Terremoto Mugello, 600 sfollati

Ex Ilva, in sciopero 90% stabilimenti - Stamina, morto Davide Vannoni - ’Modelli si nasce’, 15 dicembre a Roma presentazione calendario 2020

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Terremoto Mugello, 600 sfollati

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I Vigili del Fuoco, in seguito ai controlli a Barberino del Mugello, dopo la scossa di terremoto delle 4:37 di lunedì notte, hanno deciso di estendere ulteriormente la ’zona rossa’ nel centro della cittadina mugellana. E’ così salito a circa 600 il numero delle persone che hanno dovuto lasciare le loro case in attesa delle verifiche sulla stabilità degli edifici. Lo ha spiegato il consigliere delegato alla protezione civile della Città Metropolitana di Firenze, Massimo Fratini.

Le scosse di assestamento sono proseguite per tutta la notte, meno numerose e di intensità minore, tanto da essere avvertite solo dagli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Nel centro di Barberino, sono ripresi i controlli alle abitazioni.

Intanto riapriranno mercoledì, l’11 dicembre, le scuole di ogni ordine e grado chiuse nei comuni del Mugello per il sisma. Restano per ora chiuse quelle di Barberino, almeno fino a venerdì 13.

Ex Ilva, in sciopero 90% stabilimenti

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"Tutti gli stabilimenti ex Ilva sono fermi: l’adesione a Taranto è del 90%, a Genova e Novi Ligure dell’80%, a Racconigi del 100%. Adesione al 100% anche a Padova e Marghera". E’ il leader Fiom, Francesca Re David, ad aggiornare i dati sullo sciopero di 24 ore (32 a Taranto) dei lavoratori di tutti i gruppi ex Ilva contro il nuovo piano industriale che Arcelor Mittal ha messo sul tavolo di trattative con il governo che prevede 4.700 esuberi .

"Basta parole, ora i fatti. Non abbiamo più tempo da perdere per ricostruire la fiducia e ridare voce ai giovani che mi sembra si siano ripresi la piazza. Ma o si lavora tutti insieme o non si va da nessuna parte" ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, rivolgendosi al governo che sembrerebbe intenzionato ad aprire alle richieste di un Patto arrivato dalla stessa Confederazione.

CGIL - Landini lancia un nuovo appello alla multinazionale franco-indiana sul futuro degli stabilimenti dell’ex gruppo Ilva, sui quali giovedì i sindacati incontreranno nuovamente l’azienda e il governo: "Avete sbagliato ad andare in tribunale, tornate al tavolo ma a partire dall’accordo firmato nel 2018. Su questa base infatti si possono risolvere i problemi, ma a nessuno venga in mente di usare questa situazione per annunciare licenziamenti o esuberi. Così non si andrebbe da nessuna parte".

CISL - "Non sono assolutamente contraria, ma deve esserci un piano industriale importante. Prima voglio vedere quello perché solo dal piano industriale capiamo se c’è voglia di fare cose serie oppure no" ha aggiunto la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan. "Dall’Ilva a Alitalia non vogliamo lasciare a terra nessun lavoratore e nessuna lavoratrice, vogliamo esuberi zero. Servono piani seri - ha spiegato - con investimenti che diano prospettive alla compagnia aerea e all’industria siderurgica".

MANIFESTAZIONE - "Il tema del lavoro e dell’occupazione è vita e futuro - aggiunge Furlan, chiudendo il suo intervento dal palco della manifestazione a Roma -. Noi non permetteremo a nessuno di giocare a poker con i lavoratori e speculare sul lavoro, non permettiamo a nessuno di dimenticarsi che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro".

Stamina, morto Davide Vannoni

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Si è spento questa mattina a Torino, dopo una lunga malattia Davide Vannoni, ’inventore’ del metodo Stamina. Aveva 53 anni. A confermare all’Adnkronos il decesso, il suo avvocato Liborio Cataliotti. "Il mio cliente - ha spiegato l’avvocato Cataliotti - era malato da tempo, tanto che in occasione dell’ultimo arresto, quando venne accusato di aver ripreso la pratica del metodo Stamina all’estero, era stato condotto anziché in carcere nel reparto delle Molinette e, poi, successivamente, all’esito della perizia sulle sue condizioni di salute, scarcerato".

