Una conquista scientifica tutta italiana

La rigenerazione del derma negli arti affetti da Gangrena

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La “Casa di Cure Orestano”, fondata dal Prof. Dottor Fausto Orestano, chirurgo di chiara fama, inizia la sua attività nel 1921 rappresentando fin dall’inizio un punto di riferimento funzionale e tecnicamente progredito nel panorama dell’intera sanità siciliana. Oggi la “Casa di Cure Orestano” è salita prepotentemente all’attenzione dei mass media nazionali ed esteri per un nuovo percorso clinico messo in atto dalla Dottoressa Erminia Bentivegna ( responsabile del reparto di Chirurgia Vascolare della stessa Casa di Cure). Con una innovativa tecnica, la Dottoressa Erminia Bentivegna, favorisce la rigenerazione del derma negli arti affetti da Gangrena o Cancrena e nelle ulcerazioni. Questo recente percorso clinico chirurgico sviluppa cure basate sull’impiego di speciali membrane cellulari di origine animale, che favoriscono la rigenerazione del derma nell’arto affetto da gangrena ischemica o diabetica e nelle ulcere complicate da gangrena settica, ed eliminano i focolai infettivi che ne possono impedire il recupero, salvandolo dall’ amputazione. La tecnica adottata dalla dott.ssa Bentivenga consiste dall’eliminazione chirurgica della parte necrotica infetta, se necessario sino all’osso sottostante, per poi procedere alla pulizia chirurgica e al successivo innesto nella parte lesa di una membrana di collagene di origine animale. Queste membrane favoriscono la crescita del tessuto sano in modo mirato proteggendo l’arto dall’esposizione batterica. Le cellule si trovano in un ambiente propizio alla loro riparazione e lentamente riformano la parte lesa sostituendola con la rigenerazione del derma. Dopo alcune settimane si recupera la parte asportata dei tessuti in modo funzionale e il paziente riprende la sua normale vita. Questa sorprendente e innovativa tecnica del recupero dell’arto, viene associata, a seconda dei casi, a tecniche chirurgiche quali angioplastica o l’applicazione di stent nelle sub occlusioni delle arterie dell’arto in sofferenze ischemiche e alla associazione di terapie riabilitative con l’impiego di prostaglandine o prostacicline inserite nel protocollo al fine di rivascolarizzare l’arto ossigenando i tessuti di riepitizzazione. Viene associato anche l’impiego di camera iperbarica monogamba quando il dolore è refrattario a qualunque terapia, il paziente può essere sottoposto all’impianto di stimolatore peridurale che con l’effetto di vaso dilatazione e interruzione della percezione del dolore contribuisce e si integra nel protocollo di salvataggio nei casi più gravi. Alle tecniche clinico chirurgiche si associano medicazioni avanzate necessarie alla completa cicatrizzazione dell’arto.

cms_995/download.jpgQuesta innovativa tecnica, secondo il qualificato parere della stessa dottoressa Erminia Bentivegna ha prodotto anche un risparmio per i costi a carico dell’intera collettività. Ciò spiega l’interesse per interventi che consentano di curare l’arto anziché demolirlo per ridurre al minimo le sofferenze del paziente e le ricadute di carattere sociale ed economico riabilitando il soggetto al lavoro. Infatti, se un lavoratore subisce un’ amputazione, oltre all’indennità per inabilità temporanea assoluta fino a guarigione clinica con perdita di giorni di lavoro, bisognerà aggiungere anche i costi della rendita vitalizia per l’inabilità permanente e quelli relativi alla protesi, nonché il necessario adattamento dell’autovettura, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la pensione di invalidità, la pensione di accompagnamento, i presidi tecnici, le carrozzelle, il montascale, le pedane, gli scivoli etc.Il disabile, per l’intera vita, è a carico della collettività. In sintesi, sarebbe auspicabile che in ogni struttura ospedaliera italiana, prima di procedere ad amputare un arto, compatibilmente con i parametri clinici del paziente, si prendesse in considerazione una tale valida soluzione alternativa. Un grazie alla Dottoressa Erminia Bentivegna, che ha proceduto nella ricerca superando tutte le difficoltà che sono parte integrante delle ricerche scientifiche, non ultime quelle finanziarie. Di nuovo grazie ad una ricercatrice che ha dedicato tutto il suo tempo nella ricerca mirata ad alleviare le sofferenze sia fisiche che psichiche di chi si viene a trovare sfortunatamente in condizioni di amputazione. Un grazie a tutti coloro che collaborando con la Dottoressa Bentivegna hanno reso possibile l’apertura di una nuova frontiera terapeutica.

Francesco Mavelli

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