Terremoto ad Atene

Iran sequestra petroliera Gb - La carica degli Zelennial in Parlamento - "Nel 2021 nuova vita", parla Angela - Messico, trovati 10 corpi in una casa

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Terremoto ad Atene

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Un terremoto di magnitudo 5,1 (alcune fonti parlano di 5,3) della scala Richter è stato registrato nella regione dell’Attica, in Grecia. L’epicentro è stato localizzato 22 chilometri a nordovest della Capitale. La scossa è stata registrata alle 14:13 (ora locale). In diverse zone del centro di Atene è saltata l’energia elettrica e le persone sono scese in strada.

"Non vi sono notizie di gravi feriti", ha assicurato il portavoce del governo greco, Stelios Petsas, secondo quanto riferisce Ekathimerini su Twitter. Due case, ha aggiunto il portavoce, sono crollate nelle aree di Drapetsona e Petralona, mentre danni alle facciate degli edifici sono state segnalate al Pireo, Egaleo e Monastiraki. Petsas ha spiegato che vi sono stati temporanei problemi per il servizio di telefonia mobile a causa del sovraccarico di chiamate. All’interno del parlamento e dell’ufficio della procura di Atene, ha aggiunto, sono caduti pezzi d’intonaco dai muri. Alla prima scossa, ne è poi seguita una seconda di magnitudo 4.4, con lo stesso epicentro, circa 21 km a nord ovest di Atene.

Iran sequestra petroliera Gb

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I Guardiani della Rivoluzione iraniani, i pasdaran, hanno comunicato di aver fermato una petroliera britannica nello Stretto di Hormuz, perché avrebbe violato le leggi internazionali. La Stena Impero è diretta a nord verso l’Iran, riferiscono la Stena Bulk, proprietaria della nave, e la Northern Marine Management. Le due società spiegano che al momento non sono "in grado di contattare la nave". La nave da guerra della Royal Navy Hms Ramsey si trova ora nell’area in cui è stata sequestrata. Lo riferisce Aviation Tracker, che ha seguito i movimenti della nave, tracciando i dati del transponder. La Hms Ramsey, che è un cacciamine in servizio dal 1999, ha raggiunto l’area ad una velocità di 20 nodi. Se le autorità iraniane non libereranno la petroliera Stena Impero ci saranno "gravi conseguenze", ha detto il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt ai microfoni dell’emittente Sky News.

Fermata una seconda nave: la Mesdar, battente bandiera liberiana e di proprietà di un armatore britannico. La petroliera, rispetto a quanto annunciato in precedenza dal Foreign Office Gb, non è stata sequestrata dai Pasdaran, ma fermata per un controllo. Secondo quanto risulta dalle tracce del transponder, ha riperso la sua rotta in allontanamento dalle coste iraniane. A confermarlo i media iraniani, rilanciati dalla britannica Sky News. Secondo l’armatore della nave, Norbulk Shipping Uk, l’Iran ha rilasciato la petroliera Mesdar dopo averla sequestrata nello Stretto. La società ha confermato che l’equipaggio è in buone condizioni.

La Stena Impero è stata fermata dai Pasdaran iraniani mentre era diretta verso il porto saudita di Al Jubail, proveniente dal porto emiratino di Fujairah. Lo riporta l’agenzia semiufficiale iraniana Fars, citando un comunicato dei Pasdaran. Secondo i Guardiani della Rivoluzione, la petroliera stava entrando nello Stretto di Hormuz dal punto di uscita a sud, "ignorando le consuete procedure che prevedono che qualsiasi ingresso avvenga dal passaggio settentrionale". La nave è stata scortata all’interno delle acque costiere iraniane, nella provincia di Hormozgan, per l’espletamento di ulteriori procedure legali e indagini.

La Stena Bulk e l’armatore hanno spiegato che la petroliera è stata catturata da "piccole imbarcazioni e da un elicottero" intorno alle 15, ora di Greenwich (le 19.30 in Iran), dopodiché ha fatto rotta verso le coste iraniane. A bordo ci sono 23 persone, tutti membri dell’equipaggio. Tra loro si trovano anche tre cittadini russi, riferisce la Stena Bulk secondo quanto riporta Sputniknews. L’ambasciata russa a Teheran ha confermato di essere stata informata dall’armatore della presenza di cittadini russi a bordo della nave. Il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt, in precedenza aveva riferito che l’equipaggio della nave era composto da marinai di varie nazionalità, ma nessun cittadino britannico.

Lo Stretto di Hormuz è diventato il teatro delle tensioni con l’Iran, con una serie di incidenti nelle ultime settimane; lo stretto divide la Penisola Arabica dalle coste iraniane e il Golfo Persico dal Golfo dell’Oman. E’ uno dei tratti di mare più importanti del mondo per il trasporto del petrolio. Le relazioni tra l’Iran da una parte e Usa e Gran Bretagna dall’altra si sono deteriorate in modo marcato nelle ultime settimane. All’inizio di luglio la Gran Bretagna aveva catturato una petroliera iraniana, accusandola di violare le sanzioni contro la Siria.

