VOGLIA DI LAVORARE...SALTAMI ADDOSSO.

Tutta colpa della primavera.

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Un clima incostante, un vento improvviso ed il sole scompare dietro nuvoloni carichi di pioggia. Da buon meteoropatico vengo assalito da una serie di disturbi fisici e psichici di tipo neurovegetativo. In parola povere un’ apatia che non mi permette di far nulla. Decido di concedermi un paio di giorni di “forzato” riposo, che volgarmente chiamo “kazzeggio creativo”. Sento squillare il telefono. Sono indeciso se rispondere o meno. Guardo il nome di chi ha deciso di rompere questo dolce momento di meritato relax.

cms_554/76514.jpgE’ il mio editore. Mi ricorda che, aspetta pazientemente, da ben due giorni, il mio “pezzo”da mettere in rete. Durante i convenevoli di rito, impostati sulla cordialità reciproca, mi accorgo che sulla mia testa si stanno formando delle nuvolette con delle strane scritte fumettistiche :”grunf...grunt...”. Temo che l’interlocutore, dall’altra parte del telefono, possa intravederle. Cambio timbro di voce, e, avendo in passato fatto l’attore, sparo una bugia grande come una casa e degna del personaggio Collodiano: “ pinocchio”. Forse non mi crederà dottore, esclamo, ma ero sul punto di inviarle una e -mail. L’editore, capisce l’antifona, e con un candore degno del miglior “paragnosta” o sensitivo in circolazione, mi chiede: “allora...di cosa ci parlerà stavolta? ...spero abbia qualcosa di interessante da inviarci.” Con una prontezza degna del miglior portiere di calcio in circolazione, con uno scatto di reni che mi lascia basito, rispondo: “...Dottore ... forse non ci crederà, ma la sorprenderò. Abbia la compiacenza di attendere pochi minuti,...tra poco leggerà...”. Sono completamente nel pallone. Non mi meraviglia il fatto che riesco ad essere autoironico delle bugie che racconto. Continuo a bleffare, raccontando che, per colpa di una pessima ricezione telefonica, sono costretto a chiudere la conversazione.

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Comincio a pensare cosa diavolo scrivere. L’apatia mi rende più pigro del solito. Per fortuna un cronista che si rispetti ha sempre sulla sua scrivania diversi appunti sui quali elaborare un pezzo. Comincia a mancarmi l’aria. Apro la finestra per fare arieggiare la stanza pregna di fumo e, a causa di un colpo di vento, decine di foglietti cominciano a volare per lo studio. Caos incredibile. Non riesco a rimettere ordine. Ed ora che faccio, mi chiedo. Per fortuna conosco i miei pregi (nessuno), ed i miei difetti (tanti) tra i quali aleggia l’essere più falso dei soldi del monopoli. Rimettere le carte a posto mi stancherebbe più che se dovessi scrivere qualcosa. Ammetto che, in passato, ho scritto più bugie che falsità. Eureka ! Decido di confessare la mia pigrizia buttando giù poco meno di tremila caratteri, spazi inclusi, che mi consentiranno di inviare il mio solito e “fantasioso “ pezzo del giorno. Quello che state leggendo, appunto! Anche se ho diversi dubbi, spero che l’editore apprezzerà la mia “sincerità”. Diversamente, sono certo possa arrivarmi da un momento all’altro una lettera ufficiale che potrebbe comunicarmi : “ Il direttivo editoriale, a malincuore e nel rispetto delle sue decisioni, prende atto e accetta la Sua richiesta di dimissioni immediate e irrevocabili”. Confido nella sagacia del direttore e ne approfitto per salutarvi, spero non per sempre.

il Grillo Parlante

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