“COGITO ERGO SUM” FRA VITA REALE E VITA ONLINE

Dal “giovane” 90enne Zigmunt Bauman

COGITO_ERGO_SUM.jpg

Quando, nati da poco, siamo stati in grado anche solo di guardarci intorno, la prima risposta ad uno smarrito “Dove mi trovo?”, venutaci dal tepore rassicurante delle braccia che ci hanno accolti inconsapevoli e frignanti, era solo la prima espressione della ben più ampia realtà che, nel tempo, sempre più ci si sarebbe svelata nelle fantastiche esperienze che ne avremmo fatto, a partire da un incerto “gattonare” della coscienza e, man mano, con una sempre maggiore sicurezza. Invece, molto meno suscettibile di risposte certe, si sarebbe rivelato un introspettivo “Chi sono?” proiettato al di là di quanto, del proprio sè, fosse tangibile. Infatti, nel vario arrovellarci su tale quesito, non è sembrato di essere giunti ad una deduzione esaustiva nemmeno con il riferirsi alla capacità sottile del nostro essere “pensanti”; per cui, il “Cogito ergo sum”, non avendo appagato il desiderio insaziabile di penetrare in fondo al mistero del nostro “essere”, ha solo identificato l’elemento di propulsione nel mutevole corso del nostro sperimentarci, in continua ricerca di un trascendere la realtà tangibile comprensiva di noi, plasmati dal nostro caleidoscopico “pensare” che ci ha sempre resi artefici di quanto sia avvenuto nell’arco della plurimillenaria storia umana con le sue tappe, anche le più dolorose, la cui lettura appare in funzione della evoluzione cui tendiamo. Proprio rispetto a tale propensione, svicolando da quanto sia sinonimo di rigido costrutto, in questa epoca postmoderna si evidenziano segni sempre più allusivi dello scivolare in una realtà virtuale dove, di contro a quanto di immutato ci circonda, sperimentiamo limiti sempre più estensibili del nostro porci, soprattutto rispetto alla sfera delle relazioni sociali, con comportamenti che si adeguano al quasi improvviso irrompere di nuovi modelli; mentre avviene un progressivo sfaldarsi di schemi che, sebbene in crisi incontenibile, non sono ancora del tutto superati.

cms_2201/sociologo_e_filosofo_polacco_Zygmunt_Bauman.jpg

A cosa riferirsi, per non smarrire il senso del concatenamento fra quanto, di ieri, sembri difficoltoso superare rispetto al nuovo che sembra coinvolgerci irresistibilmente? Ci soccorre la Sociologia che, secondo il filosofo polacco Zigmunt Bauman, è la scienza della libertà che ci consente di prendere coscienza dei mutamenti; laddove, la storia dell’umanità ha avuto una accelerazione che rende difficile comprenderne i fattori alla base, per cui la lettura di quello che è accaduto è chiara solo dopo che se ne sono conclusi i processi determinanti; altresì, chiarendosi quanto non aveva potuto essere di subitanea comprensione riguardo alla frattura improvvisa con ciò che era il prodotto di una modernità che non aveva disdegnato quei valori “solidi” che, in questa postmodernità, si sono quasi “liquefatti” in una forma di improvvisa desistenza; cosicchè, correnti costruttivistiche e fenomenologiche si confrontano con il concetto ermeneutico di società. Appunto, alla “solidità” riferibile a quanto, dell’epoca moderna, stiamo abbandonando; nonchè al carattere “liquido” del nuovo in questa postmodernità, fa riferimento la concezione sociologica del menzionato filosofo di fama mondiale che ne ha parlato anche all’Università di Taranto dove, forse come anche altrove, non si è vista conferenza capace di attirare l’uditorio, di quasi totalità di giovani, più di quella incentrata sull’analisi della tendenza “online” del nostro tempo offerta, con piglio spedito, da questo “giovane” novantenne dalla personalità carismatica di indiscutibile rilievo. Rivolgendosi al suo giovane pubblico, esprimendosi con semplicità di linguaggio nella quasi “globalizzata” lingua inglese, questo acuto analista del nostro tempo ha riassunto la sua teoria sulla società postmoderna o, a suo dire, “liquida”; come preferisce indicarla osservando che la vita, con le sue articolazioni che ci vede attori non sempre attentI e competenti, ha perso il riferimento ai modelli ben definiti e “solidi” di una volta; essendo passibile di plasmarsi, continuamente, secondo nuovi modelli artificiosi.

