US demands Russia ‘immediately cease’ Syria strikes as tensions grow.

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Russian air strikes in Syria: US-led coalition urges Vladimir Putin’s forces to ’immediately cease attacks on opposition and civilians’.

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The US, Britain and members of the international coalition bombing Isis have urged Russia to stop attacking the Syrian opposition and expressed “deep concern” over its intervention.

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A joint statement listed attacks by Vladimir Putin’s air force in Hama, Homs and Idlib provinces that “led to civilian casualties” and did not target Isis. “These military actions constitute a further escalation and will only fuel more extremism and radicalisation,” it continued. “We call on the Russian Federation to immediately cease its attacks on the Syrian opposition and civilians and to focus its efforts on fighting Isis.” The call from the governments of France, Germany, Qatar, Saudi Arabia, Turkey, the UK and US follows persistent claims that many of Russia’s air strikes have hit Syrian rebels and civilians since the start of its campaign on Wednesday.

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Mr Putin dismissed reports of civilian casualties yesterday and accused critics of engaging in “information warfare”, while restating his commitment to fighting terrorism. But his official spokesperson did seem to shift the Kremlin’s position on Thursday, telling journalists that Russian forces were targeting a list of “well-known organisations” chosen in co-ordination with the Syrian regime. Russia could hit all opponents of its controversial ally, Bashar al-Assad, including moderate rebels once backed by the US.

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Following reports that Free Syrian Army members had been bombed, US Senator John McCain claimed he could “absolutely confirm” that fighters who had been armed and trained by the CIA were among those targeted. As Russia planned more air strikes today, Mr Putin met Francois Hollande in Paris to overcome tension over military operations. A summit with the French President was originally scheduled to concern only the Ukrainian conflict but a senior diplomat said the two leaders discussed the potential for political transition in Syria, Russia’s intervention and ensuring its operations did not conflict with the US-led coalition.

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The two groups are not officially “co-ordinating” their airstrikes but inform each other to avoid problems, the official said. Mr Putin was also due to meet with the German Chancellor, Angela Merkel, to discuss the Ukraine crisis, although Syria was once again expected to be on the agenda. Meanwhile, the Pentagon confirmed its representatives had spoken to Russian officials to avoid conflict over possible attacks on groups backed by the US.

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The defence ministry on Moscow said it had carried out 18 strikes by this morning, including 10 on seven separate sites overnight. Raqqa, the capital of the so-called Islamic State in Syria, was hit by a drone strike and militants cancelled Friday prayers over fears of further bombing, the UK-based Syrian Observatory for Human Rights reported. Isis territory was also hit by Russian strikes in the town of al-Qaryatain, in Homs, activists said.

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The Russian Defence Ministry said today that the the latest wave of attacks targeted only Isis and destroyed a command post near Daret Azzeh, in Aleppo, and wiped out bunkers and weapons stores near Maaret al-Numan in Idlib. The jets appeared to be primarily bombing central and north-western Syria, which are particularly strategic for President Assad’s regime, lying along major motorways linking government strongholds from Damascus to the coast. Alexei Pushkov, the head of a Russian parliament foreign affairs committee, told French media that air strikes would intensify but that the operation would end as soon as possible. “There is always a risk of being bogged down but in Moscow, we are talking about an operation of three to four months,” he added.

cms_2798/italfahne.jpgLe richieste di cessare gli attacchi in Siria da parte degli Stati Uniti alla Russia aumentano le tensioni.

