UNA GUERRA SENZA FINE

La Turchia attacca Manbij, nuovi morti tra i civili

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L’operazione promossa dall’esercito turco “Primavera di Pace”, posta in essere dallo scorso 9 ottobre, ha già riportato come temuto un primo bilancio di perdite in termini di vite umane; secondo il quotidiano filogovernativo turco Sabah che si rifà alla fonte del Ministero della Difesa di Ankara, si tratterebbe di un soldato turco rimasto ucciso per i colpi di mortaio sul confine e altri otto feriti. Confermate anche le perdite per le forze dell’Ypg, in seguito agli ultimi attacchi alla città di Manbij, nella provincia di Aleppo, zona liberata nel 2016 dai jhiadisti grazie all’intervento dell’esercito statunitense sostenuto dai kurdi e perciò attualmente occupata dai miliziani dell’Ypg. Sarebbero ben 15 i soldati kurdi ,considerati terroristi dal regime di Erdogan, « neutralizzati » nell’avanzata turca. Secondo le dichiarazioni del presidente Recep Tayyip Erdogan, pubblicato dal Wall Street Journal, le ragioni alla base della decisione di avviare questa operazione sarebbero : "mettere fine alla crisi umanitaria ed affrontare la violenza e l’instabilità che sono le cause alla radice dell’immigrazione irregolare nella regione turca".

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In gioco però ci sarebbe anche un dispendioso progetto presentato dal governo turco, che prevede la creazione di scuole, ospedali, moschee e interi villaggi, volti a ricollocare lungo la striscia di terra lunga 480 km verso l’Iraq, i 2 milioni di profughi siriani al momento risiedenti in Turchia. Erdogan avrebbe addirittura sollecitato la comunità internazionale ad appoggiare gli sforzi del suo esercito in mancanza di un’opzione alternativa per gestire l’emergenza profughi. Le Forze democratiche della Siria dal canto loro avrebbero ripreso il controllo di alcuni territori sul confine turco tra cui le località di Ras al-Ayn e Tell Halaf. Naturalmente a pagare il prezzo più alto sono sempre gli innocenti : si contano già 4 bambini morti e latri 9 rimasti feriti nelle zone interessate dalle ostilità e non mancano gli attacchi a sedi di strutture sanitarie. L’Unicef riporta il conteggio di 70mila bambini sfollati dal nord-est della Siria, ma si sta già lavorando per garantire assistenza immediata alla popolazione. Purtroppo sembra che la logorante guerra siriana seppur con protagonisti diversi sia destinata a proseguire, e se non si riuscirà a placare le ostilità ad avere la peggio saranno sempre i civili.

Federica Scippa

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