Unicredit vende la sua quota in Mediobanca

"Open Banking rivoluziona il sistema bancario" - Intesa Ue-Cina su prodotti Igp, ci sono anche barolo e parmigiano - Dl fisco, "norme appalti per contrastare taglio cuneo ’abusivo’" - Fabiola Gianotti confermata alla guida

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Unicredit vende la sua quota in Mediobanca

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Unicredit ha completato con successo la procedura di accelerated bookbuilding per la cessione a investitori istituzionali di circa 74,5 milioni di azioni ordinarie detenute in Mediobanca, corrispondenti a circa l’8,4% del capitale azionario esistente della Società, al prezzo di 10,53 euro per azione. Il regolamento dell’Offerta è previsto in data 11 novembre 2019. Lo rende noto Unicredit precisando che il corrispettivo dell’operazione ammonta a circa 785 milioni di euro. La partecipazione oggetto dell’offerta rappresenta l’intera partecipazione detenuta da UniCredit nella Società. Il prezzo incorpora uno sconto del 2,3% circa rispetto all’ultimo prezzo di chiusura di Mediobanca pre-annuncio. L’impatto atteso dell’operazione, che sarà contabilizzata nel 4T 2019, è sostanzialmente neutrale sul CET1 capital ratio del Gruppo UniCredit. Per tale operazione, UniCredit si è avvalsa di BofA Securities, Morgan Stanley e UniCredit Corporate Investment Banking in qualità di Joint Bookrunners.

"Open Banking rivoluziona il sistema bancario"

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Il sistema bancario e finanziario europeo "sta cambiando radicalmente" con l’avvento dell’Open Banking, "uno dei cambiamenti più importanti dell’ultimo decennio". E’ quanto afferma Gianluca Finistauri, head of Digital Corporate Banking Development di Nexi, a margine del Salone dei Pagamenti a Milano.

"Quello che cambia in particolare è che il sistema finanziario europeo sarà in grado di distribuire i propri prodotti in modo nuovo e innovativo, utilizzando delle terze parti non bancarie, spesso delle fintech molto innovative e veloci, mentre prima i prodotti finanziari erano relegati alle agenzie bancarie o all’online banking, quindi alle property digitali della banca", sottolinea Finistauri.

Un cambiamento radicale "decreterà il vero vincitore: il cliente finale. L’utente avrà un’offerta molto più ampia, in grado di soddisfare molte più esigenze e potenzialmente a prezzi sempre più bassi", continua il capo del Digital Corporate Banking Development di Nexi. Le banche, da parte loro, "per lottare in questo nuovo ambiente dovranno dotarsi della capacità di collaborare con le fintech e istituti di tipo diverso da quelli con cui di solito avevano a che fare".

I tempi della rivoluzione dovrebbero essere abbastanza rapidi. "La legge è entrata in vigore quest’anno. Noi ci aspettiamo che già l’anno prossimo, in quanto anche noi come molti altri player siamo attivi con un’offerta per le banche e per gli istituti di pagamento, ci siano dei primi servizi sia in ambito retail che corporate. Ma la nuova tecnologia -conclude-dovrebbe alla maturità fra 3-4 anni circa".

Intesa Ue-Cina su prodotti Igp, ci sono anche barolo e parmigiano

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L’Ue e la Cina hanno chiuso i negoziati su un accordo bilaterale che tutelerà 100 Indicazioni geografiche protette europee in Cina e altrettante Igp cinesi in Europa. Lo comunica la Commissione europea. Oltre un quarto delle Igp europee (26) tutelate dall’intesa tra Pechino e Bruxelles sono italiane: tra queste, il barolo, il parmigiano reggiano e il grana padano, il gorgonzola, la mozzarella di bufala campana, il prosciutto di Parma e quello di San Daniele, il taleggio, la bresaola della Valtellina, l’aceto balsamico di Modena, il prosecco e il Chianti, tutte indicate con la traduzione cinese, in ideogrammi.

Dopo la conclusione dei negoziati, l’accordo dovrà essere ora approvato da Consiglio e Parlamento europeo: dovrebbe entrare in vigore prima della fine dell’anno venturo. Trascorsi quattro anni dall’entrata in vigore, dovrebbe essere ampliato, per includere ulteriori 175 Igp di entrambi i contraenti. La cooperazione tra Ue e Cina sulle Igp è iniziata nel 2006 e ha portato alla tutela di 10 Igp ciascuna, il punto di partenza dell’accordo concluso oggi.

Altre 25 Igp tutelate dall’intesa sono francesi, per lo più vini, come il Bordeaux, il Beaujolais e lo Champagne, ma anche il Roquefort e il Comté, due formaggi, e liquori come l’Armagnac. Tra le Indicazioni Geografiche Protette italiane figurano anche il formaggio Asiago, i vini di Asti, il Barbaresco, il Bardolino Superiore, il Brachetto d’Acqui, il Brunello di Montalcino, il Dolcetto d’Alba, il Franciacorta; la grappa, il Montepulciano d’Abruzzo, il Pecorino romano, il Soave, il vino Toscano o della Toscana, il vino nobile di Montepulciano. La Spagna ottiene la tutela di due olii d’oliva (Sierra Magina e Priego de Cordoba), di otto vini, tra i quali quelli della Rioja, della Navarra e il Cava, nonché del Brandy di Jerez, un liquore. La Polonia, la Finlandia, la Lituania e la Svezia tutelano le rispettive vodke; il Portogallo una serie di vini, tra i quali il Porto, il Vinho Verde, i vini del Douro e quelli del Dao.

