Trump contro Iran

Bilaterale Conte-Macron - Per Notre Dame versato solo 9% donazioni promesse

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Trump contro Iran

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"E’ stato l’Iran, e sapete che l’ha fatto perché avete visto la barca, con la mina inesplosa dove c’è scritto Iran dappertutto". Così Donald Trump, intervenendo telefonicamente con "Fox & Friends" , torna a puntare il dito contro Teheran per gli attacchi contro le due petroliere nel golfo dell’Oman, facendo riferimento al video diffuso oggi dagli Stati Uniti. "Sono una nazione terroristica e sono cambiati molto da quando io sono alla presidenza, questo posso dirlo" ha aggiunto il presidente, parlando degli iraniani ed affermando che "non prendiamo alla leggera" il coinvolgimento di Teheran in questo attacco. Da ieri l’Iran ha più volte negato ogni responsabilità nell’attacco

Dal canto suo l’Iran ha già respinto categoricamente le "accuse infondate" degli Stati Uniti dopo che il sottosegretario americano, Mike Pompeo, ha attribuito l’incidente a Teheran.

"La guerra economica degli Stati Uniti e il terrorismo contro il popolo iraniano, nonché la loro massiccia presenza militare nella Regione, sono stati e continuano ad essere le principali fonti di insicurezza e instabilità nel Golfo Persico", si legge in una dichiarazione. "È ironico - continua la nota - che gli Stati Uniti, che si sono ritirati illegalmente dall’Accordo sul nucleare iraniano, ora chiedano all’Iran di tornare ai negoziati e alla diplomazia".

Secondo la missione di Teheran alle Nazioni Unite "né le invenzioni e le campagne di disinformazione, né le accuse senza vergogna degli altri possono cambiare la realtà: gli Stati Uniti e i loro alleati regionali devono fermare il bellicismo".

Mohammad Javad Zarif ha puntato il dito contro gli Stati Uniti, definendo "sospetta" la tempistica degli "attacchi" alle due petroliere nel Golfo. "Il fatto che gli Stati Uniti si siano affrettati a lanciare accuse contro l’Iran, senza uno straccio di prova concreta o circostanziata, rende solo ancora più chiaro che il ’Team B’ si sta muovendo verso il piano B: sabotare la diplomazia - Shinzo Abe compreso - e coprire il suo terrorismo economico contro l’Iran", ha scritto nella notte su Twitter il ministro degli Esteri iraniano.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti aveva rilasciato un video che mostra l’equipaggio di una motovedetta iraniana mentre rimuove una mina inesplosa da una delle petroliere attaccata nel Golfo di Oman. "Alle 16:10 (ora locale) una barca di pattuglia IRGC Gashti Class si è avvicinata alla ’Kokuka Courageous’ ed è stato osservato e registrato mentre rimuove una mina inesplosa" dallo scafo, ha affermato il portavoce Bill Urban in una dichiarazione. "Gli Stati Uniti e i nostri partner nella Regione prenderanno tutte le misure necessarie per difendere noi stessi e i nostri interessi. Gli attacchi - ha aggiunto - rappresentano una chiara minaccia alla libertà di navigazione internazionale e alla libertà di commercio".

Parlando ad una conferenza stampa a Tokyo, il presidente di Kokuka Sangyo, Yutaka Katada, ha negato che la petroliera ’Kokuka Courageous’ sia stata colpita da un missile. Tutti i membri dell’equipaggio sono tornati sulla nave dopo l’esplosione per ripristinare il sistema di alimentazione.

Bilaterale Conte-Macron

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(Sergio Amici) - Terminata la sessione plenaria e le dichiarazioni alla stampa, i Capi di Stato è di governo del vertice Med 7 hanno raggiunto il Palazzo del Gran Maestro per la cena di lavoro. Qui il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, che già avevano avuto un colloquio di una decina di minuti, si sono incontrati per un vertice informale.

Al centro del colloquio la procedura di infrazione che l’Ue potrebbe avviare nei confronti dell’Italia, le prossime nomine ai vertici degli organismi comunitari e la questione migranti, con riferimento anche alla vicenda della Sea Watch. L’incontro tra i due è durante poco più di venti minuti, prima della cena di lavoro tra i Capi di Stato e di governo.

Per Notre Dame versato solo 9% donazioni promesse

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A due mesi dall’incendio che il 15 aprile ha devastato la cattedrale di Notre Dame a Parigi è stato versato soltanto il 9% degli aiuti promessi per la ricostruzione. Lo rivela l’emittente Franco Info, secondo la quale su 850 milioni promessi ne sono arrivati al momento 80. I doni più importanti sono stati annunciati dai grandi industriali: Arnault con 200 milioni e Pinault con 100. Le due famiglie intendono però versare mano a mano che i fondi si renderanno necessari, secondo i costi di ricostruzione preventivati. Altri donatori privati o amministrazioni comunali francesi hanno invece ritrattato la loro offerta visto il successo della campagna per le donazioni.

Il denaro per la ricostruzione della cattedrale simbolo di Parigi è stato versato a quattro entità. Alla Fondation de France sono stati promessi 29 milioni e ne sono stati confermati nove, mentre alla Fondation du Patrimoine su 221 milioni promessi ne sono arrivato 54,5. Alla Fondazione Notre Dame erano arrivate promesse per 395 milioni, di cui sono 15 sono stati confermati. Infine al Centro dei monumenti nazionali erano stati promessi 4,5 milioni, ma ne sono arrivati 3,5.

Redazione

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