"Siamo a conoscenza di rapporti secondo cui le forze iraniane hanno sequestrato una petroliera britannica", ha detto in una nota il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Garrett Marquis. "Questa è la seconda volta in poco più di una settimana che il Regno Unito è obiettivo dell’escalation di violenze del regime iraniano", ha aggiunto, assicurando che gli Usa "continueranno a lavorare con alleati e partner per difendere la nostra sicurezza e interessi contro il comportamento dell’Iran". Il presidente Usa Donald Trump ha sottolineato l’alleanza con la Gran Bretagna, che dura da molto tempo, e ha detto che l’amministrazione Usa sarà in contatto con Londra per lavorare sulla questione. Intanto, aerei militari Usa secondo la Cnn stanno monitorando il passaggio di una nave mercantile statunitense nello Stretto.

La carica degli Zelennial in Parlamento

I sondaggi anticipano voti superiori al 40 per cento per il nuovo partito Servo del Popolo

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Si terranno domenica le elezioni legislative anticipate in Ucraina. Elezioni che segneranno un cambio di generazione dei deputati della Verkhovna Rada, dove si prevede l’arrivo in massa di esponenti del nuovo partito creato in poche settimane dal presidente Volodymir Zelensky, neofiti della politica come il loro leader 41enne ed ex attore che vengono già definiti "Zelennials", in onore alla loro età e affiliazione politica (la maggior parte dei candidati è alla sua prima campagna elettorale e secondo i sondaggi il 70 per cento dei seggi potrebbe cambiare di mano).

I sondaggi anticipano che il 42-45 per cento dei voti andrà al partito Servo del popolo (stesso nome della serie televisiva in cui Zelensky impersonava un presidente per caso votato alla lotta alla corruzione).

Dovrebbero poi entrare in Parlamento deputati del filo russo Piattaforma dell’opposizione-Per la vita (una delle due forze che discende dal Partito delle Regioni di Viktor Yanukovich, per cui è previsto comunque solo il 12-13 per cento dei consensi), di Solidarietà europea dell’ex presidente Petro Poroshenko, Patria di Yulia Tymoshenko, e Voce, un altro nuovo partito con gli stessi obiettivi dichiarati di Servo del potere, della rockstar Slava Vakarchuk (tutti e tre fra il sei e il nove per cento dei consensi previsti). E’ quindi con Voce che Servo del Popolo potrebbe allearsi per formare una coalizione di governo stabile.

Che poi i nuovi volti porteranno il reale cambiamento auspicato dagli elettori delusi da riforme dai risultati troppo lenti per le loro aspettative soprattutto sul fronte della lotta alla corruzione e all’aumento degli standard di vita, o se segneranno solo l’abile trasformazione della classe politica storicamente associata in Ucraina agli oligarchi (uno dei quali, Ihor Kolomoisky, è il proprietario dell’emittente televisiva che trasmette gli show di Zelensky e che subito dopo la sua vittoria alle presidenziali ha fatto ritorno in Ucraina dall’esilio), lo si comprenderà dopo le elezioni della Rada.

La prima indicazione delle reali intenzioni di Zelensky sarà il futuro di Andriy Bogdan, l’ex avvocato di Kolomoisky nominato capo di gabinetto dal nuovo presidente. Se sarà nominato premier, con la spinosa vicenda della nazionalizzazione della PrivatBank di Kolomoisky da ridiscutere, il reale cambiamento dell’Ucraina potrebbe essere nuovamente rimandato. Nel caso non lo faccia e scelga un governo forte, potrebbe essere questa la migliore opportunità per il paese di trasformare il suo futuro dal 1991, come sottolinea il Financial Times.

"Nel 2021 nuova vita", parla Angela

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"Sto bene e sono in grado di svolgere il mio lavoro", Angela Merkel torna a usare parole rassicuranti parlando delle sue condizioni di salute, rispondendo a una domanda rivoltale durante una conferenza stampa a Berlino. "Posso fare il mio lavoro. Come essere umano più di ogni altra cosa mi interessa la mia salute", ha aggiunto, sottolineando di sentirsi assolutamente in grado di svolgere il proprio incarico per i prossimi due anni, quando si concluderà il suo mandato. "Il 2021 segna la fine della mia tappa politica. Spero di iniziare una nuova vita dopo questo".

Messico, trovati 10 corpi in una casa

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La polizia messicana ha trovato dieci corpi in una casa ritenuta un covo di criminali nell’ovest del Paese, ha indicato una portavoce della Polizia Scientifica dello Stato di Jalisco. "Abbiamo contato dieci corpi finora. Continuiamo a lavorare sul terreno intorno alla casa", ha detto la portavoce alla Dpa. I primi tre cadaveri sono stati rinvenuti sabato scorso nella casa, che si trova nella città di Tonala; i corpi mostravano segni di tortura, secondo i media locali, e avevano le mani legate. La Polizia ha iniziato a scavare e ha trovato altri morti, oltre a resti umani in sacchi di plastica. I vicini hanno riferito che talvolta si sentivano urla provenire dall’edificio. La regione è la patria del cartello della droga Jalisco Nueva Generaciòn. Circa 34mila persone sono state uccise in Messico l’anno scorso, il numero più elevato dal 1997.

Redazione

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