L’Austria ottiene la protezione di un olio di semi di zucca; la Romania di un vino, il Cotnari, come la Slovacchia (il Tokaj della provincia di Vinohrad). La Repubblica Ceca tutela la birra di Ceskobudejovice e del luppolo di Zatec (Zatecky Chmel). Anche il Regno Unito, malgrado la Brexit, ottiene la protezione dello Scotch Whisky, del salmone d’allevamento scozzese, del Cheddar e dello Stilton, due formaggi apprezzati anche all’estero. Belgio, Germania, Olanda e Francia proteggono in Cina il Jenever o Génievre, un distillato di frumento e orzo che è il progenitore del gin; l’Ungheria il Tokaj, un vino; la Grecia, tra l’altro, i vini di Samos, le olive di Kalamata e la feta, oltre all’ouzo (insieme a Cipro), un liquore all’anice; la Germania i vini della valle del Reno, della Mosella e della Franconia, oltre alle birre di Monaco e della Baviera; l’Irlanda la crema di whisky (o Irish Cream) e il whisky irlandese.

Nell’Ue, in cambio saranno protette 100 Igp cinesi, tra le quali una serie di tè (come quelli verdi di Wuyuan e Songxi), l’aglio di Pizhou, lo zenzero e la cipolla di Anqiu, il kiwi rosso di Cangxi, la pera di Jinxhou, il riso di Wuchang, i funghi Xixia e quelli neri di Dongning, l’anatra salata di Nanjing, la patata Wuxi, le bacche Goji di Jinghe e moltissimi altri prodotti poco noti agli occidentali, ma ben conosciuti dalle numerose comunità cinesi del Vecchio Continente.

Dl fisco, "norme appalti per contrastare taglio cuneo ’abusivo’"

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Le norme sugli appalti puntano a contrastare "un meccanismo che è stato creato" per "alleggerire al minimo il costo della manodopera". In pratica viene "diminuito il costo del cuneo fiscale in maniera fraudolenta". Si tratta di un "fenomeno pernicioso che spesso non è facilmente accertabile". Lo afferma il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore, in audizione nella Commissione Finanze della Camera, impegnata nell’esame del decreto legge fiscale.

"Credo di sì, che si possa fare. Anche il ministro (dell’Economia Roberto Gualtieri, ndr) mi pare abbia dato un’apertura, lo ha detto esplicitamente" aggiunge, rispondendo alla domanda sulla possibilità di estendere le esenzioni attualmente previste, relative alle norme sugli appalti.

"Parallelamente al legittimo e fisiologico incremento nel ricorso" delle compensazioni tributarie "da parte della generalità dei contribuenti - prosegue il direttore dell’Agenzia - si è assistito negli ultimi anni a un notevole aumento dell’utilizzo fraudolento dello stesso, attraverso la spendita di crediti inesistenti". Inoltre, "la fenomenologia riscontrata, anche all’esito di numerose e importanti iniziative di controllo avviate sul territorio, appare ad altissimo impatto economico, oltre che notevolmente variegata".

Fabiola Gianotti confermata alla guida del Cern

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"Il Consiglio nomina Fabiola Gianotti per un secondo mandato come direttore generale del Cern". E’ quanto comunica in un tweet l’organizzazione europea per la ricerca nucleare con sede a Ginevra.

"Sono profondamente grata al Council del Cern per la rinnovata fiducia, è un grande privilegio e un’enorme responsabilità" ha detto Gianotti, accogliendo la riconferma. "Voglio ringraziare l’Italia, in particolare il ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e l’Infn, per l’importante supporto datomi in questo percorso", ha aggiunto. "Gli anni a venire saranno cruciali per gettare le basi dei prossimi progetti. Sono onorata di avere l’opportunità di lavorare con gli Stati membri e associati del Cern, gli altri partner internazionali e la comunità mondiale della fisica delle particelle per preparare il futuro delle nostre ricerche".

CONTE - Di "notizia che ci riempie di orgoglio" scrive su Twitter il premier Giuseppe Conte. "È stata la prima donna a ricevere questo incarico, ora è anche la prima a essere nominata per due mandati. Un riconoscimento prestigioso per un’eccellenza del nostro Paese".

FIORAMONTI - Questa riconferma "è motivo di grande orgoglio per il nostro Paese e per la comunità scientifica italiana" ha detto poi il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che sottolinea l’eccezionalità della riconferma del direttore generale. Il ministro ha poi fatto sapere di aver invitato al Miur la scienziata per affrontare insieme i nodi della ricerca italiana, uno dei quali è il taglio delle risorse: il Miur ha ricordato che Fabiola Gianotti si batte da tempo perché ci siano più risorse.

Redazione

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