Vertice a Roma tra 007 italiani e Cia

Alitalia, Lufthansa entra in partita - Umbria, l’80% dei fondi per la ricostruzione di Norcia alle aziende del candidato Pd-M5s - Dl Clima, c’è la rottamazione moto - Manuel Bortuzzo, 16 anni agli aggressori - Morto Beppe Bigazzi

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Vertice a Roma tra 007 italiani e Cia

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(Mia Grassi) - Si è tenuto questa mattina, a quanto apprende l’Adnkronos, un vertice tra i servizi segreti americani e quelli italiani nella sede del Dis a Roma. Il summit con la Cia sarebbe avvenuto a metà mattinata e avrebbe affrontato "svariati temi operativi".

All’incontro con la Central Intelligence Agency hanno partecipato i massimi vertici dei nostri 007, ovvero il generale Luciano Carta per l’Aise, il prefetto Mario Parente per l’Aisi, e il direttore del Dis Gennaro Vecchione padrone di casa.

Nel corso della riunione con il capo della Cia, programmata oltre due mesi e mezzo fa, "non si è toccato il tema del Russiagate ma altre questioni programmate da tempo", fanno sapere fonti bene informate, compresa la prossima visita negli Stati Uniti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Alitalia, Lufthansa entra in partita

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Alla fine Lufthansa è scesa in campo. Da sempre alla finestra e da sempre interessata al mercato italiano, il colosso tedesco ha messo sul piatto le proprie carte nella partita Alitalia. E lo ha fatto inviando una lettera alle Ferrovie nella quale si dice pronta, coerentemente a quanto ha sempre detto e ribadito a più riprese a una partnership industriale senza però prevedere un intervento nel capitale. Nella missiva, infatti, si parla di una "forte partnership di integrazione" tra Alitalia e Lufthansa. Una mossa, questa, che viene letta in funzione anti Delta, la compagnia americana che fa parte, come l’aviolinea italiana, dell’alleanza Skyteam mentre Lufthansa è tra i big di Star Alliance. Si tratta ora di vedere come questo elemento nuovo possa, eventualmente, delineare nuovi scenari per il futuro di Alitalia. Fatto sta, però, che Lufthansa non intendere investire nell’equity, mentre Delta ha confermato il suo impegno per l’acquisizione di una quota del 10% per un corrispettivo intorno ai 100 milioni, della newco con cui decollerà la nuova Alitalia. Lufthansa, inoltre, si è sempre detta interessata a un’Alitalia ristrutturata e, soprattutto, un diverso tipo di coinvolgimento, potrebbe avvenire senza la presenza dello Stato nelle compagine azionaria. Un puzzle complicato per la cui soluzione il tempo non gioca a favore. Il termine rimane quello del 15 ottobre per la presentazione dell’offerta. E oggi il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli lo ha ribadito, puntualizzando anche che "se ho autorizzato questa proroga, significa che quella scadenza ce la possiamo permettere". Una risposta, questa, a chi gli chiedeva, a margine di un’audizione alla Camera, di problemi di cassa di Alitalia. Secondo indiscrezioni, infatti, la previsione sarebbe quella di arrivare a fine anno con circa 150-200 milioni in cassa. Di qui, i rumors su un possibile nuovo prestito di circa 350 milioni.

Tornando a Lufthansa, come ha riferito lo stesso ministro, la compagnia tedesca "ha inviato una lettera ’per conoscenza’ al ministero ma il ministero dello Sviluppo economico ha un ruolo di vigilanza sulla struttura commissariale, non certamente di sponsor in una operazione di mercato che è tra privati". E ha aggiunto: "Ho visto che c’è una lettera di Lufhansa indirizzata a Fs; la valuto asetticamente". Sul fronte la fibrillazione, è sempre alta. Oggi hanno incrociato le braccia piloti e assistenti di volo di Alitalia aderenti alla Fnta. Lo sciopero, dicono, ha limitato "fortemente l’operatività del vettore che ha ridotto i propri collegamenti giornalieri di circa il 40%". In serata, invece, la compagnia ha riferito di una adesione agli scioperi inferiore al 5% e, per questo, non ci sono stati disagi per i passeggeri. Per la Fnta, a meno di una settimana dalla deadline del 15 ottobre, non ci sono elementi rassicuranti. "L’unica soluzione per il definitivo rilancio della compagnia debba essere basata su un Piano Industriale solido e di ampio respiro predisposto da soci industriali e finanziari credibili e gestito da manager capaci e competenti del settore", dice la Fnta. Un progetto, aggiunge, "che possa rimettere al centro i dipendenti". Intanto, da Assago dove si è svolta l’assemblea dei delegati di Cgil, Cisl e Uil, il numero uno della confederazione di Corso d’Italia, Maurizio Landini, ha chiesto al Governo risposte in breve tempo. "Il problema è fare investimenti per allargare da un lato le rotte e dall’altro ragionare su quello che sta succedendo negli altri Paesi, dove le compagnie non trasportano solo le persone ma possono trasportare anche merci e altre cose. Quindi serve un piano industriale e in questa direzione, non giriamoci attorno, anche il ruolo di Atlantia dentro questa nuova compagine è decisivo".