Gli attacchi aerei russi in Siria: la coalizione guidata dagli Stati Uniti esorta le forze di Vladimir Putin di “cessare immediatamente gli attacchi contro l’opposizione e i civili”. Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e i membri della coalizione internazionale che combattono l’Isis hanno esortato la Russia a smettere di attaccare l’opposizione siriana esprimendo una “profonda preoccupazione” per il suo intervento. Una dichiarazione congiunta elenca come gli attacchi della forza aerea di Vladimir Putin alle province di Hama, Homs e Idlib ha causato vittime civile e non bersagli dell’Isis. Sulla dichiarazione di legge: “Queste azioni militari costituiscono un ulteriore escalation e infiammerà ancor di più l’estremismo e i fondamentalisti”. “Chiediamo alla Federazione Russa di cessare immediatamente i suoi attacchi contro l’opposizione siriana e i civili e di concentrarsi i suoi sforzi sulla lotta contro l’Isis. L’invito da parte dei governi di Francia, Germania, Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti segue persistenti affermazioni riguardo i molti attacchi aerei russi hanno colpito ribelli siriani e civili dall’inizio della controffensiva mercoledì scorso. Putin ha respinto le notizie di vittime civili e ieri ha accusato i critici di fomentare una “guerra dell’informazione”, ribadendo il suo impegno nella lotta contro il terrorismo. Ma il suo portavoce ufficiale sembra avesse cambiato la sua opinione giovedì, dicendo ai giornalisti che le forze russe fanno parte di una lista di ben note organizzazioni scelte in coordinamento con il regime siriano. La Russia potrebbe colpire tutti gli avversari del suo alleato controverso, Bashar al-Assad, tra cui i ribelli moderati, un tempo sostenuti dagli Stati Uniti. A seguito delle notizie che i membri della Free Syrian Army sono stati bombardati, il senatore statunitense John McCain ha affermato che poteva “assolutamente confermare” che i combattenti che erano stati armati e addestrati dalla CIA erano tra quelli colpiti. Come la Russia ha in programma altri attacchi aerei oggi, il presidente Putin ha incontrato François Hollande a Parigi per ridimensionare le tensioni legate alle operazioni militari. Un vertice con il presidente francese era originariamente previsto dovesse riguardare soltanto il conflitto ucraino, ma un alto diplomatico ha detto che i due leader hanno discusso il potenziale di transizione politica in Syria, l’intervento della Russia e la garanzia che le sue operazioni non sono in conflitto con la coalizione guidata dagli Stati Uniti. Il funzionario ha confermato come i due gruppi non stanno ufficialmente coordinando i loro attacchi aerei ma si informano reciprocamente per evitare problemi. Putin ha anche incontrato il cancelliere tedesco Angela Merkel per discutere della crisi ucraina, sebbene la Siria era ancora una volta all’ordine del giorno. Nel frattempo, il Pentagono ha confermato ai suoi rappresentanti di aver parlato con i funzionari russi per evitare conflitti suoi possibili attacchi contro i gruppi sostenuti dagli Stati Uniti. Il ministro della Difesa a Mosca ha detto di aver effettuato diciotto attacchi questa mattina, di cui dieci su sette differenti obiettivi durante la notte. Raqqa, la capitale del cosiddetto Stato islamico in Siria, è stata colpita da un drone e i militanti hanno dovuto annullare la preghiera del venerdì per i timori di ulteriori bombardamenti, come riportato dall’Osservatorio siriano per i Diritti Umani britannico. Il territorio dell’Isis è stato a sua volta colpito dagli attacchi russi nella città di al-Qaryatain e Homs come riportato degli attivisti. Il ministero della Difesa russo ha detto oggi che l’ultima ondata di attacchi mirati contro l’Isis ha distrutto un posto di comando nei pressi di Daret Azzeh, ad Aleppo, e spazzato via bunker e depositi di armi nei pressi di Maaret al-Numan a Idlib. Gli attacchi sembra abbiano bombardato principalmente l’area centrale e nord-occidentale della Siria, particolarmente strategico per il regime del presidente Assad, situata lungo le principali autostrade che collegano roccaforti del governo da Damasco alla costa. Alexei Pushkov, il capo del comitato della commissione degli affari esteri del parlamento russo ha detto ai media francesi che gli attacchi aerei potrebbero intensificarsi ma che l’operazione dovrebbe finire il più presto possibile. Ha anche aggiunto: “C’è sempre il rischio di essere impantanati ma a Mosca, stiamo parlando di questa operazione che dovrebbe concludersi in tre o quattro mesi”.

(Tradotto dall’articolo “Russian air strikes in Syria: US-led coalition urges Vladimir Putin’s forces to ‘immediately cease attacks on opposition and civilians” scritto da Lizzie Dearden pubblicato sul sito independent.co.uk venerdì 2 ottobre 2015).

Domenico Moramarco

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