Torino, scritta choc "Crepa sporca ebrea" (Altre News)

Accuse a Gratteri, Csm: "Trasferire Lupacchini a Torino" - Morti in corsia a Saronno, ex medico condannato all’ergastolo - Morto bimbo di 5 anni caduto da finestra - "Spero ti venga il virus", insulti a babycalciatore cinese

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Torino, scritta choc su pianerottolo: "Crepa sporca ebrea"

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Dopo le scritte antisemite comparse la scorsa settimana a Mondovì sulla porta della casa dove vive il figlio di una staffetta partigiana e deportata politica, un nuovo episodio di antisemitismo si è registrato oggi a Torino. Una signora ultra settantenne, con mamma di origine ebraica, si è recata in Questura per denunciare che questa mattina sul suo pianerottolo all’interno del palazzo in cui abita, nel quartiere Borgo Po è comparsa una scritta ’Crepa sporca ebrea’. Sull’episodio indaga la Digos.

Accuse a Gratteri, Csm: "Trasferire Lupacchini a Torino"

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Trasferire il procuratore generale di Catanzaro, Otello Lupacchini, a Torino, con le funzioni di sostituto pg. E’ quanto ha disposto la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, in un’ordinanza depositata oggi, accogliendo la richiesta di misura cautelare avanzata dal pg della Cassazione, Giovanni Salvi, e dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che hanno avviato l’azione disciplinare a suo carico e ne hanno chiesto il trasferimento d’ufficio. Lupacchini è accusato, tra l’altro, di avere delegittimato il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, per alcune dichiarazioni, rilasciate durante un’intervista televisiva, sull’operazione anti ’ndrangheta ’Rinascita-Scott’.

"Non è semplicemente una misura cautelare, con le finalità che la stessa comporta per rimediare a un presunto e non concreto pericolo di incompatibilità all’esercizio delle funzioni nel Distretto, quanto una vera e propria anticipazione di sanzione, oggettivamente e severamente punitiva, oltre che ostile, avendo disposto il trasferimento del magistrato, con perdita delle funzioni direttive, a 600 Km di distanza dalla città di Roma e a oltre 1000 Km da Catanzaro". E’ quanto sottolinea il difensore di Lupacchini, l’avvocato Ivano Iai.

Lupacchini, "rimasto inascoltato in sede istituzionale, ha rappresentato pubblicamente lo stesso dato oggettivo rimasto inevaso. Per tale ragione, anziché ricevere finalmente attenzione - osserva il legale - ha subito ingiustamente un trasferimento d’ufficio lontano dal Distretto nel quale ha, con disciplina e onore, semplicemente cercato di esercitare le proprie funzioni".

L’ordinanza, spiega l’avvocato Iai, "non soddisfa le eccezioni procedurali tra le quali la rilevata incompatibilità di ben tre componenti della Sezione Disciplinare per anticipazione di giudizio, sul medesimo caso di specie, manifestata in altra sede e gli argomenti di merito" da parte della difesa "rappresentati sia nell’esposizione orale spiegata nel corso delle due udienze del 23 e del 24 gennaio scorsi, sia nella memoria depositata". L’ordinanza poi, rileva ancora il legale, "ha trascurato di motivare pienamente il rigetto delle istanze, più volte sollecitate dalla difesa, finalizzate a conoscere gli esiti degli esposti e delle segnalazioni, inoltrati nel corso del tempo alla procura generale presso la Corte di Cassazione e al ministro della Giustizia dal procuratore Generale Lupacchini" esposti "indicativi delle criticità e delle violazioni riscontrate circa il mancato coordinamento e collegamento della Procura distrettuale con la Procura generale di Catanzaro".

