UOMO FERMATO ALLA FRONTIERA CON UN ASSEGNO MILIONARIO

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Giuseppe Zinnà di anni cinquantasei e originario di San Calogero in provincia di Vibo Valentia ritenuto vicino al clan “Mancuso” è stato fermato prima della dogana di Ponte Chiasso dai militari della Guardia di Finanza di Como mentre si trovava in compagnia di tre persone, un italiano originario del fiorentino, un afgano, residente in Germania ed un iraniano con il presunto scopo di oltrepassare la dogana con un assegno dell’importo di ben cento milioni di euro unitamente ad un contratto di vendita di “BitCoin”. Giuseppe Zinnà in passato era stato già condannato per narcotraffico, ma non è ancora noto se il controllo sia scaturito da un pregresso monitoraggio o da qualche loro comportamento che ha insospettito i militari. Sta di fatto che i finanzieri sono riusciti ad intercettare l’affare in corso, il presunto ruolo dei quattro uomini e dei due acquirenti. Infatti a bordo dell’auto su cui viaggiavano sono state rinvenute cripto valute presenti sul mercato con a garanzia l’assegno da cento milioni di euro emesso dal “Credit Suisse” di Ginevra nell’ottobre del 2018, un contratto da quattordici e mezzo milioni di euro, documentazioni e diverse procure.

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Pare che in ballo ci fosse una grossa compravendita di bitcoin e forse anche una seconda compravendita, a garantire la prima compravendita c’era l’iraniano che aveva in possesso non solo l’assegno milionario, ma anche una lettera del Credit Suisse che lo attestava come pagabile in tutte le City Bank d’Europa e le procure che lo autorizzavano ad operare. L’acquirente era invece rappresentato dall’afgano, mentre da ulteriori indagini è emerso che probabilmente ci fosse un secondo affare che avrebbe riguardato i due italiani Giuseppe Zinnà e il fiorentino. Pare che l’iraniano incassato l’assegno milionario avrebbe dovuto liquidare i due italiani con l’importo di quattordici milioni e mezzo di euro per un affare non meglio indicato. I quattro non hanno fornito spiegazioni e si sono rifiutati di firmare il verbale di sequestro e al momento vige il più stretto riserbo da parte degli investigatori sulla vicenda per capire se altre persone siano coinvolte in questa operazione di riciclaggio.

Anna Di Fonzo

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