IN ITALIA ULTERIORI 14.826 CONTAGI E ALTRI 27 MORTI

I dati delle Regioni - Mascherine a scuola: Speranza, Bassetti, Burioni, Crisanti, Rasi, Ricciardi, Signorelli

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cms_26244/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 14.826 contagi e altri 27 morti

Sono 14.826 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia, secondo i dati e i numeri Covid - regione per regione - del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano inoltre altri 27 morti.

Nelle ultime 24 ore sono stati processati 142.066 tamponi, tra molecolari e antigenici, con un tasso di positività al 10,4%. In calo i ricoverati con sintomi, 114 in meno, ma in aumento terapie intensive occupate, 10 in più.

Sono 166.569 i morti e 17.388.877 le persone contagiate da inizio pandemia. Le persone attualmente positive sono 712.048, mentre i guariti sono 16.510.260.

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I dati delle Regioni

(Bollettino Covid-19 delle ore 18,00 - 29 Maggio 2022)

LAZIO - Sono 1.965 i nuovi contagi da covid nel Lazio secondo il bollettino di oggi, 29 maggio. Si registrano inoltre altri 4 morti. I nuovi casi a Roma sono 1.166. "Oggi nel Lazio su 3.451 tamponi molecolari e 12.020 tamponi antigenici per un totale di 15.471 tamponi, si registrano 1.965 nuovi casi positivi (-324), sono 4 i decessi (-1), 575 i ricoverati (-19), 35 le terapie intensive (-2) e +3.666 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 12,7%. I casi a Roma città sono a quota 1.166", comunica in una nota l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

"Superata quota 13 milioni e 530 mila vaccini complessivi, superate le 3,99 milioni di dosi booster effettuate, oltre l’82% di copertura con dosi booster della popolazione adulta. - ha aggiunto D’Amato - Nella fascia pediatrica 5-11 anni sono oltre 148 mila i bambini con prima dose".

VENETO - Sono 1.029 i nuovi contagi da covid in Veneto secondo il bollettino di oggi, 29 maggio. Non si registrano invece nuovi decessi. Il totale delle persone positive sale a quota 1.751.770. Il totale delle morti nella regione è a quota 14.688. Secondo il bollettino della Regione Veneto, i casi attuali positivi sono 28.873, i pazienti ricoverati nei reparti medici sono 544, di cui 32 quelli in terapia intensiva. Per quanto riguarda invece la campagna vaccinale, si registrano 1.170 dosi somministrate ieri, di cui 1.070 dosi booster.

TOSCANA - Sono 793 i nuovi contagi da covid in Toscana secondo il bollettino di oggi, 29 maggio. Non si registrano invece nuovi decessi. 235 i casi confermati con tampone molecolare e 558 da test rapido antigenico registrati nelle ultime 24 ore, che portano i totale a 1.149.359 dall’inizio dell’emergenza sanitaria a Coronavirus. I nuovi casi sono lo 0,1% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,1% e raggiungono quota 1.110.116 (96,6% dei casi totali).

SARDEGNA - In Sardegna si registrano oggi 437 ulteriori casi confermati di positività al Covid (di cui 396 diagnosticati da antigenico). Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 3827 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 11 ( stesso numero di ieri ).I pazienti ricoverati in area medica sono 167 ( +2 ).16173 sono i casi di isolamento domiciliare ( +39 ). Non si registrano decessi. Lo comunica la Regione Sardegna.

EMILIA ROMAGNA - In Emilia Romagna sono 1.228 nuovi positivi su 8.624 tamponi effettuati, di cui 4.672 molecolari e 3.952 test antigenici rapidi con un tasso di positività al 14,2%. Ricoveri stabili, 4.501 guariti, 3.274 casi attivi in meno. Il 95,9% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. Lo riferisce la regione Emilia Romagna in una nota precisando che l’età media dei nuovi positivi è di 47,1 anni. Un decesso registrato da ieri. La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 284 nuovi casi (su un totale dall’inizio dell’epidemia di 307.655), seguita da Modena (147 su 231.279); Parma (136 su 125.178) poi Ravenna (124 su 137.301), Ferrara (113 su 103.116), Reggio Emilia (107 su 168.270), Rimini (100 su 138.587), Cesena (88 su 81.802), Forlì (56 su 68542), Imola (43 su 45.906) e, infine, Piacenza (30 nuovi casi). In isolamento a casa 21.029 persone.

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Mascherine a scuola

Sulle mascherine a scuola "c’è una norma vigente". Lo ha spiegato rispondendo ai giornalisti il ministro della Salute Roberto Speranza. "Noi rispettiamo la norma vigente e lavoriamo perché nel prossimo anno ci possa essere una condizione epidemiologica molto diversa" in termini di rischio Covid.

