TIKTOK DETTA LE REGOLE E FACEBOOK SI ADEGUA

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cms_27151/1.jpgGli utenti se ne erano accorti già da qualche mese che qualcosa era cambiato. La tiktokizzazione di Facebook ora è una certezza e può dirsi completa. Zuckerberg e il suo staff dopo aver visto il numero crescente di utenti che affollano la piattaforma cinese, hanno deciso di rincorrere TikTok, uno dei social di maggior successo tra le nuove generazioni e non solo.

Facebook, nel tentativo di trattenere sulla sua piattaforma i più giovani ed evitare la migrazione verso nuovi lidi social più attraenti, sta compiendo una rivoluzione della sua piattaforma stravolgendone gli assunti iniziali. La riprogettazione di Facebook sullo stile di TikTok si è mossa dapprima nel riformulare un luogo in cui viene mostrato all’utente ciò che gli piace scremando nel mare magnum dei contenuti degli utenti, amici o estranei. Un ripensamento dei Feed con contenuti suggeriti che cercano di replicare una struttura simile alla sezione “Per Te” di TikTok, ovvero una catena di brevi video selezionati da un algoritmo per seguire gli interessi degli utenti.

cms_27151/2_1660444099.jpgVi sono poi i Reel, una sezione che è diventata il luogo dove vedere contenuti video di breve durata e di ogni genere allo scopo di aumentare il coinvolgimento e il numero delle interazioni ma soprattutto nato con lo scopo di trattenere gli utenti su Facebook, drogandoli di brevi video a ripetizione da scrollare uno dopo l’altro.

La piattaforma cinese che ha fondato il suo successo sulla imago brevitas, detta dunque il ritmo alle altre confermandosi il dominus nei social media con contenuti adatti ad attirare la nostra attenzione sempre più vacillante e sempre più scarsa. Non vi è però solo una rincorsa ai numeri, cioè ad avere flotte di utenti, ma vi è la volontà e la necessità di avere alti profitti in una realtà nella quale vige un far west pubblicitario e tariffario. Per ottenere più visite e dunque più attenzioni da parte degli investitori, il cambiamento imposto da TikTok si è basato nello sviluppare una tecnologia leader basata sulla selezione algoritmica di contenuti da suggerire agli utenti e in cui si toglie inevitabilmente spazio ai contenuti prodotti dagli amici, per andare invece ad implementare un flusso che sia il più possibile affine alle vere preferenze dell’utente. Gli effetti di un rullo continuo, velocissimo, ipnotico è l’innesco di un loop in cui si rischia di cadere in confusione e smarrimento; si tende a formare un utente vorace, poco riflessivo, formato su una cultura del video ergo sum.

cms_27151/3.jpgAccade allora di dovere alzare la voce per farsi notare nel mare magnum di video proposti con gare (challenge) sempre più al limite dello sprezzo del pericolo nel produrre filmati sempre più eclatanti spingendo sull’acceleratore del turpiloquio, della violenza e dell’aspetto sessuale, armi sempre facili acchiappa like.

È finita allora l’era dei social network, ne è iniziata un’altra in cui i principali attori del mercato (Facebook e Twitter) stanno rincorrendo il pubblico a suon di video ad un solo scopo: ricavare denaro per finanziare ulteriori progetti. Noi utenti ci stiamo trasformando in pubblico da intrattenere a tutti i costi, carne da macello e prigionieri di un flusso interminabile in cui regna il silenzio assordante di individui sempre più soli, circondati da un collage senza senso composto da video al limite della demenzialità. Per il resto, se vogliamo comunicare, rimangono sempre buone le app di messaggistica.

Andrea Alessandrino

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