UN’ITALIA LEGATA TROPPO AL NOZIONISMO E POCO AI FATTI

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Pamela muore in maniera atroce, allo stesso modo Jessica. Due figlie di nessuno, dimenticate da un’Italia troppo legata al nozionismo e poco ai fatti. Non mi stupisce che non si scenda in piazza a protestare contro due delitti terribili: l’Italia da anni rimane sempre uguale a se stessa, vittima di un giornalismo che crea falsi miti diffondendo concetti d’altri tempi e creandone di nuovi. E’ interessante carpire l’animo della diatriba che infiamma gli italiani in questi ultimi tempi. Di sicuro pare utile focalizzare l’attenzione sul potere della politica mediatica di dirigere la massa, quella composta da analfabeti funzionali che non si interrogano sull’origine del qualunquismo, ormai di moda da tempo. Così in Italia c’è una divisione che spacca a metà (ci voleva proprio un’altra spaccatura, in un Paese frastagliato come il nostro!): da un lato i fascisti, dall’altro gli antifascisti (o, peggio, i cosiddetti comunisti). Destra e sinistra non bastano più perché la politica si confonde in un intreccio di illusioni e di compromessi, un tutt’uno privo di una linea di confine. Di fronte a questa confusione, non serve che inventarsi un altro problema, qualcosa che occupi la mente dell’italiano medio giusto il tempo di fargli dimenticare i problemi veri, quelli da cui la politica scappa con dovizia. Dunque ci si inventa un nuovo caos che possa far crollare le (in)certezze di tutti gli italiani, tanto buoni quanto ingenui. In fondo, la bellezza dell’Italia risiede nel buon cuore delle persone. C’è da morire d’orgoglio per un Paese fatto di buoni propositi, di cui potremmo essere anche fieri, se solo si concretizzassero in azioni. Invece la furbizia di qualcuno fa da sfondo al solito scenario nel quale l’ignoranza muore sotto i colpi di una piccola cricca sveglia e capace. Pochi decidono che fare, la massa ubbidisce senza pensarci troppo.

cms_8435/2.jpgE’ più facile eseguire gli ordini o spegnere il cervello che riflettere sulla situazione attuale. Forse perché la riflessione implica uno sforzo ulteriore che oltrepassa il pensiero, quello dell’agire. Cosa impensabile in un Paese immobile da anni, che urla al cambiamento ma poi non muove un dito per voltare pagina. A questo punto la destra non può che trasformarsi in fascismo e la sinistra in comunismo, entrambi mali del mondo. L’importante è creare una nuova divisione che possa occupare la testa delle persone affinché non si accorgano della realtà. Semmai dovessi scendere in piazza, lo farei per motivi attuali e di sicuro evitando di portare come compagno un concetto idealizzato. Che sia ora che l’Italia si (pre)occupi di quel che gli balza con sfacciataggine di fronte al naso, anziché soffermarsi su nozioni e concettualizzazioni attualmente prive di senso?

Alessia Gerletti

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