cms_2201/COGITO_ERGO_SUM_seconda__.jpg

Così, poichè il mondo in cui ci troviamo è ambivalente e, in questo mezzo fra due realtà, la divisione è avvenuta quasi d’un colpo; anche per quanto riguarda l’educazione di quella che Bauman ha indicato come “terza generazione” nata nella simultaneità, in mezzo alla realtà online e reale, da concetti molto rigidi si è passati a considerare una quasi incontenibile “liquidità” che permea comportamenti diversi, nell’incertezza di quale determinazione prendere secondo ciò che deve porsi in essere e come deve essere fatto. Derivando il tutto dalla stessa “liquidità” nei rapporti umani causata dalla desertificazione delle coscienze divenuta strutturale. Tuttavia, restando imprescindibile il tendere al superamento di ciò che non da certezza e a differenza di quanto avviene nella natura che non osserva principi umani da radicare; da questa generazione, che ha radici nel periodo della modernità essendo nata quando facebook non c’era ma già si aveva dipendenza dalla tv, è ricercato comunque il controllo degli avvenimenti per non avere sorprese specie sulle cose spiacevoli, avvertendosi il bisogno di eliminare le contingenze che risultino scomode fonti di disagio. Pertanto, in cerca di una prima sicurezza, la si percepisce in un ambiente dove ci si senta protetti e liberi da vincoli, scelto perchè sia quasi un laboratorio dove, arrivando a trascorrere anche una decina di ore davanti ad uno schermo, si possano elaborare principi da applicare seguendo idee che rappresentino una estensione dei propri desideri nei confronti dei quali il mondo naturale, indifferente, non da risposte, non da amore.

cms_2201/Jonathan_Franzen.jpgAlla fondamentale carenza di un mondo senza amore sopperisce una vita erotica rincorsa anche attraverso l’oggetto erotico, in funzione del quale si adopera la tecnologia che, secondo Bauman dichiaratosi in linea con la teoria del saggista americano Fransen, realizza prodotti che corrispondono alla nostra fantasia in cui l’oggetto erotico tutto da senza creare disagi, se rimpiazzato da un oggetto ancora più erotico che fa finire il precedente in un cassetto, senza problemi.Parimenti, prevale il carattere di attrazione del mondo online preferito anche a quello di famiglia e lavoro su cui non si ha controllo essendo possibile il sorgere di conflittualità nel rapportarvisi; invece, il mondo on-line tenta e attrae permettendo che ogni cosa possa essere percepita secondo il proprio sentire e, nel contempo, opera quella che Bauman, citando lo studioso Esposito, ha indicato come “immunizzazione dai vincoli sociali”. In buona sostanza, torna in ballo la tecnologia attraverso internet, con i social networks tipo facebook e twitter, nel ruolo determinante di far vivere una esperienza in assoluta libertà di scelta circa il momento iniziale e quello finale, senza quei vincoli che si sperimenterebbero laddove anche il contatto degli amici può creare timore di disturbo e conseguente paura di ritrovarsi soli. Quindi, offrendo questa sensazione di avere maggiore flessibilità rispetto a quella nei rapporti normali che, specie se familiari, non possono essere liberi da vincoli mentre nella rete è facile scollegarsi da essi, il mezzo on-line fa sentire salvi dalla solitudine e tale salvezza si percepisce meglio nell’essere insieme su facebook, piuttosto che nell’essere insieme nella vita reale; sentendosi al sicuro finchè ci si possa connettere con qualcuno altro. D’altra parte, nel mezzo on-line trova un appiglio la stessa sfera individuale che, volendo uscire dall’anonimato, di norma anche quando ci siano talenti naturali, per porsi all’attenzione della collettività dovrebbe affrontare le difficoltà e l’incognita di un percorso spesso senza arrivo alla meta sperata; quindi, gli stessi self offrono modalità di essere sulla scena online e di emergere accedendo alla sfera pubblica con la percezione di partecipare alle questioni sociali inserendosi nei dibattiti e intervenendo su ciò che avviene, senza spreco di energie, avendo la libertà di cambiare facilmente senza affrontare incontri lunghi e noiosi.

