“L’ETERNO RESPIRO DELL’ANIMA”

IL NUOVO LIBRO DI SONIA PLANAMENTE

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cms_7886/IL_NUOVO_LIBRO_DI_SONIA_PLANAMENTE.jpgSonia Planamente è una scrittrice di origini abruzzesi, autrice di numerose raccolte di poesie e romanzi. Nata a Città Sant’Angelo (Pescara), trascorre la sua infanzia con i genitori e le tre sorelle in una casa di campagna, dove ben presto comincia a sognare un mondo lontano dalle incombenze della vita rurale. Ancora adolescente, scopre la scrittura e la coltiva come libera espressione della sua spiccata sensibilità, nella coinvolgente e intensa amplificazione emotiva che caratterizza le sue poesie. Ormai adulta, si trasferisce a Roma per lavoro e si sposa. Una malattia genetica le porterà via suo marito, scuotendole l’anima e fornendole nuova linfa creativa, seppur in un periodo di profondo dolore. Nel 2014, infatti, Sonia pubblica il romanzo “Nessun limite” (casa editrice Kimerik), che le regala il secondo posto nel concorso letterario “Le parole dell’anima” della città di Casoria (Na). L’anno dopo, stampato dalla stessa casa editrice, esce il romanzo autobiografico “Un raggio di sole”; intanto, produce racconti e poesie, che trovano posto in diverse antologie.

cms_7886/2.jpgIl suo ultimo libro, intitolato “L’eterno respiro dell’anima” (2017, casa editrice Kimerik), è una raccolta di 25 liriche che si rifanno alla sua testimonianza di vita, esplorando l’anima nei suoi angoli più reconditi. 72 pagine di profonde riflessioni intimistiche, intrise di soggettività creativa e al tempo stesso straordinariamente “universali” nelle situazioni e nelle emozioni narrate. Parole che esaltano e danno senso al dolore, alla tristezza, alla gioia che noi tutti sperimentiamo nel nostro cammino; parole in cui risulta estremamente facile, se non naturale, immedesimarsi con rinnovato entusiasmo, risvegliando l’emotività dal suo torpore quotidiano. L’opera è dedicata a suo padre Nicola, “un uomo d’altri tempi: umile, buono, semplice, ma soprattutto saggio [...]”.

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La scrittura è stata fin dall’infanzia la sua passione. Cosa scriveva la Sonia bambina, la Sonia adolescente e, infine, cosa scrive la Sonia adulta?

La mia passione è nata quando, ancora bambina, aggiornavo quotidianamente il mio diario. Intorno ai 13 anni cominciai a inventare delle storie, mettendo nero su bianco tutto ciò che mi veniva in mente. Purtroppo non ho vissuto serenamente l’incontro con la scrittura per via delle ostilità manifestate dalla mia famiglia: mia madre, spesso, strappava i miei manoscritti, tanto da costringermi a nasconderli in soffitta. Lei aveva paura di me, non accettava che sua figlia potesse intraprendere quel tipo di carriera. Anche le mie sorelle non mi hanno mai seguita nel mio percorso, tanto che non hanno mai letto le mie opere.

La Sonia di oggi attinge dalla sua vita, dalle sofferenze che il suo animo spesso si trova a dover sopportare. Quando la tristezza mi assale, comincio a scrivere e in poco tempo vien fuori una poesia, senza pensarci più di tanto…sono poesie che vengono dall’anima, letteralmente.

In cosa consiste il “respiro dell’anima”, da cui prende il nome la Sua opera?

Sono convinta che il nostro respiro sia l’unico elemento capace di impartire la giusta spinta vitale a ciascuno di noi: fino alla fine, anche quando si pensa di non farcela, l’anima e il corpo continuano a respirare. E’ questo ciò a cui dobbiamo appigliarci quando siamo a un passo dal baratro...

cms_7886/3.jpg“Scrivere poesie non è difficile. Difficile è viverle”. E’ d’accordo con questa frase di Bukowski, riportata nella prefazione del Suo libro?

Certo, sono più che d’accordo con questa citazione perché riflette appieno quella che è stata la mia esperienza professionale e di vita. Siamo tutti protagonisti di un enorme set cinematografico, la nostra vita, in cui risulta incredibilmente difficile girare la propria parte senza alcun cedimento di fronte alle tante avversità.

Qual è il Suo ideale di scrittura?

Non ho un preciso ideale stilistico di poesia: i miei sono versi liberi, che esprimono senza l’obbligo della rima i miei stati d’animo. Quando ero piccola amavo molto Ugo Foscolo, ma ho tratto ispirazione principalmente da Leopardi. A livello di prosa, invece, apprezzo molto i romanzi di Ken Follett, anche se spesso mi paragonano a Hemingway perché i miei scritti sono sempre molto semplici e diretti.

Quale rapporto si stabilisce con i Suoi scritti e con i Suoi lettori?

Come ho scritto nei ringraziamenti, l’obiettivo è quello di far esplorare la mia anima al lettore, perché possa comprendere appieno ciò che ho provato. Nei romanzi vale lo stesso principio: il lettore ne coglie il senso immedesimandosi nei personaggi, vivendo le loro stesse emozioni. Se si riesce a stabilire questa “connessione”, il rapporto con i lettori diventa davvero molto intimo.

Il legame con i miei scritti è quasi simbiotico, anche se a primo impatto sono molto critica rileggendo le mie opere. Mi capita spesso di pensare a eventuali perfezionamenti anche se poi, terminata la lettura, scoppio sempre in lacrime…!

cms_7886/4.jpgCi parli del progetto cinematografico che porterà una delle Sue opere sul grande schermo. Che emozioni Le provoca l’incontro con il cinema?

E’ stata scritta una sceneggiatura di “Nessun limite” il mio romanzo sulla dipendenza dalle chat. Abbiamo già drammatizzato scene e dialoghi, ci stiamo attrezzando per poterlo mettere in scena. Sono emozionatissima ed entusiasta di questa esperienza! Sempre nell’ambito della cinematografia, sto scrivendo “Imagery”, un altro romanzo, per conto di un regista abruzzese. “La realtà è l’illusione più grande”: questo il motto e il principio ispiratore del film, che forse vedrà coinvolto anche Robert De Niro.

Quale messaggio desidera comunicare a chi subisce le “sberle della quotidianità”?

Quando la vita ci mette a dura prova, è necessario raccogliere tutta la propria forza e il proprio coraggio per andare avanti. E’ fondamentale amare se stessi ed evitare di piangersi addosso. Io sono un esempio vivente di come si possa sopravvivere al dolore: mio marito è morto quando era ancora giovane, lasciandomi sola con una figlia che, ahimè, ne ha passate tante. Dunque, mai lasciarsi abbattere!

Federica Marocchino

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