Trump: "Stiamo esaminando ius soli, è ridicolo"

Open Arms, Spagna dà disponibilità per 15 migranti - Bolsonaro: "Le Ong bruciano l’Amazzonia per attaccarmi" - Groenlandia, gelo e riconciliazione - Trovato morto chef Zamperoni

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Trump: "Stiamo esaminando ius soli, è ridicolo"

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"Francamente è ridicolo". Donald Trump risponde così ad una domanda sulla questione della ’birthright citizenship’, la cittadinanza acquisita automaticamente da ogni individuo nato sul suolo americano. "Stiamo esaminando la questione in maniera approfondita. Entri nel nostro paese, fai nascere un bambino: congratulazioni. Il bambino è un cittadino statunitense. Stiamo esaminando la questione in maniera molto seria", dice rispondendo ai cronisti all’esterno della Casa Bianca.

"Il presidente Obama ha separato le famiglie, io sono quello che le ha rimesse insieme. I numeri stanno scendendo, voglio ringraziare il Messico. Le persone fanno viaggi terribili di 2000 miglia, ma stiamo costruendo il muro e quando vedranno che non possono entrare e che saranno riportate indietro, non verranno. Molte vite saranno salvate", aggiunge.

Open Arms, Spagna dà disponibilità per 15 migranti

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"Dei 163 migranti sbarcati in più tranches dalla Open Arms, esclusi i minori non accompagnati e le famiglie con bambini piccoli, 110 potrebbero essere ricollocati nei paesi Ue che hanno dato la propria disponibilità alla Commissione europea: 40 la Francia, 40 la Germania, 10 il Portogallo, dai 3 ai 5 il Lussemburgo. La Spagna, il paese di bandiera della nave e della Ong, che aveva annunciato la disponibilità dei propri porti all’accoglienza, si è resa disponibile per 15 posti". E’ quanto si apprende da fonti del Viminale. "Le procedure potranno essere avviate una volta che i migranti siano stati identificati e siano espletate le procedure previste dalle normative".

In giornata, a Porto Empedocle, dove da ieri si trova Open Arms, l’unità è stata ispezionata dai militari della Guardia Costiera specializzati in sicurezza della navigazione, che hanno proceduto ad una verifica tecnica della nave e della certificazione in possesso ai sensi delle norme comunitarie ed internazionali vigenti al fine di accertare le condizioni di sicurezza della nave. Da tali verifiche, riferisce la Guardia costiera, "sono emerse una serie di gravi anomalie relative alla sicurezza della navigazione, al rispetto della normativa in materia di tutela dell’ambiente marino, al training e alla familiarizzazione dell’equipaggio con le procedure di emergenza previste a bordo (Convenzioni Solas e Marpol)". Le anomalie, si legge nella nota della Guardia costiera, "hanno comportato l’immediato fermo amministrativo dell’unità a Porto Empedocle e, pertanto, la stessa non potrà lasciare lo scalo fino alla eliminazione delle irregolarità tecniche e operative rilevate durante l’attività ispettiva".

Il Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha inoltre chiesto al gip la convalida del sequestro preventivo della nave. Sarà adesso il gip del Tribunale agrigentino a decidere entro dieci giorni se convalidare o meno il provvedimento di sequestro emesso dal Procuratore Patronaggio martedì pomeriggio, dopo un viaggio lampo a Lampedusa, dove è salito a bordo della nave con 83 migranti a bordo.

Dopo poche ore gli 83 naufraghi hanno lasciato la nave. Ora si trovano tutti all’hotspot di contrada Imbriacola in attesa di conoscere i loro destini. Come scritto dal magistrato nel decreto di sequestro, i migranti sulla Open Arms, soprattutto dopo che una quindicina di loro si sono gettati in mare per la disperazione, erano in "condizioni critiche". Ecco perché è stato "necessario" il decreto di sequestro. Un provvedimento disposto per "ragioni di urgenza". Patronaggio ha eseguito l’ispezione a bordo con due consulenti della Procura, tra cui una psicologa. Il magistrato nel provvedimento, parla di "ragioni di urgenza" che "non consentono di attendere un provvedimento di sequestro emesso dal giudice".

Perché "le persone a bordo si trovano in condizioni psicologiche assai critiche come risulta dall’ispezione eseguita a bordo della nave con i consulenti nominati, con pericolo per l’incolumita’ dei migranti, dell’equipaggio e delle forze di polizia che vigilano sulla sicurezza in mare", si legge nel provvedimento.

Da qui la decisione di emettere il decreto di sequestro della imbarcazione per il reato di omissione e rifiuto di atti di ufficio, articolo 328 del Codice penale. "Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni", dice l’articolo 328. Al momento il fascicolo è contro ignoti, perché il magistrato cerca di capire quali sia la catena di comando che ha portato a bloccare la situazione per tutti quei giorni davanti alle coste di Lampedusa.

A testimoniare "l’evidente sovraffollamento" e "le pessime condizioni" in cui si trovavano i migranti a bordo della Open Arms non c’erano solo le perizie dei medici saliti sull’imbarcazione per accertare le condizioni igienico sanitarie, ma anche alcune immagini. Un fascicolo fotografico trasmesso lo scorso 17 agosto dalla Squadra mobile di Agrigento alla Procura della città dei templi. Diciannove foto a colori degli ambienti della nave, come ha spiegato il procuratore capo Luigi Patronaggio nel decreto di sequestro della nave dell’Ong spagnola firmato martedì, che restituiscono "nella loro immediata crudezza, più delle parole scritte, l’evidente sovraffollamento della nave e le pessime condizioni in cui si trovavano i migranti a bordo".

