VIAGGIO DI UNA SPERANZA TRADITA

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Sulle coste del sud dell’Italia ogni giorno sbarcano centinaia di immigrati. Alcuni sfuggono alla guerra, altri arrivano pensando che nel nostro “bel Paese” troveranno fortuna dopo che, a causa di guerre ed estrema povertà, hanno dovuto abbandonare persone care, le proprie radici ed il sogno d’avere un futuro nella loro terra d’origine.

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Quello degli sbarchi clandestini è, purtroppo, diventato un vero e proprio traffico di esseri umani. Uomini senza alcuno scrupolo considerano questa gente come pezzi di carne da macello da trasportare, persone da stipare ed ammucchiare in barconi molto piccoli e poco sicuri per contenere il rispetto e la dignità dei loro sogni e del loro avvenire. Donne, uomini e bambini, ignari e totalmente inconsapevoli di ciò che accadrà loro una volta imbarcati. Non hanno alcuna idea di come sarà la loro vita -nel caso riescano a giunger vivi- una volta arrivati in Italia. Con loro portano solo la speranza. Eppure partono! Verso un mondo "ricco" che, oltre a non essere e sentirsi tale, non è neppure in grado di accogliere tutti. Nell’ottobre del 2013 lo Stato Italiano lancia l’operazione, militare ed umanitaria, MARE NOSTRUM, per fronteggiare l’emergenza in corso nello stretto di Sicilia dovuta all’eccezionale flusso di migranti. L’operazione consiste nel potenziamento del controllo dei numeri migratori, già attivo nell’ambito della missione Constant Vigilance, che la Marina Militare svolge dal 2004. Gli obiettivi di Mare Nostrum sono quelli di garantire la salvaguardia della vita in mare ed assicurare alla giustizia coloro che lucrano sul traffico illegale di migranti. L’operazione costa allo Stato Italiano ben 10 milioni di euro al mese, tant’è che l’Italia stessa si divide a riguardo. Le forze politiche si scontrano: alcune asseriscono che Mare Nostrum sia un’operazione nefasta, che le navi della Marina Militare si stiano trasformando in traghetti per clandestini e che i centri di accoglienza siano ormai al collasso, in quanto eccessivamente piccoli e inadeguati per contenere un numero così ingente di persone, con il rispettivo carico di problematiche e necessità. I partiti politici della destra italiana chiedono, con crescente insistenza, di sospendere immediatamente Mare Nostrum, anche in virtù dell’attuale e disastrosa situazione socio-economica in cui versa l’Italia. Dall’altro lato il governo Renzi si rifiuta di annullare l’operazione.

cms_951/images.jpgLa grande assente in tutta questa vicenda resta l’Unione Europea che continua a lasciare che sia l’Italia ad occuparsi del problema dei migranti, pur sapendo che non esistono risorse sufficienti per poterlo fare. La Convenzione di Ginevra del 1951 e tutti gli accordi successivi ad essa ispirati, stabiliscono chiaramente che l’accoglienza è dovuta a chi fugge da una guerra o a chi è perseguitato a causa della sua etnia, della sua religione e delle sue opinioni politiche. Parliamo della Convenzione di Ginevra e non di un banale emendamento comunale! Possibile che l’Europa ignori con insistenza la situazione? Possibile che voglia continuare a fare il Ponzio Pilato della questione continuando a far sì che sia solo l’Italia, con le sue poche risorse, ad occuparsi di questa gente che giunge a noi piena di terrore? Terrore sì, perché ciò che accade su quei barconi è ormai tristemente noto. Secondo un rapporto di Save the Children dello scorso 20 giugno, dall’inizio del 2014 sono sbarcati oltre 9000 bambini. Più della metà viene dalla Siria ed ha subito la fame, la sete ed indicibili molestie. Viaggi intrapresi per sottrarsi a combattimenti che non risparmiano città e villaggi e che colpiscono la popolazione civile e soprattutto loro, i bambini. Uccisi, torturati e in tanti casi, addirittura costretti a combattere. Esposti ad amputazioni e a gravi malattie per mancanza di cure o adeguata profilassi.

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Il costo della "libertà" oscilla tra i 1000 ed i 2500 dollari. Questo è il range della cifra che i migranti sono costretti a pagare a questi Caronte che tengono il timone al confine tra la morte e la vita. Dietro all’immigrazione clandestina c’è un’industria fatta di piccoli delinquenti, a volte di miserabili, ma anche ed in special modo di veri e propri uomini d’affari, il cui fatturato mondiale è secondo solo a quello della droga .Attraverso l’operazione Glauco, istituita per assicurare alla giustizia i responsabili della più grave strage di migranti del secolo, quella in cui a Lampedusa morirono 336 extracomunitari, le autorità italiane, hanno portato a galla nuovi orrori: stupri, atroci violenze, torture e rapimenti. Si è scoperto che non tutti gli immigrati partono volontariamente. Risulta accertato -scrivono i PM- che un gruppo di centinaia di migranti eritrei, alcuni dei quali sopravvissuti al naufragio,erano stati rapiti, torturati (le donne stuprate ed uccise e), ...e tenuti in stato di prigionia fino a quando i loro parenti non avessero pagato un riscatto per la loro liberazione. Spesso il prezzo di quei viaggi supera di gran lunga i 2500 dollari, i migranti infatti pagano anche con le torture inflitte ai propri corpi, con la dignità calpestata e soventemente con la vita. Muoiono uomini, donne e bambini. Il dramma dei clandestini è la tragedia di un mondo diviso tra chi ha tutto e chi non ha nulla. È il dramma di questo mondo che ha ideato il miraggio del benessere senza fare i conti con le risorse disponibili. Su questa tragica realtà ci si interroga e, soprattutto, s’interrogano le coscienze. Bisognerebbe osservare con sguardo profondo e carico d’umanità la tragedia infinita che si consuma sui barconi carichi di "merce", in quel crocevia del Mediterraneo, che fa di vite straniere e sconosciute, un semplice numero di morti, senza identità né storia, mentre attorno la vita continua a scorrere senza un sussulto per quei viaggi fatti di una speranza tradita.

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