USA, ripristinata pena di morte a livello federale

Già programmate cinque esecuzioni

USA__ripristinata_pena_di_morte_a_livello_federale.jpg

Era il 1972: la Corte Suprema metteva al bando la pena di morte negli Stati Uniti d’America. Già nel 1988, però, le esecuzioni a livello federale tornarono pienamente in vigore, richieste esclusivamente in casi estremi, quali eccidi razzisti e attentati feroci. Tuttavia, una richiesta di moratoria del 2003 bloccò nuovamente le sentenze federali di pena di morte. Tutto questo, almeno fino ad oggi. Sotto l’amministrazione Trump e la richiesta esplicita del Presidente di applicare pene più severe per crimini violenti, in particolare per i trafficanti di droga e i serial killer, il ministro della Giustizia, William Barr, annuncia cinque esecuzioni, previste tra i primi di dicembre e la prima metà di gennaio, nel penitenziario federale di Terre Haute in Indiana. “Il dipartimento è tenuto all’applicazione della legge e dobbiamo alle vittime e alle loro famiglie il rispetto delle sentenze imposte dal nostro sistema di giustizia”, queste le parole di Barr riportate dal Sole24ore.

cms_13616/2.jpg

Modifiche importanti anche previste per il cocktail adoperato per le iniezioni letali: si preferirà l’utilizzo di un singolo farmaco mortale, il pentobarbital, che in quantità eccessive comporta arresti respiratori. Soluzione adeguatamente adottata per sopperire alla carenza di alcuni farmaci essenziali per la composizione del cocktail letale tradizionale, in particolare il tiopental sodico. Diverse polemiche, infatti, in passato, hanno portato alla totale interruzione delle forniture da parte delle aziende, a livello internazionale. Il primo dei cinque condannati è un componente di una organizzazione suprematista bianca, condannato per l’omicidio di una famiglia di tre persone, compreso, purtroppo, un bambino di appena otto anni. Gli altri quattro, rispettivamente, sono colpevoli dell’uccisione di una anziana signora con innumerevoli pugnalate, stupro e omicidio di una ragazza di sedici anni, molestia e assassinio della figlia di due anni ed infine il massacro di una famiglia di cinque persone tra cui due bambine di cinque e sei anni.

cms_13616/3.jpg

Al sol pensiero degli atti compiuti dai cinque criminali, la rabbia ribolle incontrollata; eppure, qual è il diritto di altri esseri umani di comportarsi alla stessa stregua, appellandosi alla legge, per togliere la vita ai propri simili? L’Amnesty International, ad esempio, si oppone incondizionatamente alla pena di morte, ritenendola spietata e disumana. Secondo l’organizzazione internazionale non governativa, la pena di morte viola il diritto alla vita, è irrevocabile e potrebbe, involontariamente, essere inflitta ad innocenti. Si tratta di un dibattito delicato e controverso, che va avanti ormai da tanti anni, a cui, forse, non verrà mai data davvero un’univoca e unanime risposta.

Elena Indraccolo

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App