Sempre il 17 agosto, alle 20, a bordo dell’imbarcazione la Polizia giudiziaria effettua un’ispezione con personale medico in servizio presso gli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera. "Il verbale dei medici - si legge nel decreto - dava atto che i migranti occupavano interamente il ponte della nave adagiati sul pavimento, avevano a disposizione due soli bagni alla turca (che utilizzavano anche come docce) e che i migranti apparivano provati fisicamente e psicologicamente, pur mostrandosi calmi e collaboranti". Ora sarà il giudice per le indagini preliminari di Agrigento a decidere se convalidare o meno il sequestro deciso dal Procuratore di Agrigento Patronaggio. E intanto l’inchiesta prosegue.

Bolsonaro: "Le Ong bruciano l’Amazzonia per attaccarmi"

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Gli ambientalisti, le Ong stanno bruciando l’Amazzonia per potermi attaccare. E’ questa la surreale risposta che Jair Bolsonaro ha dato a chi gli chiedeva della mancata azione del suo governo contro il preoccupante aumento degli incendi in Amazzonia, accusando che organizzazioni non governative di provocarli per "richiamare l’attenzione" contro il suo governo

"L’incendio è iniziato, a quanto risulta, in posti strategici - ha detto il presidente di estrema destra - ci sono immagini dell’intera Amazzonia. Come può essere una cosa del genere? Tutto indica che persone sono andate lì pronte a filmare e hanno acceso gli incendi. Questa è la mia sensazione".

Nelle scorse settimane, Bolsonaro, che nella campagna elettorale ha promesso di aprire alle attività economiche la Foresta Amazzonica, ha accusato il direttore dell’agenzia governativa che monitora la regione di mentire sulla crescente deforestazioni e lo ha licenziato. I dati parlano di una deforestazione aumentata in modo vertiginoso da quando Bolsonaro si è insediato, all’inizio dell’anno.

Solo nel mese di luglio, secondo l’Istituto di ricerche spaziali del Brasile, le immagini dei satelliti mostrano una perdita di oltre 2250 chilometri quadrati, un territorio pari ad oltre metà di quello del Rhode Island. Gli incendi boschivi vengono considerati una conseguenza della deforestazione e stanno distruggendo la foresta con ritmi doppi negli ultimi anni: nei primi due mesi del 2017 infatti erano andati in fiamme oltre 8200 chilometri quadrati, mentre quest’anno, nello stesso periodo, ne sono bruciati oltre 18. 600.

Groenlandia, gelo e riconciliazione

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Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha avuto un colloquio telefonico "amichevole" con il suo collega danese, Jeppe Kofod, dopo le tensioni tra i due Paesi legate al caso Groenlandia. Secondo la portavoce di Pompeo, Morgan Ortagus, il segretario di Stato "ha espresso apprezzamento per la cooperazione della Danimarca come alleato degli Usa e per i contributi nell’affrontare le condivise priorità di sicurezza globale", mentre Kofod ha parlato di colloquio "franco, amichevole e costruttivo".

Donald Trump ha accusato la premier danese Mette Frederiksen di essere stata "cattiva" per aver definito "assurda" l’idea degli Stati Uniti di acquistare la Groenlandia, territorio della Danimarca. Le parole del presidente sono arrivate dopo che Frederiksen aveva cercato di smorzare le polemiche, seguite alla decisione di Trump di rinviare la visita in Danimarca, sostenendo che "non c’è alcuna crisi" tra Washington e Copenaghen.

Trovato morto chef Zamperoni
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E’ stato trovato morto lo chef italiano Andrea Zamperoni scomparso domenica scorsa a New York. Lo ha reso noto il ristorante Cipriani Dolci per il quale il 33enne, originario di Casalpusterlengo (in provincia di Lodi) lavorava. "Con tristezza abbiamo appreso che Andrea Zamperoni, un amato e rispettato membro della squadra Cipriani da molti anni, che era scomparso domenica, è stato trovato morto", si legge in una dichiarazione di Cipriani Dolci alla Nbc.

"Suo fratello è travolto dal dolore e non potrà rilasciare nessuna dichiarazione - continua il comunicato del ristorante - abbiamo fiducia nel fatto che la polizia di New York stia facendo tutti gli sforzi per indagare e portare chiarezza su questa tragica situazione". "La famiglia di Andrea sarà nei nostri pensieri e nelle nostre preghiere e rispetteremo la loro privacy in questo momento difficile - conclude Cipriani Dolci -. Andrea era una persona responsabile, di buon cuore, gentile ed un grande lavoratore che mancherà immensamente a tutti noi".

Secondo quanto riporta il sito del New York Post, Zamperoni sarebbe stato trovato morto in una stanza di un albergo, il Kamway Lodge & Tavern, ad Elmhurst, nel Queens dove lo chef italiano abitava, verso le 8.30 di sera dalla polizia che era stata chiamata per la presenza di un uomo privo di sensi. La polizia attende i risultati della autopsia per determinare le cause della morte. Lo chef lavorava nella Grande Mela da poco più di un anno e in precedenza aveva lavorato per lo stesso ristorante a Londra.

Sulla vicenda esprime sgomento il sindaco di Casalpusterlengo, Elia Delmiglio: "Non ci sono parole di fronte a una notizia così drammatica. Ho pregato e sperato, io e l’intera comunità ci uniamo nell’abbraccio alla famiglia. Apprendo ora della morte di Andrea e siamo sgomenti e senza parole" dice all’Adnkronos.

Redazione

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