cms_26244/Bassetti,Infettirologo.jpgBASSETTI

L’Italia "è l’ultimo e unico Paese in Ue ad avere ancora l’obbligo della mascherina a scuola. E’ anacronistico e fuori dal tempo" dice all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, in merito alle polemiche sulla proposta della Lega di togliere l’obbligo delle mascherine a scuola. "E’ giusto portare avanti un obbligo quando siamo sicuri che ci sia una efficacia nel ridurre la trasmissione - precisa Bassetti - Ma non è questo il caso. Non è possibile stabilire se questi dispositivi di protezione abbiano effettivamente ridotto la trasmissione del virus. Lo dico perché non c’è nessuna evidenza scientifica che lo abbia stabilito rispetto alla vaccinazione, al lavaggio delle mani o al distanziamento". "Chi afferma che è la scienza a dire che serve l’obbligo della mascherina a scuola - avverte - dice una eresia: nessuno studio ha affermato che le mascherine da sole hanno ridotto la trasmissione". Secondo Bassetti, "le Ffp2 usate in maniera molto rigorosa possono ridurre un minimo la trasmissione del virus, ma quanti studenti - si chiede - le usano in modo corretto? Le cambiano ogni 6 ore? Pochi". "La polemica ’pro mask’ e ’no mask’ non giova a nessuno. Non è un problema del caldo o del freddo, avendo levato l’obbligo della mascherina per molte attività è davvero fuori dal tempo dire che a scuola servono", conclude l’infettivologo.

cms_26244/BURIONI.jpgBURIONI

"A chi dice che non ci sono dati da studi controllati sull’efficacia delle mascherine a scuola, ricordo che dati da studi controllati mancano anche riguardo all’efficacia del paracadute" afferma in un tweet il virologo Roberto Burioni, docente all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

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CRISANTI

Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, all’Adnkronos Salute sottolinea: "Non è che le mascherine a scuola si debbano mantenere per diminuire la trasmissione" di Covid, "perché poi se un ragazzo le tiene mezza giornata in aula e poi va con gli amici al bar, al ristorante, in discoteca, l’effetto protettivo è nullo. Però c’è un effetto protettivo nei confronti dei più fragili". "E’ per questo unico motivo, per tutelare i più fragili, che le mascherine a scuola andrebbero mantenute fino alla fine dell’anno scolastico. E il caldo non crea nessun problema", dice l’esperto.

cms_26244/Guido-Rasi.jpgRASI - "Fatto salvo che la mascherina rimane un presidio per proteggere l’individuo e ciascuno di noi dovrebbe ormai sapere come, la Ffp2 ben stretta sul naso, e quando usarla in base alle circostanze, nell’ultimo mese di scuola lascerei liberi i bambini e i ragazzi dall’obbligo della mascherina. Dopo la scuola hanno una vita sociale e tante interazioni che non prevedono più l’obbligo della mascherina. Magari l’insegnante può considerare di tenerla in aula" sottolinea Guido Rasi, responsabile scientifico Consulcesi ed ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco Ema. "E poi bisogna tenere le finestre possibilmente aperte dove le condizioni lo permettono per una buona ventilazione", conclude Rasi.

cms_26244/RICCIARDI_Walter_.jpgRICCIARDI - "Con varianti di Sars-Cov-2 così contagiose come quelle che stanno emergendo, è opportuno e necessario essere ancora cauti. Le coperture vaccinali nelle scuole sono bassissime, non arrivano al 40%, e servirebbe sicuramente aumentarle, bisogna quindi continuare a portare la mascherina fino alla fine dell’anno scolastico. In spazi chiusi, con un virus più contagioso e in spazi limitati, il rischio di infettarsi è alto" dice Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza, in merito alle polemiche sulle richieste di togliere le mascherine a scuola in considerazione delle temperature elevate di questo periodo. "Non bastano le finestre aperte - continua Ricciardi - per combattere questo virus serve applicare più misure contemporaneamente. La prima, quella più importante, è la vaccinazione dei bambini per la quale vanno aumentate le coperture. La seconda è quella dell’uso delle mascherine, seguita da aerazione, distanza sociale, igiene".

cms_26244/Carlo_Signorelli,_docente_di_Igiene_e_Sanità_pubblica_all’Università_Vita-Salute_San_Raffaele_di_Milano.jpgSIGNORELLI - "Tenere la mascherina è meglio che non averla rispetto a un virus ancora circolante - afferma all’Adnkronos Salute Carlo Signorelli, ordinario di Igiene dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano - E visto che l’ambiente scolastico è stato quello dove si sono verificati più focolai di Sars-Cov-2 credo che, in coerenza con tutte le misure prese da inizio epidemia ad oggi, il ministero della Salute italiano abbia voluto giustamente essere più prudente. Non mi sembra una buona idea rischiare alla fine dell’anno scolastico, all’ultimo miglio, con conseguenze sulle verifiche finali, gli esami ecc". "La pandemia non è cessata. Questo sacrificio, che poi è solo di tre settimane, ha senso rispetto a un’infezione che sta ancora girando. Credo che non cambi l’impatto generale e che si possa chiudere l’anno senza magari rischiare di avere, sul finale, qualche focolaio che poi costringe a prendere altri provvedimenti peggiori. La mascherina non è una garanzia del 100% ma protegge", conclude Signorelli.

PEDIATRI - "Mancano tre settimane alla fine della scuola. Non ha molto senso sollevare discussioni sulla mascherina a scuola. Le norme ci sono e sono ponderate. Vanno seguite. E’ un piccolo sacrificio, sopportabile, che protegge" dice Paolo Biasci, presidente della Fimp, sindacato dei pediatri di famiglia. "Quando la scuola sarà chiusa, i bambini e i ragazzi - aggiunge Biasci - potranno stare all’aria aperta, andare al mare, fuori città e questo potrebbe migliorare ancora la situazione epidemiologica. In questo momento parliamo di un piccolo sacrificio per gli ultimi giorni, che può essere benissimo sostenuto. Pensiamo piuttosto agli ultimi due anni, tre settimane non credo che possano influire".

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