È CRISI ISTRUZIONE NEL MONDO

L’ONU suona l’allarme

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Quando si affronta il tema Istruzione, di questi tempi, si cade spesso nella trappola della retorica fine a sé stessa. Il problema scolastico ha visto coinvolti numerosi stati, incapaci di prendere sul serio la parabola discendente che si stava concretizzando. Il covid-19 in primis, ha messo in luce le reali criticità di un sistema che da troppi anni fa acqua da tutte le parti. In Italia, per esempio, il sistema scolastico si è mostrato carente non solo da un punto di vista infrastrutturale, ma anche e soprattutto tecnologico. La nostra scuola non è stata all’altezza di questa grande sfida che la pandemia ci ha imposto, emergendo in tutte le sue negatività. Infatti, la buona volontà degli insegnanti non è bastata, e molti studenti, non coadiuvati da supporti multimediali efficienti, (e in molti casi inesistenti), non ha compiuto il proprio dovere, disertando frequentamene le lezioni on-line. Non c’è dubbio che la tecnologia possa dare un’impronta positiva e nuova al mondo scuola, ma lo sforzo maggiore deve essere impiegato dagli studenti che ad oggi non si sono adeguati alla situazione contingente in modo appropriato, comprensivo e volenteroso. Ovviamente questa piaga non riguarda solo l’Italia, ma coinvolge tutto il mondo. Ma sembrerebbe che l’Istruzione sia l’ultimo dei pensieri dei Governanti.

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A dare l’allarme è stato l’ONU, ammonendo a gran voce contro un’eventuale nuova chiusura delle scuole. Precisamente, il segretario generale Antonio Guterres ha chiarito la sua posizione elencando le priorità: Viviamo in un momento decisivo per bambini e giovani in tutto il mondo. Le decisioni che i governi prenderanno ora avranno un effetto duraturo per decenni su centinaia di milioni di giovani, nonché sulle prospettive di sviluppo dei Paesi”. Indubbiamente, la crisi educativa già persisteva da tempo ma il virus ha accelerato questo progetto negativo. Il dato più significativo riguarda il mese di luglio, dove ben 1mliardo di studenti non ha frequentato la scuola. Da non trascurare anche il dato inerente i 40milioni di bambini che non hanno partecipato alle attività delle scuole materne. Le difficoltà sono reali, ma a quanto pare tutto passa in cavalleria. Il bene supremo di ogni governo è costituito dall’istruzione, ma al momento, nonostante il grande sviluppo della società contemporanea, rischia di sgretolarsi. Occorrono misure lungimiranti per creare stimoli, altrimenti l’oblio è dietro l’angolo.

Giuseppe Capano

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