Su tale profilo, essenziale per dimostrare la correttezza del dottor Lupacchini sia nell’esercizio delle funzioni, sia nell’esercizio della libertà di pensiero, manifestata quale esperto di contrasto alla criminalità organizzata nel corso della nota intervista televisiva al TGCom24, appare essere calato un significativo silenzio" denuncia l’avvocato, che "potrà essere infranto solo ove si intenda e voglia finalmente far luce, nei dettagli, intorno a una vicenda finora caratterizzata da ambigue omissioni di cui il dottor Lupacchini ha chiesto conto, anzitutto, al ministro della Giustizia e alla Procura generale presso la Corte di Cassazione".

Nell’ordinanza, infine, "non si dà conto né degli argomenti spesi dalla difesa in materia di libertà di pensiero e di sua libera manifestazione, determinando uno sconcertante precedente idoneo a limitare siffatta libertà con riferimento agli appartenenti all’Ordine giudiziario, né della sproporzione tra la misura applicata e la sanzione finale applicabile, né, come già precisato, degli aspetti, che restano coperti da inspiegabile e immotivato segreto, relativi agli esiti delle più volte segnalate criticità della procura distrettuale", conclude l’avvocato Iai.

Morti in corsia a Saronno, ex medico condannato all’ergastolo

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L’ex aiuto primario del pronto soccorso di Saronno, Leonardo Cazzaniga, è stato condannato all’ergastolo con tre anni di isolamento diurno. Lo ha stabilito la Corte d’Assise di Busto Arsizio, in provincia di Varese. L’ex medico era imputato per 15 omicidi, di cui 12 ’morti in corsia’ e tre familiari di Laura Taroni, l’ex infermiera e sua amante già condannata a trent’anni di reclusione. Secondo l’accusa, tutte le morti sarebbero state provocate con l’iniezione di farmaci somministrati in sovradosaggio e in sequenza. Cazzaniga è stato assolto per tre dei 15 omicidi che gli erano imputati. Sono stati inoltre condannati per omessa denuncia e favoreggiamento a 2 anni e 6 mesi quattro dei cinque medici della commissione che era stata incaricata dall’ospedale di verificate l’operato di Cazzaniga.

"Faremo sicuramente ricorso una volta che avremo letto le motivazioni", spiega il legale di Cazzaniga, l’avvocato Ennio Buffoli, contattato dall’Adnkronos. "Bisogna in particolare capire come la corte sia arrivata al giudizio di volontarietà sugli omicidi ospedalieri". Cazzaniga, dice Buffoli che lo ha sentito telefonicamente dopo la lettura della sentenza, "è molto provato. Mi ha chiesto di dargli qualche giorno per riprendersi. Poi ragioneremo su come impostare il ricorso".

Morto bimbo di 5 anni caduto da finestra

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E’ morto il bambino di 5 anni, ricoverato nel reparto Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma, che, ieri pomeriggio, a Collecchio, è precipitato dal primo piano della sua casa, da 5 metri di altezza. Nell’impatto aveva riportato un fortissimo trauma cranico. Il bimbo sarebbe salito su una sedia e si sarebbe affacciato alla finestra, cadendo nel cortile. Era in casa con i genitori e due fratellini. Fin da subito le sue condizioni sono apparse disperate

"Spero ti venga il virus", insulti a babycalciatore cinese

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Ennesimo episodio di razzismo sul campo da calcio. Stavolta accade nel Milanese, dove un 13enne di origine cinese è stato insultato da un giocatore della squadra avversaria. "Spero ti venga il virus come ci sono nei mercati in Cina" si è sentito dire il ragazzino. Un riferimento al Coronavirus, che continua ad essere un’emergenza in Cina. I fatti si sono verificati sabato scorso a Cesano Boscone (Milano), durante la partita Idrostar-Ausonia, primo match del girone primaverile dei giovanissimi 2006, come spiega su Facebook l’Idrostar.

"Al 35esimo del secondo tempo un ragazzo esce in lacrime - si legge nel post -. Non si è fatto male, non è stato sostituito. È stato insultato, umiliato solo perché Cinese, perché voi non lo sapete ma oggi funziona così. Il peggio arriva dopo, quando l’arbitro non prende nessun tipo di provvedimento e il Mister della squadra Ausonia, e neanche i dirigenti, richiamano il proprio giocatore. Passa tutto inosservato, tra l’indifferenza generale".