cms_2201/mondo_virtuale.jpgA questo punto, però, è evidente che il nuovo che avanza presenta un conto non del tutto positivo perchè, per quanto si guadagna in termini di maggiore libertà che la vita on line offre, si rischia di perdere troppo in termini di valori basilari che rappresentano proprio quanto di “solido”, della vita reale, cui sarebbe bene non rinunciare. Infatti, se internet rappresenta un passo verso il progresso perchè connette il mondo, permettendo che i popoli amplino la rispettiva conoscenza circa ogni campo della loro vita; però, si crea una illusione di integrazione perchè, in mancanza di risposta ad una comprensione solo virtuale, piuttosto c’è separazione e sfida, interagendo in un mondo in cui le differenze che creano contrasti non si risolvono senza quella opportuna mediazione, fra i popoli e le opinioni, affrontabile in reali dibattiti impegnati; secondo i classici metodi “solidi” imprescindibili nella guida della società; mentre, rifuggendo dall’ascolto, si finisce con il non espandere i propri orizzonti etici più che reali, nonostante il tendere ad una idea di globalizzazione. Anzi, lo stesso problema della immigrazione ci da un esempio collegato alla globalizzazione che, mentre unisce in senso del globo; però, localmente, acuisce le differenze sociali minando la coesione sociale. Pertanto, Zigmunt Bauman ha messo in guardia il suo giovane pubblico sulla necessità, di usare internet e le opportunità che ne derivano, non facendosi irretire dal fascino del nuovo che nell’online presenta pericoli anche in termini di impoverimento di attenzione concentrazione e pazienza, che cadono subito, nell’abitudine ad aspettarsi risposte subitanee e nell’indulgere alla superficialità nelle cose; portata, magari, nella stessa ricerca su internet dove, anche l’idea ricavata da Google andrebbe “immagazzinata nella testa” andando più in profondità. In definitiva, ponendosi con giovanile arguzia all’attenzione di giovani nati fra marcate contraddizioni nella fase di transizione della scorsa epoca in quella attuale, l’insigne filosofo polacco non ha lanciato solo un monito a non lasciarsi travolgere dalla vita online; bensì, nell’implicito invito, a cercare di governare la “navigazione” online in mezzo al mare dei suoi vantaggi evitando di naufragare in mezzo ai relativi svantaggi, c’era l’altrettanto implicito richiamo a non confondersi circa l’essenza del “Sum” esaurendolo in un freddo “contatto” online nè, tanto meno, svilendolo nel sentirlo solo in un superficiale “self apparire” online; essendo fondamentale non dimenticare di riferirsi alla imprescindibile capacità di discernimento del “cogitare” per quell’opportuno controllo e “mediazione” in una realtà postmoderna che, con i suoi modelli artificiosi, può portare alla perdita di troppi contenuti essenziali.

cms_2201/chi_sono.jpg

La realtà online ci offre solo di intravvedere un ventaglio di possibilità per cogliere il bandolo di quella nostra fondamentale latente necessità di approfondire la ricerca del “Chi sono?”, restando basilare il continuo riferimento al “Cogito” artefice di ogni tensione verso il nuovo ma anche di tutto ciò che, di meglio, c’era prima e non va perso di vista; essendo essenziale per mantenere solide radici in una umanità che rischia di perdersi se getta dietro di sè valori solidi tendenti a coesione, partecipazione reale, ascolto, capacità di mediare, che non appartengono a quella “liquidità” di una vita all’insegna di una artificiosa realtà virtuale.

Rosa Cavallo

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos