L’ARTE TRA CURIOSITA’ E MISTERI - I^

Il bagno turco di Jean A. D. Ingres

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Jean-Auguste-Dominique Ingres- Il bagno turco- Museo del Louvre-Parigi

Questo articolo diviso in tre parti, tratterà del “Il bagno turco”, dipinto tra i più noti di Ingres e realizzato nel 1862, uno dei più “strani” e “falsi esotici” concretizzati dal pittore che non vide mai un harem, un po’ come Emilio Salgari che non viaggiò mai, non vide i luoghi che descrisse, limitandosi a studiare libri e giornali, così Ingres dipinse questa opera tramite le emozioni in lui suscitate dalle lettere di Lady Mary Wortley Montagu scritte dalla Turchia, missive che sono state descritte come “il primo vero esempio di lavoro laico svolto da una donna sull’Oriente Musulmano”. Ingres impiegò ben tre anni di lavoro per completarlo; la storia dell’arte è in qualche caso stupefacente, vedremo poi che questo tondo, che non era tondo, ma lo divenne, sia legato a temi attuali, quali l’avere un hobby o una passione e coltivarlo con dedizione o addirittura parlarci di vaccinazione, ma tratterò più avanti di questi argomenti, prima occorre almeno una breve presentazione di Ingres.

Diversamente dal suo maestro David, ad Ingres non interessa l’antico per i suoi contenuti morali ma per le forme classicheggianti. Nei suoi dipinti per la maggior parte ritratti e nudi femminili, Ingres si richiama all’arte di Raffaello, le forme sono nettamente disegnate i colori sono chiari e luminosi, rappresentando una bellezza senza tempo.

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Jean-Auguste-Dominique Ingres-autoritratto- Musée Condé- Castello di Chantilly- Francia

Jean-Auguste-Dominique Ingres nasce il 29 Agosto del 1780 a Montauban, città del Sud-Ovest della Francia e muore a Parigi il 14 Gennaio 1867, è probabile che abbia iniziato la sua formazione artistica nella bottega del padre, decoratore e miniatore che aveva una scuola di disegno. Ingres si trasferì poi a Parigi per studiare nell’atelier del celebre pittore neoclassico Jacques-Louis David. Ingres divenne noto per la ritrattistica, nel 1806 presentò al Salon un pomposo ritratto di Napoleone dove il Corso veniva rappresentato come: “Sua maestà l’imperatore dei francesi sul suo trono” che venne criticato negativamente dai contemporanei, in effetti il ritratto appare come un accumulo di insegne, ori e decori mentre il volto bianchiccio incoronato da foglie di alloro dorato appare come una maschera funebre; date le aspre critiche l’opera venne ritirata dall’esposizione dall’allora direttore del Salon.

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Jean-Auguste-Dominique Ingres-Napoleone I sul trono imperiale-Musée de l’Armée- Parigi

Ma Ingres non se ne crucciò, e se ne andò in Italia; infatti ottenne il Prix de Rome, una borsa di studio istituita dallo stato francese per gli studenti più meritevoli nel campo delle arti, che dava la possibilità di studiare all’Accademia di Francia a Roma. Ingres si insediò presso villa Medici, sede dell’Accademia francese, dove continuò i propri studi pittorici, soprattutto su Raffaello di cui aveva una grande ammirazione, terminata la borsa di studio decise di prolungare la sua permanenza a Roma e vi rimase sino al 1824 aprendo uno studio privato. In Italia si dedicò ai ritratti ed eseguì “La grande odalisca” dove una sensuale concubina è mollemente adagiata su un letto, unendo ad uno stile classico, contaminazioni romantiche e gusto esotico; l’odalisca è una meravigliosa figura dalla pelle chiara e levigata, distesa su coltri azzurre e a lato presenta un drappo suntuoso color blu pavone, uccello le cui penne formano il ventaglio che ha in mano, ella ci guarda indifferente mostrandoci una lunga schiena, talmente lunga da risultare anticlassica: i critici dell’epoca affermarono che l’odalisca doveva avere almeno tre vertebre in più del normale; l’opera fu eseguita per Carolina Bonaparte, moglie di Gioacchino Murat, ma non fu mai pagata in quanto ci fu il crollo di Napoleone e il ritorno dei Borbone e certo Murat doveva avere altri problemi piuttosto che preoccuparsi delle commissioni artistiche.

