USA-IRAN, LA CAMERA VOTA PER LIMITARE I POTERI DI TRUMP

Scontro frontale tra il Presidente e i deputati dem

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La Camera americana ha approvato la risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente Donald Trump. Essa era stata promossa dalla speaker Nancy Pelosi, ormai forse la principale antagonista per il tycoon. Il provvedimento impedisce qualsiasi azione contro l’Iran senza l’autorizzazione del Congresso. Anche se tre repubblicani della Camera hanno votato a favore, sembra quasi impossibile che la legge passi l’esame del Senato: è, con ogni probabilità, un provvedimento di protesta, dal valore prettamente simbolico. Il Presidente ha reagito immediatamente: "La sinistra radicale ha espresso sdegno per l’eliminazione di questo orribile terrorista quando dovrebbe essere oltraggiata per i crimini selvaggi", ha dichiarato. Soleimani, ha aggiunto, "è uno che ha assassinato e macellato civili, militari e chiunque si trovasse sulla sua strada ma noi abbiamo Bernie (Sanders) e Nancy Pelosi che mi accusano di aver osato farlo fuori senza chiedere il permesso al Congresso". Per Donald Trump, si tratta di una risoluzione “ridicola”.

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È evidente, però, che la mossa dei democratici sia stata dettata dall’enorme preoccupazione verso un’escalation che, fino a pochi giorni fa, era data quasi per certa. Ad oggi, sembra che ci sia stata una tregua, almeno temporanea, ma non è da escludere che si tratti della quiete prima della tempesta. Al momento, gli Stati Uniti sembrano aver deciso di intraprendere la strada delle sanzioni commerciali per tentare di ridurre l’aggressività iraniana. Le ultime, approvate due giorni fa, colpiranno acciaio e i settori tessile, minerario, manifatturiero e delle costruzioni, oltre ad 8 funzionari iraniani. Le preoccupazioni dem sono state però di fatto involontariamente legittimate proprio da una recente dichiarazione di Trump, avvenuta durante un comizio in Ohio: "Quando mi hanno detto dei 16 missili lanciati contro due basi in Iraq eravamo pronti ad andare e rispondere all’Iran. Ho chiesto quanti morti e feriti ci fossero: mi hanno detto nessuno. E così non siamo andati, ma eravamo pronti”. Insomma, non proprio una dichiarazione amichevole.

Giulio Negri

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