“STORIA DI STORIE DIVERSE” - XVIII

Insegnanti di sostegno allo specchio: la disabilità tra difficoltà e gratificazione

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cms_18712/Foto_1.jpg“Storia di storie diverse”, ovvero storie di alunni disabili, persone con caratteristiche speciali, con limitazioni visibili ed innegabili potenzialità.

Il loro percorso scolastico, le difficoltà incontrate e quanto sia ancora difficile oggi parlare di integrazione nella scuola italiana.

Si affronteranno, inoltre, anche problematiche più generali del sistema scolastico con una visuale privilegiata, quella di chi lavora al suo interno e che riflette sulla realtà educativa che lo circonda.

Tempo di vacanze: sono in campeggio e ieri alcuni bambini, in una roulotte vicina, erano intenti a studiare. Non ho potuto fare a meno, in quel momento, di riflettere sull’opportunità di assegnare compiti anche nel periodo estivo.

Addirittura, negli ultimi tempi, si è proposto persino l’acquisto di libri con consegne strutturate. Il figliolo dei miei vicini di tenda, che vedo studiare diligentemente ogni pomeriggio, deve completare le schede di tre testi diversi per un totale di trecento pagine.

Il punto è che si pensa che senza scuola non ci sia apprendimento, laddove invece “la vita è scuola” e ciò che un bambino ha possibilità di apprendere conducendo una vita attiva non può non essere preso in considerazione. L’apprendimento non è solo quello strutturato e la scuola non è l’unico luogo deputato all’educazione. Quest’ultima è infatti da inquadrare come un processo che si svolge in qualsiasi momento, dal carattere estemporaneo, quindi non programmato.

Se si considera valida questa premessa si comprende l’inutilità dei compiti delle vacanze, poiché è innaturale che un bambino che si trova in un luogo bellissimo come il campeggio debba ritrovarsi diverse ore fermo su una sedia ad adempiere alle consegne assegnate invece che riunirsi con gli altri bambini, organizzare dei giochi con loro nella natura e sperimentare nuove amicizie.

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Più contesti di vita si frequentano, più si è attivi nei ruoli e nell’acquisizione delle competenze, più la personalità si sviluppa in modo completo: il bambino diventa autonomo, si assume delle responsabilità, acquisisce abilità spendibili che sono anche di natura sociale.

Il senso dei compiti delle vacanze per me si veste di ridicolo ed è il retaggio di una certa stupidità. Il solito modo presunto e formale di far vedere che la scuola è una cosa seria e che gli insegnanti devono vestirsi di una certa autorità, i bambini devono studiare anche in estate altrimenti poi dimenticano tutto, non bisogna mollare la presa ecc.

Tutto quanto io trovo più detestabile e contrario alla naturalità dei processi educativi, che sono spontanei e avvengono in ogni ambito di vita perché, ad esempio, la famosa scuola steineriana frequentata, a suo tempo, anche dai figli di Berlusconi, basa i propri percorsi educativi su una varietà di esperienze e in contesti destrutturati.

Asili nel bosco: bambini a scuola, ma immersi nella natura.

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Le sperimentazioni sono tante, così come le sollecitazioni che ormai provengono dalla società che è matura da tempo.

La sensibilità dei genitori spinge insistentemente per una scuola diversa, meno nozionistica, verbalistica e più attiva. C’è ormai stanchezza e insofferenza verso i metodi tradizionali di insegnamento e verso la scuola come luogo isolato dal resto del mondo.

Io non credo che questo cambiamento si verificherà, non c’è interesse da parte di chi ci governa, non c’è mai stato, nè si percepisce la sua importanza ed urgenza. Un cambiamento che sarebbe capace di trasformare il paese e di educare efficacemente le nuove generazioni perché, come dimostrato da quanto avvenuto negli ultimi decenni in Finlandia o in Corea del Sud - dove ci sono i migliori sistemi educativi al mondo - a fronte dell’adozione di importanti riforme del sistema educativo aumenta, nel tempo, la produttività e la competitività del paese stesso.

Finlandia: scuola senza materie.

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Negli stati in cui i sistemi educativi sono più all’avanguardia, inoltre, vi è un cospicuo e fondamentale investimento nel settore a livello di punti percentuali del P.i.l: la considerazione sociale del lavoro degli insegnanti è elevata e le loro retribuzioni migliori.

Modificare la scuola significa modificare la società avendo l’intenzione di farlo e volendo fornire ad essa una nuova generazione di cittadini, dotati di spirito critico, attivi e sensibili rispetto alle problematiche sociali ed impegnati a risolverle.

Vincenza Amato

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