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La grande odalisca - Jean-Auguste - Dominique Ingres - Museo del Louvre- Parigi

La fama era però vicina, nel 1824 Ingres espose al Salon, ottenendo un grande successo di critica come pittore classico in contrapposizione al romanticismo di Delacroix, che nello stesso Salon esponeva “Il massacro di Scio”.

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Jean-Auguste-Dominique Ingres-“Il voto di Luigi XIII”- Cattedrale di Notre-Dame- Montauban

Nel gennaio 1825, grazie a questa opera Ingres fu insignito della Legion d’onore dal re Carlo X di Francia. “Il voto di Luigi XIII”, ricorda la processione in cui il re Luigi si impegnò a consacrare il suo regno alla Vergine Maria se gli fosse stata concessa la grazia di avere un erede per succedergli al trono di Francia, evento che si verificò, il futuro Luigi XIV nacque il 5 settembre 1638 e il re mantenne la promessa. La nascita di Luigi XIV apparve miracolosa, avvenendo dopo 23 anni di matrimonio sterile tra i suoi genitori, il futuro re Sole fu chiamato Luigi Diodato, essendo considerato dai reali genitori e dal popolo come un dono del cielo.

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Statua in argento- Processione mariana dalla Cattedrale di Notre-Dame a Saint-Sulpice- Ogni 15 agosto

Questa processione si svolge tutt’oggi a Parigi il 15 di agosto, in una cerimonia mariana dalla Cattedrale di Notre-Dame a Saint-Sulpice portando a spalle la statua in argento della Vergine Maria che regge il Bambino Gesù, statua donata il 15 agosto 1826 dal re Carlo X, che evidentemente aveva una speciale predilezione a questo tema.

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Jean-Auguste-Dominique Ingres- Martirio di Sinforiano-Museo d’Arte di Philadelphia

Dopo un periodo di successi nel 1834 un altro tonfo, l’opera “Martirio di Sinforiano”, esposta al Salon fu derisa dal mondo artistico parigino, molto probabilmente perché usciva dagli schemi del classicismo. La scena appare violenta e ammassata al centro, il Santo appare in una posa enfatica che ricorda una ics o una croce di Sant’Andrea, sono presenti figure imponenti e muscolose e scorci che hanno poco di misura e di classicità, come pure appare movimentata la figura che appare in alto a destra che rappresenta la madre del martire mentre incoraggia il ragazzo, che fu decapitato per la sua Fede cristiana nel III secolo ad Autun, con queste parole: “Figlio mio, figlio mio Sinforiano, ricordati del Dio vivente e sii coraggioso, Non temere. Stai per affrontare una morte che ti condurrà alla vita vera”. San Sinforiano è molto noto in Francia, ha parecchi luoghi a lui intitolati, in epoca merovingia era addirittura considerato una specie di Santo nazionale. Ingres molto offeso per le critiche al suo dipinto ritornò a Roma dove rimase sino al 1840, per tornare nel 1841 a Parigi, accolto trionfalmente dal re Luigi Filippo, dove si spense nel 1867, stroncato da una polmonite all’età di ottantasei anni; è sepolto al cimitero del Père-Lachaise che è il più grande cimitero di Parigi e uno dei più celebri nel mondo dove sono sepolti numerosi personaggi celebri.

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Tomba di Jean-Auguste-Dominique Ingres – Cimitero Père-Lachaise- Parigi

Paola Tassinari

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