“LA SPOSA DI BUDDHA”

IL LIBRO PER L’ESTATE OFFERTO DALL’INTERNATIONAL WEB POST

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L’estate è ormai alle porte, e con lei anche il tanto agognato relax. Che sia in città, al mare o in montagna, ognuno di noi può ritagliarsi qualche momento per sé, per ricaricare le batterie in attesa della nuova stagione autunnale. Quale migliore occasione, dunque, per concedersi il piacere di un buon libro, da leggere comodamente sul proprio smartphone?

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L’International Web Post è lieto di presentarvi La sposa di Buddha, romanzo inedito della scrittrice, nonché nostra collaboratrice, Susy Tolomeo. Reduce dal successo de La guardiana del giardino (2017), vicina ai temi del sociale e alla più profonda riflessione filosofica ed antropologica, l’autrice ha voluto cimentarsi nuovamente in un’opera fantasy in grado di appassionare e, al tempo stesso, promuovere la crescita spirituale del lettore. Il fil rouge del romanzo è rappresentato dall’eterna dicotomia amore-male, che accomuna Oriente e Occidente: in ogni parte del mondo, le dinamiche amorose assumono una funzione quasi “religiosa”, catartica, in grado di sublimare i più profondi significati dell’esistenza.

cms_9494/3.jpgSarà la protagonista, l’indiana Nabhila, a farsi veicolo di quello stesso amore che anima le forze del bene, imparando a donarsi e ad essere compassionevole secondo i modelli della tradizione orientale, senza disdegnare quelli di fede cristiana. In uno scenario di dolore e sofferenza, causato da una prematura condizione di malattia, la guerriera sarà capace di combattere il male grazie all’amore nei confronti di un dio salvatore. Vincendo ogni difficoltà, la donna riuscirà ad assumere il dovuto distacco dalla sua situazione: un radicato e autentico senso di dignità, unito alla giusta dose di leggerezza, le consentirà di offrire serenamente la propria sofferenza al karma, certa che il suo sacrificio possa garantirle la liberazione da ogni male.

I capitoli del romanzo verranno pubblicati ogni mercoledì, nella rubrica settimanale intitolata “Mercoledì letterario”.

Di seguito, prefazione e introduzione dell’opera:

PREFAZIONE

cms_9494/4.jpgLa vita è eterna, poiché tutti i cicli vi appartengono, dalla nascita fino alla morte. L’anima è pura essenza, che non ha bisogno di identificarsi con la materia. Con l’abbandono del corpo fisico, vediamo le lucciole e poi il nero cielo, e di nuovo la luce chiara. Viaggiando dentro il colore rosso-viola che è in noi, sperimentiamo un collegamento nella nostra dimensione trascendente, appurando che l’anima è la vera forza della vita. Tuttavia, possiamo scegliere di tornare alla vita terrena, e, dimenticando il nostro pregresso vissuto, acquisiamo una nuova veste. Dimenticando tutto, non abbiamo nessuna esperienza personale, seppur esistiamo da subito. Confidiamo intimamente in un patto tacito con l’universo padre, che ci chiede solo di vivere un’esistenza nell’amore.

INTRODUZIONE

Il mio nome è Nabhila, e sono nata nella regione di Tamil. Sono una e tante donne. Alla consapevolezza di essere e di esistere, aggiungo la stratificazione delle mie esperienze pregresse. La mia cultura presuppone che io sia l’insieme di esperienze vissute, in posti e corpi differenti, ad ogni vita. Consapevole di essere una miscela di raziocinio e d’istinto remota e lontana, resto legata a ciò che sono stata, tante vite addietro. Forse sono qualcosa di più somigliante all’intimo animale, spesso preda delle mie passioni. Detto questo, m’indago su cosa succeda agli animali, dopo l’esistenza terrena. Persino nelle religioni più antiche, non esiste una chiave d’interpretazione, su tutti questi punti di domanda. Per l’induismo, ad esempio, non c’è una coscienza individuale, ma una coscienza totale, capace di rompere i confini per liberarci dall’ego. Identificarci con il nostro io è solo una triste illusione, attraverso i ricordi che cerchiamo di mettere insieme, per cucire su di noi un abito stretto. E, se l’io non esiste, nulla dovrebbe sopravvivere alla morte.

Il buddhismo è chiaro in merito al concetto di sopravvivenza della coscienza individuale. I monaci tibetani, per esempio, hanno scritto addirittura un trattato dei morti, con le indicazioni su come affrontare il trapasso. La scienza moderna stabilisce che l’energia forma tutto, ed è una sola. Alla fine del mio percorso, sono ancora alla ricerca di qualcosa che mi convinca che non tutto finisca con la morte. Perché non voglio essere dimenticata.

Cerco una risposta, e la sua continua ricerca mi ha condotta a meditare, percepire e riconoscere, in ultima analisi, che così è.

Federica Marocchino

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