colleghe non riusciamo a usare la visiera. La prima parte della lezione, dopo i saluti, è dedicata a spiegare agli alunni le misure di sicurezza che dovranno rispettare.

I banchi singoli sono distribuiti a coppie, l’uno di fronte all’altro sull’intera superficie dell’aula: in tal modo un bambino sta di fronte all’altro ma ad un metro di distanza. Il problema consiste nel fatto che, con questa sistemazione, è difficile che riescano a guardare la lavagna: uno dei due alunni si trova di spalle.

Gli alunni, purtroppo, possono alzarsi poco ed è veramente impegnativo riuscire a trattenerli nei loro gesti spontanei e nel loro desiderio di avvicinarsi. Quando rimangono seduti possono abbassare la mascherina pur continuando ad tenerla sul volto, ma quando si alzano devono necessariamente indossarla correttamente, anche se molti di loro dimenticano di farlo; per questo la vigilanza degli insegnanti deve essere continua e pressante tenendo conto che, contemporaneamente, devono svolgere il loro lavoro. I bambini sono stati privati dell’unico momento di libertà: la ricreazione. Devono, infatti, obbligatoriamente rimanere seduti.

Non possono, inoltre, scambiarsi gli oggetti scolastici, né merende o bottigliette d’acqua che vanno etichettate con i nomi. Non possono portare giochi personali e nessun altro tipo di oggetto da casa. Ogni alunno dovrà avere una busta in cui riporre il proprio giubbino per poi appenderlo all’esterno della classe.

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E gli alunni che hanno delle difficoltà, i bambini con disabilità? Seguo Andrea (nome di fantasia) solo da pochi giorni e ci stiamo conoscendo: ha un ritardo mentale grave e problemi nel linguaggio. La sua mente è semplice ma abbastanza a suo agio nella comprensione di problematiche concrete: anche lui ha memorizzato le norme fondamentali da rispettare per evitare che il contagio si diffonda. Ogni insegnante ricorda agli alunni di rispettare le regole ed oggi, con Andrea, in forma semplificata, le abbiamo anche scritte. Il clima del contagio, ahimè, regna sovrano nella scuola ed ogni nostra azione è condizionata dalla paura, soprattutto dalla paura di avvicinarsi che spesso, tuttavia, scompare lavorando a stretto contatto con i bambini.

Vincenza Amato

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