USA, DEMOCRATS: IMPEACHMENT A TRUMP ENTRO FINE NOVEMBRE

E il Presidente se la prende col whistleblower: “Voglio incontrarlo, mi stava per caso spiando?”

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Un terremoto potrebbe presto colpire la politica americana. È infatti ormai assolutamente realistico che Donald Trump possa essere il quarto presidente degli Stati Uniti ad essere sottoposto alla procedura di impeachment, dopo Johnson, Nixon e Clinton. Di questi ultimi, soltanto la procedura contro Richard Nixon portò effettivamente ad un risultato: le sue dimissioni, prima ancora della rimozione tramite impeachment.

I democrats, infatti, come riporta la Cnn, avrebbero intenzione di aprire, con il voto alla Camera, il procedimento di accusa verso il Presidente entro il giorno del ringraziamento, che si terrà il 28 novembre. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ormai celebre telefonata datata 25 luglio tra Trump e il presidente ucraino Zelensky, in cui il primo chiede ripetutamente al secondo di riaprire un’indagine sul suo probabile rivale alle presidenziali, Joe Biden, e su suo figlio, in cambio dello sblocco di alcuni fondi. Trump è stato quindi formalmente accusato di aver chiesto aiuto politico a un governo straniero per essere rieletto e di aver cercato di gettare ombre sul candidato dem Joe Biden: un abuso di potere a scopi personali, secondo i democratici.

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La denuncia era giunta il 12 agosto da un anonimo funzionario della Cia, che ora si trova sotto la protezione delle autorità federali, in quanto si ritiene che la sua incolumità sia in serio pericolo. Preoccupazioni che sono aumentate esponenzialmente dopo l’attacco diretto giunto proprio da Donald Trump verso di lui, tramite Twitter: "Come ogni americano merito di incontrare il mio accusatore, che ha scritto cose terribili dicendo che sarei stato io a dirle. Non solo voglio incontrare il mio accusatore, che ha presentato informazioni di seconda e terza mano, ma voglio incontrare la persona che gli ha dato le informazioni". È fatto ben noto che Trump sia seguito anche da estremisti di destra appartenenti a veri e propri gruppi d’odio organizzato, quindi le misure adottate dalle autorità sembrano più che fondate.

Il candidato democratico alle elezioni Usa del 2020, Julian Castro, chiede che la Casa Bianca consegni al Congresso il server in cui vengono conservate le trascrizioni della telefonata del presidente Donald Trump con il leader ucraino Volodymyur Zelesnky. Il server, secondo indiscrezioni, conterrebbe anche le trascrizioni delle conversazioni telefoniche con altri leader, quali il presidente russo Vladimir Putin e il principe ereditario saudita Muhammad bin Salman. Castro è convinto che la telefonata con Zelensky sia "solo la punta dell’iceberg" degli affari di Trump con leader stranieri. Per il Presidente americano, invece, quella dell’impeachment sarebbe “una scandalosa truffa” messa in atto dai democratici.

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Anche su questo si è giocato il dibattito interno ai democrats nell’ultimo periodo: si teme che Trump, se dovesse “sopravvivere” alla procedura (cosa alquanto probabile, dato che al Senato possiede una maggioranza di 25 seggi), potrebbe sfruttare tutto ciò per rinforzare la propria propaganda elettorale per il 2020, ponendosi come la “grande vittima” di stampa, democratici, socialisti e “poteri forti” (sempre che queste due parole abbiano qualche significato).

La battaglia nella politica americana è appena iniziata, e potrebbe prolungarsi per molto tempo. Le accuse sono gravi, ma forse il partito di opposizione ha fatto il passo più lungo della gamba.

Giulio Negri

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