“STORIA DI STORIE DIVERSE”

Insegnanti di sostegno allo specchio: la disabilità tra difficoltà e gratificazione

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cms_19186/Foto_1.jpg“Storia di storie diverse”, ovvero storie di alunni disabili, persone con caratteristiche speciali, con limitazioni visibili ed innegabili potenzialità.

Il loro percorso scolastico, le difficoltà incontrate e quanto sia ancora difficile oggi parlare di integrazione nella scuola italiana.

Si affronteranno, inoltre, anche problematiche più generali del sistema scolastico con una visuale privilegiata, quella di chi lavora al suo interno.

La scorsa settimana, in attesa dell’esito delle consultazioni per le regionali, Giuseppe Conte ha visitato a sorpresa alcune scuole, veicolando un segnale di attenzione nei confronti del difficile momento che sta affrontando il mondo scolastico.

Non sono mancate nemmeno le attestazioni da parte del presidente Mattarella, il quale, come capo dello stato, in un incontro pubblico ha affermato che: “La scuola è una risorsa decisiva per il futuro della comunità nazionale, proprio in quanto veicolo insostituibile di socialità per bambini e ragazzi: ne comprendiamo ancor di più l’importanza dopo le chiusure imposte dalla pandemia”.

In Puglia si è a lungo discusso in merito ad un ulteriore slittamento della data di apertura delle scuole e, per certo, tanti comuni della provincia di Bari, su sollecitazione dei presidi, hanno emanato ordinanze che spostano la riapertura dal 24 settembre al 28 settembre 2020.

Solitamente, in passato, per emergenze simili, è intervenuto il governatore con un’ordinanza univoca e valevole sul territorio regionale.

In Puglia la situazione dei contagi è del tutto simile al periodo del lockdown: allora le scuole erano chiuse mentre ora devono obbligatoriamente riaprire. La regione è tuttora interessata da importanti focolai, a Polignano, ad esempio, dove si registrano 90 casi, o ad Altamura, con 68 contagi.

La popolazione, non più sottoposta a misure restrittive ufficiali, continua a vivere normalmente e cerca di rispettare le misure di sicurezza perché il livello di contagiosità del virus è ancora alto.

Il clima nelle scuole è teso. Siamo stati ripresi a voce alta e con toni preoccupati dal nostro Dirigente per un improvviso assembramento che si era creato nei corridoi: alcuni di noi, inoltre, non indossavano la mascherina correttamente.

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Ritrovarsi con i colleghi, dopo la pausa estiva, è quanto di più naturale ci possa essere. Rivedersi, confrontarsi su nuove progettualità educative e ripartire ancora una volta insieme: purtroppo, a causa della familiarità di ambienti e persone - io lavoro nella stessa scuola da 12 anni - è difficile percepire realmente il rischio del contagio.

Il Dirigente si sposta tra le aule mentre siamo in riunione, vigila sul distanziamento e sull’uso delle mascherine. Ciò di cui abbiamo sentore, come insegnanti, è che sarà un anno caratterizzato da maggiori tensioni.

Sui presidi gravano responsabilità enormi, anche di tipo penale, da cui andrebbero dispensati ed è per questo che numerosi comuni della Puglia hanno provveduto, con ordinanze proprie, a far slittare la data di riapertura delle scuole anche perché non si tratterà semplicemente di disinfestare le scuole, come di solito avviene dopo le elezioni: i locali scolastici devono essere adeguatamente sanificati considerato il numero di persone che vi ha avuto accesso e gli eventuali rischi di contagio.

La richiesta di slittamento della riapertura non è, a mio avviso, solo legata ad un’esigenza di corretta sanificazione: essa nasconde, in realtà, le grandi difficoltà organizzative che i presidi in questo momento stanno affrontando e che, chiaramente, li portano in affanno.

Nella nostra scuola gli spazi sono stati riorganizzati e, ad esempio, ci sono meno laboratori per far spazio a più aule. Ai collaboratori scolastici sono stati dati incarichi di vigilanza sia rispetto al personale interno sia rispetto a chi si appresta ad entrare nella scuola: ad esempio gli scorsi anni, nel momento in cui venivano affissi gli elenchi delle classi, nugoli di genitori si accalcavano per sincerarsi della presenza o meno dei propri figlioli in determinate classi.

L’ingresso, quest’anno è stato contingentato ad un genitore alla volta, previa sottoscrizione del modulo. L’organizzazione deve essere rigida e inflessibile per prevenire il contagio, deve esserlo in ogni minimo dettaglio. È chiaro che la dirigenza, così come gli uffici di segreteria, abbiano un carico di lavoro notevole e che si va a sommare al già previsto e ordinario lavoro di inizio anno.

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Sarà un anno convulso, è questo ciò che si prevede, con continue aperture e chiusure delle scuole non appena si riscontreranno positività di alunni, docenti o di altri operatori.

Un’altra grande incognita riguarderà il periodo invernale. Se non vi è l’obbligo di vaccinazione per alunni e docenti, al comparire dei primi sintomi influenzali rimarremo tutti a casa?

Per le famiglie, poi, c’è grande incertezza da un punto di vista organizzativo, specie per quelle che non potranno contare sull’aiuto dei familiari o che non potranno permettersi di pagare una baby-sitter. Inoltre, anche se i nonni fossero disponibili, come è possibile che abbiano le competenze per seguire i loro nipotini nella didattica a distanza, nei collegamenti su Google Suite e in tutti quegli adempimenti che richiedono delle competenze digitali?

Ho parlato con molti genitori che ho trovato a tratti sgomenti, oltre che preoccupati per l’inizio del nuovo anno scolastico e per come potrà svolgersi. Purtroppo la verità è che non ci sono soluzioni ottimali, nè alternative che consentano di ovviare a situazioni di rischio. La situazione va gestita così com’è, nella sua gravità cercando di assicurare, per quando possibile, una certa continuità del servizio educativo.

Le nuove nomine sono state comunicate ed io, come altre insegnanti di sostegno, siamo state assegnate alle classi. L’insegnante di sostegno fa parte di un team, non è “l’angelo custode” del bambino con difficoltà, non riceve la delega ad occuparsi di lui, come spesso si sostiene.

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È sbagliato, non esiste delega, non esiste rapporto duale tra insegnante di sostegno e alunno disabile. Gli insegnanti sono tutti contitolari e nominati su una medesima classe.

Cosa vuol dire questo, concretamente? Vuol dire che, come team di insegnamento, si opera tutti insieme e sulla classe, in cui è ricompreso anche l’alunno con difficoltà su cui interverranno tutti gli insegnanti, a rotazione, non solo l’insegnante di sostegno che, a sua volta, sarà anche docente di classe e organizzerà le lezioni per tutti gli altri alunni.

Vincenza Amato

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