Umbria, l’80% dei fondi per la ricostruzione di Norcia alle aziende del candidato Pd-M5s

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"Quasi sei milioni per gli hotel da ristrutturare. Più due milioni e mezzo per gare e affidamenti nei servizi mensa dei moduli abitativi. Non manca il trasporto scolastico. Ecco come e quanto il gruppo alberghiero della famiglia Bianconi attinge ai fondi pubblici per la ricostruzione di Norcia. In base ai dati forniti dal Comune si stima che oltre l’80% degli euro transitati nella città di San Benedetto per le attività ricettive dopo il terremoto di tre anni fa è andato alle aziende che fanno capo all’imprenditore Vincenzo, candidato alla presidenza della Regione per Pd e Cinquestelle". Lo riporta oggi il quotidiano ’Corriere dell’Umbria’ diretto da Davide Vecchi.

"Date e cifre arrivano dal sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, FI. Lo stesso che Bianconi ha appoggiato in campagna elettorale. Alemanno il 30 settembre ha risposto in consiglio comunale a una interrogazione del gruppo di opposizione di area Pd (Noi per Norcia), presentata il 19 agosto, - continua il quotidiano - in cui si è chiesto conto dello stato dell’arte nella ricostruzione negli alberghi. I piddini hanno citato un’intervista di Bianconi, l’allora presidente di Federalberghi, che minacciava di andare via da Norcia per salvare le sue attività vittime delle lungaggini burocratiche".

"Ora emerge che su 27 attività ricettive rimaste in piedi a Norcia dopo il sisma del 2016 (prima erano 69), solo tre hotel hanno chiesto e ottenuto i permessi. Di questi gli unici due che al 30 settembre hanno in tasca pure i decreti dell’ufficio speciale, con i fondi in denaro definiti, sono dei Bianconi: il Grotta Azzurra, per 5,5 milioni, e Les Dependances, per 340 mila euro e rotti. Il terzo albergo richiedente, della famiglia Filippi, non ha ancora (al 30 settembre) il pezzo di carta che assegna i soldi.

"I progetti presentati al Comune di Norcia per la ricostruzione degli alberghi, fa sapere Alemanno, sono tre. Una richiesta di permesso a costruire dell’hotel Grotta Azzurra del 3 ottobre 2018. Il permesso è stato rilasciato il 27 febbraio 2019. Il decreto dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, dell’importo di cinque milioni e mezzo di euro circa, è del 29 agosto 2019, numero 303. L’altra domanda è del 27 aprile 2018, e riguarda la Dependance di Anna Pizzichini. - continua Alemanno, citato dal quotidiano - Il permesso per la Scia è firmato il 3 dicembre 2019. Il decreto 127 è del 18 aprile 2019 e prevede 342mila euro. La richiesta di permesso di costruire dell’hotel Filippi è del 4 ottobre 2018. L’atto è stato rilasciato il 28 maggio 2019. Il decreto è in via di definizione. Ad oggi non ci sono altre pratiche per alberghi nel Comune di Norcia".

"Poi ci sono i progetti di investimento e rilancio. Anche questi tutti all’insegna dei Bianconi. Alemanno ha citato il piano proposto per gli hotel Palatino e Salicone, con una fusione di volumetrie: ’Il Salicone verrà ricostruito non più con il format originario ma secondo quello più in voga degli alberghi diffusi. C’è un investimento importante della proprietà’. Non manca il riferimento alla tenuta Vallaccone - continua il quotidiano - ’acquistata da imprenditori di Norcia e da un’importante famiglia nel settore turistico di Positano, che investiranno per una struttura qualitativamente superiore all’hotel Seneca’".

