VERSO L’8 MARZO, LA MAREA FEMMINISTA TORNA NELLE STRADE

Il prossimo 8 marzo, il nuovo movimento femminista, “Non una di meno” lancia lo sciopero globale delle donne

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L’assemblea nazionale di “Non Una di Meno” (NUDM), riunita a Roma dopo l’oceanica manifestazione del 25 novembre scorso, ha letto e fatto proprio l’appello lanciato da “Ni Una Menos” Argentina alla costruzione dello sciopero globale delle donne per il prossimo 8 marzo.

Con uno striscione di venti metri e una nuvola rosa e viola, la “marea femminista” di “Non una di meno” annuncia il suo ritorno tra le strade di tutta Italia. Le scioperanti dell’8 marzo scelgono il weekend elettorale per ricordare ai milanesi quello che sta diventando l’appuntamento femminista dell’anno. “Ci vediamo l’8 marzo, alle 18.00 tutte e tutti davanti alla Stazione Centrale”, gridano le attiviste di NUDM, movimento politico che vuole contrastare la violenza di genere.

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Al grido di “Non una di meno” mutuato dalle sorelle argentine, da più di un anno ormai è esploso, a livello globale, un nuovo movimento femminista: non una donna ammazzata o maltrattata di più. Questo il grido unanime che diventa un manifesto. Ma non si fermano qui. Vogliono tornare a occupare lo spazio pubblico e riaffermare la forza politica delle donne: “Siamo pronte a incrociare le braccia di nuovo nel lavoro produttivo e riproduttivo, gratuito e a nero, formale e informale, costruiremo una nuova memorabile giornata di lotta delle donne, delle trans, dei soggetti queer, del lavoro femminilizzato, fuori dalla ritualità contro il ricatto della precarietà e delle violenza”. La violenza maschile contro le donne è sistemica: attraversa tutti gli ambiti della vita delle donne. Si articola, autoalimenta e riverbera dalla sfera familiare e delle relazioni, a quella economica, da quella politica e istituzionale a quella sociale e culturale, nelle sue diverse forme e sfaccettature, come violenza fisica, sessuale e psicologica. E, allora, ecco che, tutte insieme, in una settantina di città, l’8 marzo, le donne manifesteranno in contemporanea nelle piazze di oltre 70 paesi al mondo, contro la violenza maschile in tutte le sue forme, al grido di #WeToogether.

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Dalla condivisione di vissuti, le attiviste del movimento neo-femminista, redigono un Piano, risultato di un anno di lavoro, 5 assemblee nazionali e 9 tavoli tematici. Un programma chiaro che vede tra i suoi punti riportare l’educazione sessuale nelle scuole e la richiesta di Centri antiviolenza gratuiti e laici, ma anche la lotta contro lo sfruttamento, le molestie e le discriminazioni sul luogo di lavoro. Un programma che nasce dalla necessità di superare l’inefficacia delle politiche istituzionali in materia di prevenzione e contrasto della violenza. Si tratta di un Piano di lotta e di azione che, muovendo dall’esperienza e dalla storia dei movimenti femministi, dei centri antiviolenza e dei consultori, individua metodologie e strumenti necessari al superamento di approcci inadeguati..

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Le modalità di sciopero possibile immaginate durante la giornata dell’8 marzo saranno moltissime e vanno dall’esporre bandiere sui propri luoghi di lavoro a segnalare il proprio sciopero attraverso #iosciopero, dallo sciopero sessoaffettivo a quello dei consumi. “L’8 marzo – dice forte una delle attiviste - saremo di nuovo nelle piazze e nelle strade, non solo a sottrarci ad ogni forma di lavoro e sfruttamento, ma anche per dare corpo ai nostri desideri: ci riapproprieremo dello spazio e del tempo per sperimentare una giornata senza di noi che significa anche una giornata in cui noi stiamo dove e come vogliamo stare”.

Appuntamento all’8 marzo, quindi, per tutte le donne che vogliono unirsi in un grido comune: da #metoo a #wetoogether.

Mary Divella

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