USA, CHI E’ BETO O’ROURKE, IL CANDIDATO DEM ALLE PRESIDENZIALI 2020

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Beto O’Rourke è il diciassettesimo esponente del partito democratico a dichiarare la propria candidatura per le presidenziali del novembre 2020 negli Stati Uniti. O’Rourke dovrà farsi strada in un momento in cui il suo partito sta barcollando a sinistra su tutta la linea. Per farlo, O’Rourke punta sul clima, “la sfida più pressante, la più urgente, la più esistenziale di tutti”, aveva dichiarato ad alcuni media americani.

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O’Rourke, 46 anni, è famoso negli Usa per la sua gara all’ultimo voto lo scorso novembre contro il senatore repubblicano Ted Cruz. Beto ha perso, ma il solo fatto che la sua candidatura a senatore nel più “rosso” degli Stati Usa, contro un senatore popolare, sia diventata una gara al cardiopalmo, ha provato la sua capacità di attirare anche i voti e il sostegno di indipendenti e addirittura anche di repubblicani moderati. E il suo “quasi successo” è venuto grazie a piccoli finanziamenti di singoli individui e a una capillare organizzazione sui social, non con i poderosi aiuti delle grandi corporation o dei miliardari, come oramai succede per i candidati importanti.

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Di origini irlandesi, un passato da bassista e batterista in una band punk rock, con il sogno di diventare una star, e un presente da piccolo imprenditore in una società di software e di servizi internet, O’Rourke viene da El Paso, la città texana al confine con il Messico finita prepotentemente alla ribalta negli ultimi mesi dopo il viaggio di Donald Trump per perorare il suo muro al confine con il Messico. Sebbene in Texas Beto sia considerato un liberal, per le sue posizioni a favore dell’immigrazione, dell’assicurazione medica per tutti e in difesa dell’ambiente, a livello nazionale si pone piuttosto in posizioni centriste, con un forte appello all’unità, al dialogo fra partiti, alle “cause comuni”, quando il partito Dem sembra tendere più a sinistra e non sembra desiderare tanto dialogo con gli oppositori. La sua capacità o meno di attirare gli elettori sarà comunque presto visibile: nei prossimi giorni l’ex deputato viaggerà in giro per gli Stati Uniti, e si vedrà quanta gente accorrerà per incontrarlo.

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O’Rourke gode del sostegno di molti ex aiutanti di Barack Obama e ha fatto affidamento sui consigli di un certo numero di strateghi dell’ex inquilino della Casa Bianca, incluso il responsabile della campagna del 2008, David Plouffe. La sua notorietà è cresciuta in agosto quando, in un video pubblicato da NowThis, si era schierato in difesa dei giocatori di Football della NFL, che durante l’esecuzione dell’inno nazionale erano rimasti in ginocchio, in protesta contro i frequenti episodi di razzismo contro persone afroamericane. O’Rourke aveva definito quel gesto “non violento, pacifico, mentre l’intero Paese stava guardando”.

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Nel video con cui annuncia la sua candidatura, dal salotto di casa, dice che si batterà per la lotta ai cambiamenti climatici, problema negato da Trump. Gli altri punti del suo programma politico sono un sistema di assistenza sanitaria universale, gratuito e per tutti, la riforma dell’immigrazione, una legge che limiti il possesso delle armi e, in definitiva, una visione dell’America, Paese delle opportunità, con una “democrazia da riparare” e un governo che sia “un governo di tutti e non solo delle corporation”.

Potrà, insomma, O’Rourke, politico amato, ma inequivocabilmente perdente, vincere la sfida con Donald Trump? Lo sapremo presto.

Mary Divella

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