TikTok, il social che fa tremare le vecchie piattaforme

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L’estinzione dei dinosauri del mondo social sembra essere sempre più vicina. TikTok è diventato in poco tempo il social network il nuovo trend dei giovanissimi, facendo piazza pulita degli ormai vetusti dinosauri del mondo social. Fenomeno di portata mondiale (presente in oltre 150 Paesi, tradotta in 75 lingue a livello globale, quasi 1 miliardo di utenti, nel mese di settembre 2019 è stata l’app più scaricata in assoluto), TikTok, al di là del nome non certo frutto di ricercata analisi, è il primo social cinese a sbancare in occidente. Si tratta di un social in cui la componente video la fa da padrona, con filmati di pochi secondi per raccontare tranches de vie di utenti sempre più avari di parole e contenuti verbali per esprimere propri pensieri.

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Creato da Alex Zhu e Luyu Yang, TikTok nasce nel 2014 in Cina inizialmente con scopi educativi: gli utenti erano dei tutor attraverso brevi video di circa cinque minuti, di altri iscritti al social. La voglia però di trasformare il sito in qualcosa di più ludico, portò i due creatori a cambiare target di riferimento e a puntare tutto sul divertimento, grazie al binomio musica e video e soprattutto al coinvolgimento dei giovanissimi. La società passò di mano nel 2017 al colosso cinese ByteDance per una cifra di circa 750 milioni di dollari creando così l’attuale TikTok con un giro d’affari tra i sette e gli otto miliardi di dollari, un numero sempre crescente di utenti e introiti pubblicitari immensi.

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Il successo di TikTok è figlio del doppiaggio, perché ciò che fa l’utente è di metterci solo la faccia e la piattaforma fa il resto, ovvero offre un catalogo enorme di audio in ogni lingua e di ogni genere, modificabili all’infinito. Il mezzo per creare un filmato e pubblicarlo poi sul proprio profilo è chiaramente lo smartphone, e ogni utente può ricercare ciò che più lo interessa tramite un hashtag, con l’app del social che memorizza e riconosce le preferenze degli utenti fornendo loro i video che predilige vedere. Se TikTok è divenuta in brevissimo tempo una delle app maggiormente scaricate (solo in Cina il social è usato da 500 milioni di persone) è perché ha una formula innovativa e punta al puro e solo divertimento, senza notizie e pubblicità a contaminare la voglia di una community votata unicamente a stare bene insieme. Il mix perfetto è completato poi da un senso di totale anarchia e libertà lasciata in mano all’utente che risponde a colpi di video alle interazioni con altri utenti della piattaforma.

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Il risvolto della medaglia viene come spesso accade dalla gestione dei dati degli utenti, in questo caso spesso minorenni, acquisiti dalla società cinese che detiene il controllo dell’app: negli Usa ByteDance è stata multata con 5,7 milioni di dollari per aver raccolto illegalmente i dati sui minori. Per capire se si tratta di un fenomeno passeggero o di un social dal successo duraturo, bisognerà attendere l’incontrovertibile prova del tempo. I numeri, al momento, dicono che il dominio social di Facebook, Twitter, e Instagram ha i giorni contati, eroso e insidiato pesantemente dalla Cina, gigante tecnologico per la prima volta capace di entrare nelle simpatie degli utenti di tutto il mondo con un prodotto, un servizio social, di marca orientale sino a prima mai riuscito a far breccia nel mercato occidentale.

Andrea Alessandrino

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