UNA BARCOLANA CON INCURSIONE DEL POLITICHESE

SEGNO CHE TRIESTE PERDE IL SUO MONDO QUASI INCANTATO?

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Nella giornata della 51esima BARCOLANA, a fare da padrona di casa è mancata proprio quella “bora” sempre tanto auspicata dai Triestini per la sua benefica spinta alle “vele” partecipanti alla famosa Regata della seconda domenica del mese di Ottobre.

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Anche quest’anno, le imbarcazioni sono accorse in numero imponente di 2015, dalle Supermaxi alle “Passere”. Ma, iniziata alle 10.30 e svoltasi al ritmo lento dei soli 4 nodi della imperturbabile “bonaccia”, dopo un percorso abbreviato che, rispetto alle originarie quattro boe, ha visto 1069 imbarcazioni tagliare il traguardo alla seconda boa, la Regata si è conclusa con la vittoria, al tempo complessivo di h: 1.54’10’’ del team EWOL davanti a "Shining" e "Scoprio", con la imbarcazione di 27 metri “Way of life”, Reloaded Edition di Maxi Jena, guidata dallo skipper capodistriano Gasper Vincec, olimpionico di Finn (Atene 2004 e Pechino 2008).

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Pertanto, la grande assente “bora” è sembrata avere, non a caso, ceduto il passo ad una raffica di polemiche soffiate sulla partecipazione di una imbarcazione che, pur inalberando un programma di escursioni nel golfo di Trieste per la “inclusione sociale attraverso la vela, sport antico ma innovativo per l’apprendimento di un corretto vivere il mare”, ha raccolto un team di Immigrati sotto il nome-slogan “IO ACCOLGO” della promozione nazionale di una raccolta firme finalizzata alla abrogazione dei Decreti Sicurezza e all’abolizione degli accordi con la Libia.

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Come mai prima sperimentato in questo evento di grande risonanza internazionale, al vento della protesta non sono mancati reflui locali e a più ampio spettro nazionale. Infatti, innanzitutto, è risuonata alta la riprovazione a voce del Vice Sindaco Paolo Polidori nella sua Trieste “di cui va salvaguardata la splendida immagine da dare al mondo intero” distinguendo, “per una questione di opportunità di dignità e di stile”, ciò che è promozione sociale a largo spettro da ciò che significa fare bassa politica in ogni occasione, persino “strumentalizzando manifestazioni che, come la Barcolana, devono unire”.

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Pertanto, “se pure legittima” ma servita alla manifesta propaganda contro i Decreti dell’ex Ministro Matteo Salvini, la partecipazione degli immigrati alla Regata si è risolta in una “iniziativa politica smaccatamente provocatoria, un gesto basato sul business di una accoglienza appoggiata dal governo invasionista. Ai responsabili del progetto criticato pressocchè unanimamente, da parte di molti cittadini è venuto l’invito ad ospitare nelle proprie case e a proprie spese gli immigrati richiedenti asilo, dal momento che agli stranieri sembra concedersi ciò che si nega agli Italiani.Altresì, non è potuto mancare l’intervento salace di Matteo Salvini che, facendo riferimento alle spese sostenute dalla passata giunta Regionale Serracchiani per fare svolgere ai richiedenti asilo corsi di sci, ha commentato: “Roba da matti! Dopo i corsi di sci adesso arrivano i corsi di vela per immigrati,con annessa raccolta firme per cancellare i Decreti Sicurezza”.

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Così, in buona sostanza, proprio in una delle più belle performances con cui ama fare bella mostra del proprio territorio, Trieste ha dovuto annoverare un altro motivo di riflessione sulla sentita destabilizzazione che, persino nell’arco dell’ultimo mese, si è andata clamorosamente infiltrando nel suo tessuto sociale attraverso elementi sfuggiti al controllo secondo i normali canoni che avevano salvaguardato la pubblica convivenza in un contesto che, pure essendo stato sempre multietnico, non aveva conosciuto uno scontro tout-court di civiltà.

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Segno evidente della violenza di tale impatto si coglie nell’ultimo fatto di sangue che ha visto l’accoltellamento di un diciassettenne ad opera di un ancora più giovane immigrato quindicenne di origine nordafricana. Senso di raccapriccio e smarrimento aveva già diffuso l’uccisione di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, giovani agenti di Polizia sorpresi, addirittura nella sede della Questura, dalla inattesa fulminea sottrazione della pistola dalla fondina, da parte dell’immigrato che avevano appena arrestato e la cui aggressività, da gang latino-americana, e la prontezza da addestramento paramilitare con le armi, hanno rasentato una strage. Tale grado di violenza sembra mettere in rilievo la fragilità per il venir meno di un mondo che, pur non essendo “incantato”, era additato per l’alto livello di vivibilità. Proprio là, infatti, sembra essere stati colti ancor più indifesi perchè non sufficientemente pronti mentalmente a trovarsi fuori dal consueto clima di sicurezza messo in atto e portato avanti sino ad ora.

Rosa Cavallo

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