Per la società "una cosa del genere non può e non deve passare inosservata. Noi come società non lasceremo stare, non faremo finta di niente. Vogliamo combattere, per Francesco e per tutti gli altri che subiscono umiliazioni di questo genere, soltanto perché hanno un colore della pelle diverso". Denuncia l’episodio anche Francesco, il 13enne preso di mira dall’avversario, che in un post su Instagram racconta come sono andati i fatti.

"In tutto questo tempo che ho giocato con l’Idrostar non ho mai ricevuto insulti razziali - spiega il giovane -. La cosa che non riesco a mandare giù è che mi vegano a dire ’Spero che ti venga il virus come ci sono nei mercati in Cina’. Dopo questa frase sono uscito dal campo in lacrime , lasciando i miei compagni sul campo. Mi scuso molto con i miei compagni". Interviene sulla vicenda anche Mario Di Benedetto, presidente della Ssd Auonica 1931, squadra nella quale gioca il calciatore che ha insultato Francesco.

"Nelle prossime ore - spiega su Fb - procederemo con ulteriori approfondimenti in merito ai fatti di sabato e intanto abbiamo disposto, con l’avvallo del Presidente del Cesano Boscone sig. Leporatti, che il ragazzo in questione oggi stesso si presenterà all’allenamento del Cesano Boscone (accompagnato dai genitori e da un nostro dirigente) per scusarsi di essere andato comunque oltre i toni consentiti (ci auguriamo a causa della giovane età, dell’enfasi e della concitazione della partita). Ausonia condanna non solo ogni episodio di razzismo verso chiunque ma anche un linguaggio e un atteggiamento che tra gli adolescenti troppo spesso denota mancanza di rispetto e di educazione".

Nel post la società spiega inoltre che il 13enne cinese avrebbe da poco sostenuto un provino proprio nella loro squadra. "Nel mese di dicembre 2019 Francesco ci ha contattati per chiedere di sostenere un allenamento di prova presso la nostra società sportiva (con regolare nulla osta della società Cesano Boscone), ha conosciuto i nostri istruttori e giocatori e non ci sembra abbia ravvisato alcun atteggiamento ostile nei propri confronti, anzi".

"Non sapevo che proprio a Cesano nel pomeriggio si fosse verificato un grave episodio di razzismo. Vittima degli insulti un ragazzo che gioca per la squadra del 2006 della nostra Idrostar, colpito nel corso di buona parte della partita dagli insulti degli avversari, i pari età della società Ausonia, per via delle sue origini cinesi. Quanto accaduto, se confermato, lascia esterrefatti e merita la mia più ferma condanna". Così il sindaco di Cesano Boscone, Simone Negri, commenta su Facebook la vicenda.

"Stando alle prime ricostruzioni - scrive Negri - il tutto sarebbe avvenuto con la compiacenza di buona parte del pubblico ospite, che addirittura ha sostenuto i propri giocatori, degli allenatori avversari e nel pieno silenzio dell’arbitro che avrebbe lasciato proseguire la partita come se nulla fosse. Indifferenza, la peggiore, nonostante gli insulti rivolti a un ragazzo - categoria giovanissimi - uscito in lacrime. Addirittura si è arrivati all’augurio di venire infettato dal nuovo virus della polmonite che purtroppo sta terrorizzando il paese del Sol Levante".

"La risposta non può limitarsi alla sfera del calcio perché interessa tutta la nostra comunità - prosegue il primo cittadino di Cesano Boscone -. Il comune di Cesano sarà a fianco dell’Idrostar nel muoversi rispetto alla giustizia sportiva e a qualsiasi altra iniziativa si voglia intraprendere. Con il nostro calciatore di origini cinesi è stato offeso tutto il nostro paese che è, senza nessuna titubanza, luogo di integrazione e fratellanza, anche attraverso lo sport. Ripudiamo il razzismo e combattiamo i razzisti".

Redazione

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