"Arriviamo alle forniture: quelle delle mense per i moduli abitativi e collettivi di Norcia e frazioni, dal 30 gennaio 2017, è pari 42.900 euro. Soldi erogati con affidamento di ’somma urgenza nelle more dell’espletamento di gara’ che vanno allo Sporting hotel Salicone. Anche qui importi e pratiche sono elencati da Alemanno. Quelli indirizzati alle aziende riconducibili al candidato presidente sono la maggior parte. E sono consecutivi nel tempo. - scrive ancora ’Corriere dell’Umbria’ - La stessa azienda dei Bianconi si aggiudica un’altra gara (procedura negoziata previo avviso di manifestazione di interesse) per oltre 800mila euro dal 21 aprile 2017. Da 5 maggio 2017 c’è l’integrazione di impegno di spesa. La nuova fornitura pasti in somma urgenza per moduli abitativi da 163 mila euro è del 4 settembre 2017. A seguire altra procedura negoziata, aggiudicatario il Salicone, per 825 mila euro, a partire 14 settembre 2017. Altri 825 mila euro per il 2018".

"C’è stata l’indizione della quarta procedura negoziata il 9 agosto 2019: non si conosce ancora il vincitore. La fornitura pasti degli sfollati di Castelluccio va in somma urgenza al bar trattoria Capitano e Misterino, per 20.140 euro. - scrive ancora il quotidiano - L’altra ’somma urgenza’ da 16.500 euro è appannaggio dell’hotel Europa e dello Sporting Salicone. Anche nel trasporto scolastico comunale viene indicata una gara da 90.996 euro vinta dal Salicone in associazione temporanea di impresa con Umbria Autoservice".

"Non finisce qui: altra gara, nel biennio 2018-2019, da 93.495 euro, sempre per il trasporto. Ancora 42mila euro e tra settembre e dicembre 2019 14.920 euro, sempre al Salicone in ’ati’. Che resta fuori solo dal trasporto extra comunale e dalle mense scolastiche. Bianconi ha già dichiarato al Corriere dell’Umbria che, per evitare il conflitto di interessi, qualora fosse eletto presidente, si dimetterebbe da ruoli di controllo del gruppo. C’è pure chi, come l’ex segretario del Pd provinciale di Terni Silveri, crede che per eliminare del tutto le cause di conflitto dovrebbe rinunciare ai fondi".

Dl Clima, c’è la rottamazione moto

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"Al lavoro per gli ultimi ritocchi al Decreto clima che, possiamo finalmente dirlo ufficialmente, domani sarà discusso in Consiglio dei ministri". Lo annuncia su Facebook il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, aggiungendo: "Stiamo lavorando per armonizzare il testo iniziale con la legge di Bilancio e con il collegato ambientale, che sarà una legge collegata alla Stabilità tutta dedicata all’ambiente. Tre pilastri del ’Green new deal’ del governo che cammineranno insieme. Un percorso che inizia domani ed è condiviso da tutto il governo e su cui ci stiamo confrontando anche in queste ore".

Quanto ai contenuti del dl, Costa spiega: "Avremo norme che contribuiranno a contrastare l’emergenza climatica a 360 gradi, dalla rottamazione di auto e ciclomotori in favore di abbonamenti per il trasporto pubblico e l’acquisto di biciclette, incentivi per la riduzione degli imballaggi, creando dei green corner nei negozi, a partire dalle botteghe e dai mercati rionali, con un fondo destinato proprio a tutti i commercianti che saranno quindi nostri alleati nel combattere l’eccesso di imballaggi, ci sarà una forte spinta alla riforestazione urbana e ancora campagne di informazione e di formazione ambientale nelle scuole". Da giovedì, conclude Costa, "inizia un percorso che coinvolgerà tutto il Paese".

Nell’ultima bozza in circolazione (più snella, 11 articoli) emergono quindi diverse novità rispetto alle precedenti versioni: rientrano gli incentivi per i prodotti sfusi o alla ’spina’ mentre sparisce il taglio graduale ai sussidi ambientalmente dannosi e il ’buono mobilità’ viene esteso anche ai motocicli.

QUALI MODELLI - Le risorse ammonterebbero a 255 milioni di euro e sono istituite in un apposito fondo denominato ’Programma sperimentale buono mobilità’: è destinato ai cittadini residenti nei Comuni sotto procedura d’infrazione Ue per smog che, entro il 31 dicembre 2021, cambiano auto (fino ai modelli Euro3) o motociclo (fino alla classe Euro2 e Euro3 a due tempi); vale 1.500 euro per i primi e 500 euro per le due ruote. Il ’buono’, che non costituisce reddito imponibile, potrà essere utilizzato entro i successivi tre anni "per l’acquisto, anche a favore di conviventi, di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale e di altri servizi ad esso integrativi, nonché di biciclette anche a pedalata assistita".

