VAMOS A LA PLAYA

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Dopo un faticoso e interminabile periodo di freddo, lavoro, frustrazioni (tra la voglia di darsi alla macchia per fuggire dalla routine e il desiderio di farla finita), finalmente arriva l’attesa estate. Il mare ha la priorità nei nostri pensieri e la voglia di sole è tale che abbiamo iniziato la prova costume già da due mesi. Ma l’uomo e la donna sappiamo bene che, anche se sono una coppia, vivono in mondi paralleli e gestiscono un progetto come quello di trascorrere una giornata al mare in maniera diversa. Tanto che l’idea di organizzare una giornata in spiaggia può diventare per taluni una “ragione di stato”. Noi donne, si sa, teniamo alla linea; tuttavia, nonostante l’impegno di tentare una dieta tre giorni prima, lo specchio rivela implacabile che non siamo in forma perfetta.

Ma la voglia di vacanza è tanta e questo problema diventa facilmente superabile se lo risolviamo coprendo i fianchi con un pareo, o semplicemente tirando la pancia in dentro. La ceretta è prevista per una data lontana (d’altronde le estetiste sono ricercate e indispensabili alla stregua di un medico specialista e vanno prenotate per un appuntamento alcuni mesi prima, proprio come si procede per le richieste delle visite al Cup).

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Ovviamente si punta a mettere in risalto il viso con un trucco che esalti la bellezza (tutto rigorosamente waterproof, altrimenti niente bagno) senza rinunciare a smaltare le unghie (perché, secondo noi donne, un uomo guarda gli occhi e le labbra e apprezza la cura che abbiamo per le mani). Poi le scarpe. Almeno due paia. Il tacco 12 ci slancia e ci rende merito. Indispensabili un paio di scarpette per entrare in acqua, e possibilmente alte pure quelle. Il pareo perfettamente intonato con il biancore della pelle; infine, non possiamo dimenticare la protezione 50 (che probabilmente eviteremo di applicare perché ci illudiamo che non ci scotteremo). In verità sappiamo bene che un’abbronzatura tropicale può essere presa rapidamente se spalmiamo la crema al cocco e senza filtri.

Infine borsa, pochette, salvagente, cuscino e libri. Possono bastare.

Lui al mare ci va per fare il bagno e non protesta anche se l’acqua è fredda o se la sabbia scotta. Il costume è lo stesso da cinque anni e la ceretta è una preoccupazione inesistente perché il pelo veste con eleganza un corpo macho, anche se non è perfetto. Un uomo non porta il telo da mare: quello lo chiede a lei, che ne avrà almeno tre. E la cremina per non scottarsi? Quella pure. Per una sana e opportuna applicazione che prevede un massaggio ricercato e anelato per tutto un anno; sicché la quota carezze subisce un’impennata in estate degna del tasso d’inflazione del terzo millennio.

E, mentre assaporano il calore dei raggi solari sulla pelle, sdraiati entrambi sul telo fucsia per lei e blu notte per lui, rigorosamente immobili con la pancia in dentro e il petto in fuori, pare che dormano. In verità i due sono desti e vigili. Protetti da occhiali scuri complici di un possibile flirt, muovono i loro occhi alla ricerca di consensi.

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Lei si compiace dell’abbronzatura che in realtà somiglia più ad un’ustione, e sorride al nigeriano che vende collane, apprezzandone il fisico perfetto e i denti bianchissimi. Lui, tenendo la mano della dolce compagna, si delizia della vista della bella signorina della sdraio accanto. E se tutto va bene si tornerà a casa stonati, ustionati e appagati; e, per una volta, senza la forza né la volontà di litigare.

Susy Tolomeo

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