Torino, riapre dopo 21 anni la cappella della Sindone

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Nella notte tra l’11 e il 12 aprile del 1997, un incendio sviluppatosi improvvisamente tra la cattedrale di Torino e il Palazzo Reale, precisamente nella cappella progettata da Guarino Guarini e ospitante la preziosa reliquia nota al mondo come “Sacra Sindone”, provocò inestimabili danni, costringendo la sovraintendenza ai beni culturali del capoluogo piemontese alla chiusura del luogo di culto.

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Sebbene la Sindone non avesse subito grossi danni - alcuni ricorderanno le immagini, trasmesse dal telegiornale, dei vigili del fuoco che mettevano in salvo il sacro lenzuolo -, molti furono i dipinti distrutti e i danni furono inestimabili.

A distanza di ventuno anni da quel giorno, il restauro è stato completato e la Cappella del Guarini è ìstata riaperta al pubblico in presenza del ministro per i Beni Culturali, Alberto Bonisoli, che ha tagliato il nastro posto di fronte al portale d’ingresso del luogo di culto.

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La Sacra Sindone, custodita attualmente all’interno del Duomo di Torino, è un lenzuolo di tipo funerario, ovvero una stoffa anticamente utilizzata per avvolgere il corpo senza vita di uomini che avevano subìto una crocifissione.

In particolare, si pensa che l’antica reliquia conservata all’interno del duomo di San Giovanni abbia avvolto il corpo senza vita di Gesù Cristo.

Innumerevoli sono gli studi svolti sulla Sindone atti a confermare o a smentire la veridicità di quanto la Chiesa afferma, ma ancor oggi la scienza non è stata in grado di fornire una risposta definitiva che possa dissolvere ogni dubbio sulla natura del corpo avvolto nel lenzuolo funebre. Ciò nonostante, l’immagine del volto impresso sulla Sindone è tuttora considerata un simulacro che ha suggerito l’iconografia del volto del Cristo, a cui si sono ispirati innumerevoli artisti nella realizzazione di dipinti e sculture.

Periodicamente è possibile visionare la sacra reliquia durante l’ostensione, vale a dire l’esposizione al pubblico della stessa.

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Quanto alla Cappella del Guarini fresca di restauro, essa sarà aperta nei prossimi giorni alle visite dei turisti, i quali potranno nuovamente godere della meraviglia di un capolavoro di epoca barocca, finalmente restituita al suo antico splendore.

L. D.A.

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