VERTICE DI SOCHI TRA RUSSIA E TURCHIA

Putin cede alla safe-zone, altre 150 ore di tregua con pattugliamento congiunto sul confine

1571800470VERTICE_DI_SOCHI_TRA_RUSSIA_E_TURCHIA.jpeg

Prima dell’incontro a Sochi tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdoğan, Il ministero della Difesa turco aveva reso noto ieri di aver preso il controllo di una superficie di 1.500 km quadrati del Nord-Est della Siria, meno della metà dell’area area destinata a diventare la tanto agognata safe-zone, in base all’intesa raggiunta con gli stati Uniti lo scorso giovedì. Il primo step prevede, quindi, il controllo di un’area di 120 km da Tel Abyad a Ras al Ayn, dove è giunto un convoglio di miliziani dell’Esercito libero siriano a prendere il posto delle Ypg, che hanno abbandonato la città – un secondo convoglio ha invece raggiunto la provincia di Nusaybin, città turca al confine con la città curdo-siriana di Qamishli, dove è al momento presente l’esercito di Damasco con appoggio aereo russo. Solo in una seconda fase Ankara estenderà il proprio controllo su un’area estesa complessivamente per 444 km, in lunghezza, e per una profondità di 32 km, come confermato nei giorni scorsi dal presidente turco.

cms_14648/1.jpg

Un convoglio di blindati USA ha raggiunto l’Iraq nei giorni scorsi, attraverso il valico di Semelka (confine che stanno raggiungendo anche le centinaia di migliaia di profughi curdi). Il segretario alla Difesa, Mark Esper, aveva comunicato domenica che circa 1.000 soldati del contingente stanziato in Siria non sarebbero rientrati in America, ma sarebbero stati trasferiti in Iraq. Un piccolo numero di militari resterà in Siria, ha poi annunciato Trump, per presidiare le aree petrolifere (e impedire che cadano nelle mani dell’Isis). Il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha fatto sapere che Trump sarebbe comunque "del tutto pronto a un’azione militare contro la Turchia, se necessaria". Anche i repubblicani, per voce del leader della maggioranza al Senato, Mitch McConnell, hanno preso posizione al fianco del presidente, nel giorno della scadenza della tregua (ore 21 in Italia) – che in realtà non ha bloccato i raid turchi – e dell’incontro tra i due presidenti.

cms_14648/2.jpg

È davvero una grande opportunità”, ha spiegatoErdoğan in partenza per Sochi. “Credo da questo incontro emergeranno aspetti positivi per la regione, che sta attraversando giorni cruciali”. In conferenza stampa all’aeroporto di Ankara Esenboga, ha preannunciato che allo scadere del cessate il fuoco concordato con gli Usa il suo esercito avrebbe ripreso l’offensiva nel nord-est della Siria "con ancora più determinazione". “Con il mio amico Vladimir Putin parleremo della situazione in Siria, della presenza del regime e della Commissione costituzionale, che si riunirà il 30 ottobre a Ginevra. Voglio anche discutere del nostro accordo per difendere la pace a Idlib. Speriamo di raggiungere l’accordo desiderato”. Intanto il presidente siriano Bashar al Assad, in visita alle truppe nella provincia di Idlib, puntava il dito contro il sultano: “Erdogan è un ladro, ha rubato fabbriche, grano e petrolio e oggi ruba la terra”. Sconfiggere le forze jihadiste nella regione di Idlib è la chiave, secondo Assad, per porre fine alla guerra civile. “La battaglia di Idlib è la base per risolvere il caos e il terrorismo in tutte le altre aree della Siria”.

cms_14648/3.jpg

Mosca si trova a dover esporre, oltre alle preoccupazioni siriane, anche quelle dell’Iran sull’offensiva turca. “Speriamo davvero che l’interazione con i nostri colleghi turchi e americani ci consentirà di aumentare il livello di sicurezza e stabilità in questa regione”, aveva detto il ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu, durante la sua visita in Cina, lanciando al tempo stesso un allarme sulla "migrazione di ritorno" dei foreign fighter dell’Isis prima detenuti nelle prigioni curde. Sarà quindi un pattugliamento congiunto quello sul confine turco-siriano per le prossime 150 ore, come stabilito dal memorandum firmato a Sochi; pattugliamento congiunto turco-russo, quindi, come contropartita per la zona cuscinetto in territorio siriano, in attesa che tutti i miliziani curdi abbandonino definitivamente l’area.

Lorenzo Pisicoli

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su