USA: GLI UFFICIALI D’ASILO CONTRO TRUMP

“La sua politica migratoria mette a rischio le vite dei migranti”

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I funzionari che si occupano delle richieste di asilo negli Stati Uniti chiedono alla Corte d’Appello di fermare l’iniziativa dell’amministrazione Trump di costringere i migranti a restare in Messico, mentre attendono le loro udienze per l’asilo negli Usa. La richiesta è stata inoltrata dal sindacato di rappresentanza degli ufficiali di asilo. Secondo i “ribelli”, la politica anti-migranti del Presidente USA sarebbe “contraria alla struttura morale americana”.Infatti, essendo costretti ad una prolungata permanenza in Messico nell’attesa delle valutazioni sulla propria richiesta d’asilo, le quali richiedono lunghe procedure, i migranti risultano esposti alle persecuzioni da parte dei gruppi criminali dilaganti nello Stato centroamericano. Così, argomenta il sindacato, la politica trumpiana costringerebbe gli ufficiali della pubblica amministrazione a partecipare ad una “diffusa violazione”, oltre che della morale americana, anchedella legge internazionale e federale, “una cosa per la quale loro non hanno firmato quando hanno deciso di diventare ufficiali per i richiedenti asilo ed i rifugiati, lavorando per il governo USA”.

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“Gli ufficiali d’asilo sono sottoposti al dovere di proteggere dalla persecuzione i richiedenti asilo vulnerabili”, continua il documento inviato alla corte federale: “Per questo non possono essere forzati a rispettare delle direttive dipartimentali che sono fondamentalmente contrarie alla struttura morale della nostra Nazione e alle nostre obbligazioni legali interne ed internazionali”.

Una notevole grana per Donald Trump e per il suo direttore per la Cittadinanza americana e per i Servizi Migratori, Ken Cuccinelli, che si ritrovano davanti all’espresso rifiuto a collaborare da parte dei loro stessi dipendenti, che richiedono l’annullamento della legge in questione. Questo annullamento, tuttavia, secondo gli avvocati del governo “causerebbe un’immediata e sostanziale impossibilità per il governo di gestire la crisi al confine meridionale”. Questa legge, però, sembrerebbe effettivamente in contrasto con il consolidato principio federale del “non-refoulement”, che si basa sul fatto che nessuno dovrebbe essere rimandato in paesi dove potrebbe essere in pericolo la sua incolumità. Inoltre, proprio gli ufficiali di asilo affermano che il sistema statunitense di gestione dell’immigrazione “non è, come dice l’Amministrazione, fondamentalmente distrutto”, e che loro stessi potrebbero gestire più casi con maggiore velocità senza rimandare nessuno in Messico, il che renderebbe quindi la legge oggetto del dibattito “assolutamente non necessaria”. Le recriminazioni del sindacato degli ufficiali d’asilo non sembrerebbero, quindi, totalmente campate in aria, e, se la corte federale dovesse accoglierle, questo potrebbe rappresentare veramente un duro colpo per i repubblicani.

Giulio Negri

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