Inoltre "la quota di risorse di competenza per il 2019 del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare è destinata, nei limiti di 40 milioni di euro, a finanziare progetti per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali" per il Trasporto pubblico locale. Questi progetti dovranno esser presentati al ministero dell’Ambiente "da uno o più Comuni, anche in forma associata", purché all’interno di aree, con popolazione superiore a 100mila abitanti, sotto procedura di infrazione europea per la qualità dell’aria.

MORASSUT - Sulla graduale eliminazione dei sussidi, che avrebbe dovuto essere inserita nel dl ma che invece non figura, "vedremo nella discussione sulla Manovra" dice all’AdnKronos il sottosegretario all’Ambiente Roberto Morassut, a margine del convegno ’Un quadro di plastica’.

Per Morassut "è un tema che fa parte di una discussione che si deve fare per indirizzare settori economici verso una gestione più ambientalmente sostenibile, ma naturalmente il governo vuole procedere con gradualità e attenzione anche noi confronti di categorie economiche e produttive importanti per questo Paese. Si tratta solo di trovare la tempistica e le modalità più giuste e concordate per andare in una direzione che sia chiara".

Manuel Bortuzzo, 16 anni agli aggressori

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(Daniele Dell’Aglio) - Sedici anni di carcere per i due responsabilidel ferimento del nuotatore Manuel Bortuzzo, rimasto poi paralizzato alle gambe. E’ la condanna decisa dal gup di Roma Daniela Caramico D’Auria nei confronti di Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, che la notte tra il 2 e il 3 febbraio scorsi a piazza Eschilo, quartiere Axa della Capitale, spararono tre colpi di pistola contro Bortuzzo, che venne colpito alla schiena, e la fidanzata Martina Rossi, che si trovava accanto a lui a un distributore automatico di sigarette e rimase miracolosamente indenne.
I due sono stati condannati per tentato duplice omicidio premeditato e porto, detenzione e ricettazione d’arma da fuoco. Il giudice non ha concesso le attenuanti generiche mentre è caduta l’aggravante degli abietti e futili motivi. Il pm aveva chiesto una condanna a 20 anni di carcere per entrambi. Marinelli e Bazzano, rei confessi, hanno scelto di essere processati con il rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena.
A favore di Bortuzzo, giovane promessa del nuoto italiano il gup ha disposto una provvisionale di 300mila euro mentre il risarcimento verrà discusso in sede civile. "Mi sembra una sentenza giusta, l’impianto accusatorio ha retto, compresa la premeditazione e non sono state riconosciute le attenuanti. Il padre di Manuel al telefono mi ha chiesto se era una sentenza giusta e ho detto di sì" ha commentato l’avvocato Massimo Ciardullo, legale della famiglia Bortuzzo al termine dell’udienza. La difesa invece annuncia ricorso in appello.

"I due imputati sono rimasti senza parole e mi hanno chiesto di andare in carcere quanto prima per parlare con loro. Sedici anni sono tanti. E una pena alta che non ci soddisfa ma dobbiamo vedere le motivazioni. Quello che posso dire è che presenteremo appello" affermano i legali di Marinelli e Bazzano, gli avvocati Alessandro De Federicis e Giulia Cassaro.

Il tragico ferimento di Bortuzzo sconvolse Roma e tutta Italia quando avvenne. Era la notte tra il 2 e il 3 febbraio scorsi quando all’Irish Pub di piazza Eschilo ci fu una rissa nella quale rimasero coinvolti i due aggressori i quali inizialmente fuggirono per poi tornare in piazza in motorino armati di pistola: alla guida c’era Bazzano, che passò accanto alla coppia mentre, seduto dietro di lui, Marinelli sparò tre colpi contro la coppia, del tutto estranea alla rissa scoppiata poco prima.

"La sentenza non cambia le cose: non mi restituirà certamente le gambe. In questo momento penso esclusivamente a riprendermi, consapevole che la giustizia debba fare il suo corso", ha commentato Manuel Bortuzzo. "Non mi importa sapere se chi mi ha fatto del male sia punito con 16 o 20 anni di prigione. Nessuna sentenza mi può fare ritornare come prima. So di dovermi confrontare con una realtà diversa, che sto affrontando con positività e determinazione. Il mio sogno è tornare a camminare; mi sto impegnando ogni giorno per realizzarlo e gli insegnamenti dello sport mi stanno aiutano in questa nuova dimensione. Il destino non si può cambiare, ma posso indirizzare la mia realtà: non posso fare quello di prima? Farò altre 100mila cose con impegno e sempre col sorriso".

