VERSO LE STELLE ED OLTRE

Soffio di senso

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Sdraiarsi sul terreno finito il fuoco di bivacco, alzare gli occhi al cielo e ammirare quel miscuglio di stelle che si presenta senza alcun apparente ordine è un’esperienza quotidiana per una ragazza scout.

É insolito invece che, per la stessa ragazza scout, la contemplazione delle stelle possa fungere da orientamento universitario.

Ma questa è una storia vera: si tratta del racconto di Doriana Minutillo, studentessa originaria di Molfetta trasferitasi a Padova nel mese di settembre per intraprendere gli studi nel campo astronomico.

cms_15239/2v.jpg«Durante il penultimo campo scout estivo, la voglia di fare chiarezza su quello che sarebbe stato il mio futuro coincise con la voglia di fare chiarezza su ciò che brillava proprio sulla mia testa. Quell’ammasso di luci che si distingue nitidamente solo tra le montagne è stato per me un’illuminazione a tutti gli effetti».

Prima della maturità, Doriana era consapevole dei sacrifici cui sarebbe andata incontro per raggiungere il suo obiettivo.

«Il mio trasferimento a Padova, dovuto alla mancanza di corsi di laurea in Astronomia nelle università del Sud, ha fatto sì che lasciassi la mia casa, la mia famiglia, i miei amici, tutti quegli affetti con cui ho condiviso i miei primi 18 anni di vita» racconta la giovane studentessa.

Ma per quanto i ricordi possano far tentennare le proprie decisioni, la giovane molfettese è stata determinata, soprattutto nell’accettare il fatto che il futuro, probabilmente, non prospetta per lei un ritorno in Puglia.

«Con un sorriso nostalgico, con le emozioni del caso ma gli occhi pieni di speranza e di ambizione, ho fatto le valigie e il 30 Settembre sono diventata una cittadina di Padova».

La decisione di trascorrere il primo anno in un collegio universitario, abitato da sole ragazze, è stata un’occasione immediata che ha permesso a Doriana la costruzione di una nuova rete di amicizie. Quelle stesse amicizie che la aiutano a superare i momenti bui in cui la nostalgia di casa e dei propri cari si fa sentire più del solito.

«Io e le mie amiche pranziamo e ceniamo tutti i giorni in mensa, tranne nel weekend, quando, in una piccola cucinetta che condividiamo, ci improvvisiamo cuoche. Così, tra una chiacchiera scambiata per conoscerci al meglio, qualche frase pronunciata da ognuna nel proprio dialetto, molte risate ma anche tanto studio, trascorriamo allegramente le nostre giornate. Io condivido la mia stanza con Anna, una ragazza di vicino Asiago, al secondo anno di Giurisprudenza. Non poteva capitarmi compagna di stanza migliore: con la sua disponibilità, la sua dolcezza e la sua immensa simpatia è stata sin da subito in grado di mettermi a mio agio. Con lei posso essere me stessa».

La posizione centrale in cui si trova il collegio permette a Doriana di raggiungere l’università in bici, in poco meno di dieci minuti. Un chiaro esempio di come l’università possa rappresentare la possibilità non solo di arricchire il proprio bagaglio culturale, ma anche di impegnarsi in prima persona per la tutela dell’ambiente.

«La mia vita universitaria è fantastica: nonostante le materie che si studiano al primo anno siano complesse, non sto riscontrando particolari difficoltà, anche grazie alle ulteriori occasioni di apprendimento come quella del tutorato o della didattica integrativa. Sono tutte opportunità che ci permettono di confrontarci con i nostri colleghi più grandi, che ogni volta riescono a darci delucidazioni su alcuni esercizi o su alcuni concetti difficili da metabolizzare».

Il bilancio di questi primi mesi da fuorisede è assolutamente positivo per la giovane molfettese, che ritiene l’aver iniziato a vivere lontano dal nido famigliare un’esperienza di vita.

«Risiedere in una città diversa mi permette di condividere spazi e momenti con altre persone che, da estranee, sono diventate per me dei punti di riferimento. Si tratta di una di quelle esperienze che ti aprono la mente, ti stimolano, ti responsabilizzano e ti fortificano».

Queste motivazioni sono più che valide per giustificare i numerosi sacrifici fatti, sotto tanti punti di vista, dalla studentessa e da chi, volendole bene, è pronto a sostenerla.

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«Nonostante le difficoltà iniziali che ci sono nell’accettare nuove abitudini, e che sono ineluttabili, cambiare stile di vita, senza che ci siano più i miei genitori a fare ciò che magari mi annoiavo a fare personalmente, mi rende felice. Mi sono adattata a nuove tabelle di marcia e definisco la mia nuova vita straordinaria. D’altronde ho appena gettato le fondamenta per realizzare il mio più grande sogno nel cassetto: diventare ricercatrice scientifica. Se tutto questo mi permetterà di girare il mondo, per osservare dai telescopi quell’immensità che è l’universo, scoprendo sempre qualcosa di nuovo e di intrigante, cosa potrei chiedere di più?».

Per chi, come Doriana, ha effettuato la propria scelta con lo sguardo alle stelle, non potrebbe esserci finale diverso. È così che proseguirà il suo futuro, non solo perché l’oggetto dei suoi studi è ciò che sta più in alto di noi, ma soprattutto perché puntare in alto è il segreto per arrivare lontano.

Sara Fiumefreddo

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