Morto Beppe Bigazzi, volto noto della Prova del cuoco

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Addio al giornalista e gastronomo, con un passato da dirigente di azienda, Giuseppe ’Beppe’ Bigazzi, noto al grande pubblico per la partecipazione al programma televisivo ’La prova del cuoco’ con Antonella Clerici sulla Rai Uno. Aveva 86 anni ed era malato da tempo. Bigazzi è stato anche un prolifico autore di libri, fra i tanti titoli il fortunato ’La cucina semplice dei sapori d’Italia’, pubblicato nel 2004 con l’Adnkronos Libri.

L’annuncio della scomparsa è stato dato dallo chef Paolo Tizzanini, del ristorante L’Acquolina di Terranuova Bracciolini, il comune dove Bigazzi era nato il 20 gennaio 1933. L’amico Tizzanini, con cui aveva condotto un programma su Alice Tv, ha scritto su Facebook: "A cerimonia avvenuta vi comunico la perdita di un amico fraterno un grande uomo in tutti i sensi".

Bigazzi iniziò a dedicarsi alla sua passione per la gastronomia curando, dal 1997 al 1999, sul quotidiano ’Il Tempo’ la rubrica ’Luoghi di Delizia’ e sempre nel 1997 pubblicò il libro ’La Natura come Chef’ che vince il premio ’Verdicchio d’oro’. In televisione curò dal 1995 al 2000 la rubrica ’La borsa della spesa’ all’interno del programma Unomattina su Rai1 e dal 2000 ha partecipato a ’La prova del cuoco’ insieme ad Antonella Clerici, sempre sullo stesso canale. In seguito, è passato a Sky, sul canale Alice, dove è stato co-conduttore del programma ’Bischeri e bischerate’. Nel 2013 il suo ritorno alla ’La prova del cuoco’.

Proprio durante una puntata della ’Prova del cuoco’, andata in onda il 15 febbraio 2010, fu comunicata in diretta la sospensione di Bigazzi dalla trasmissione per un’affermazione che aveva suscitato scalpore in numerosi spettatori. Il presentatore aveva citato un proverbio toscano che dice ’a Berlingaccio chi non ha ciccia ammazza il gatto’ (che significa letteralmente ’il giovedì grasso chi non ha più carne da mangiare si ciba del gatto’) riferito a quando, in passato, ci si cibava anche di gatti per sopperire alla mancanza di proteine durante la fine del periodo invernale. Bigazzi spiegò la procedura utilizzata per trattare la carne dell’animale per migliorarne il sapore, riferendo altresì di averla consumata in diverse occasioni.
A seguito delle polemiche suscitate dal caso, lo stesso Bigazzi spiegò: "Negli anni ’30 e ’40 come tutti gli abitanti del Valdarno a febbraio si mangiava il gatto al posto del coniglio, così come c’era chi mangiava il pollo e chi non avendo niente andava a caccia di funghi e tartufi non ancora cibi di lusso. Del resto liguri e vicentini facevano altrettanto e i proverbi ce lo ricordano. Questo non vuol dire mangiare oggi la carne di gatto, ho solo rievocato usanze".

Bigazzi si era laureato nel 1959 alla Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Firenze con il massimo dei voti e lode e pubblicazione e dal 1961 al 1966 lavorò presso la Banca d’Italia. Si avvicinò al mondo del giornalismo e dell’editoria nel 1961 come redattore del mensile diretto da Giulio Pastore ’Il Nuovo Osservatore’; nel 1963 divenne vicepresidente dell’Idoc, associazione culturale dedicata alle grandi religioni monoteiste, con la quale curò una serie di collane di libri e riviste edite dalla Arnoldo Mondadori Editore. Nel 1966 curò, con lo storico Renzo De Felice, ’I Lavoratori dello Stato’, un’edizione critica della raccolta di scritti e discorsi di Giulio Pastore. Nel 1968 fu nominato vicesegretario generale del Comitato dei ministri per il Mezzogiorno e nel 1970 fu assunto all’Eni dove lavorò fino al 1993, anno del pensionamento, dove ha svolto diversi incarichi dirigenziali.

Redazione

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