Coinvolto in diversi procedimenti giudiziari, attualmente era in attesa di giudizio per il processo Stamina bis che era stato trasferito a Roma a seguito di un’eccezione sollevata dai suoi difensori.

’Modelli si nasce’, 15 dicembre a Roma presentazione calendario 2020

Il progetto è dedicato ai ragazzi autistici per aiutarli ad acquisire autonomia e stima di sé

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Sarà a firma della nota fotografa Tiziana Luxardo il calendario 2020 della Onlus “Modelli si nasce”, che vede coinvolti 14 ragazzi autistici in veste di fotomodelli. Il calendario verrà presentato domenica 15 dicembre, dalle 18 alle 21, al Circolo Acem in via Fornaci di Tor di Quinto, Roma. In parallelo, verrà anche inaugurata la mostra delle foto scattate da Tiziana Luxardo durante la preparazione del calendario. L’iniziativa è legata al progetto “Faccio il fotomodello”, ideato dalla Onlus “Modelli si nasce” fondata da un gruppo di genitori di ragazzi autistici, che passando molto tempo insieme nelle sale di attesa durante le terapie dei propri figli, hanno avuto modo di condividere sorrisi, sogni, preoccupazioni e aspettative. Da qui, l’idea di dar vita ad un progetto, oggi unico in Italia, partito con la prima esperienza pilota di “Faccio il fotomodello”.

Nella maggior parte dei casi quando si pensa ad un futuro occupazionale per soggetti autistici maggiorenni, soprattutto se a basso funzionamento, si delineano poche opzioni che prevalentemente riguardano il giardinaggio/coltivazione/allevamento e cura degli animali, la cucina, l’ospitalità alberghiera nella forma più semplice, hobby artistici. La maggior parte quindi delle terapie occupazionali esistenti mirano a questi obiettivi. L’idea generativa di questo progetto invece è stata diversa, all’inizio è sembrata un po’ bizzarra poi invece approfondendola si è rivelata sempre più concreta e realizzabile.

“Abbiamo rilevato in un anno e mezzo ormai di attività che i ragazzi rispondono positivamente -spiega Silvia Cento presidente della Onlus-. Acquisiscono consapevolezza di sé, migliora l’autonomia nel vestirsi e nel relazionarsi con gli altri, davanti alla macchina fotografica aumenta in modo evidente l’autostima -e conclude-. La mostra è una tappa del progetto, che sigla anche la collaborazione tra la nostra associazione e la fotografa Tiziana Luxardo, con lei, nei nostri obiettivi futuri, c’è l’idea di creare una vera e propria scuola per ragazzi autistici, per dare loro l’opportunità di lavorare nel mondo della moda, dello spettacolo e della pubblicità”.

Spesso i soggetti autistici vengono considerati distaccati, con pochi sentimenti, sembrano vivere in un altro mondo, chiusi in una torre d’avorio. Questa distanza è reale? Lo spirito dell’iniziativa di domenica 15 dicembre, alla quale tutti sono invitati a partecipare, è sintetizzabile in queste poche parole che campeggiano sulla pagina facebook di “Modelli si nasce”: “Sono nato autistico...o forse no, chissà. Ciò di cui si è certi è che sono un modello... un modello di vita. Diverso dal vostro modello di vita? Probabile, ma sempre un modello sono”.

Il punto fondamentale del progetto “Faccio il fotomodello” è preparare i ragazzi ad un inserimento occupazionale di tipo diverso rispetto a quelli sperimentati fino ad oggi. Da qui la nascita del primo percorso operativo: attivare, con l’assistenza di professionisti specializzati in interventi basati sull’evidenza scientifica per soggetti autistici, un percorso che li abitui a stare davanti ad una macchina fotografica e/o telecamera e perché no, permettere ad alcuni di loro di intraprendere una carriera da fotomodello.

Per il primo progetto, gli psicologi individuano le competenze necessarie a svolgere l’attività di “fotomodello”, e di conseguenza progettano per ogni ragazzo un piano per il raggiungimento di tale obiettivo. Gli psicologi sono coadiuvati da esperti nel campo della moda, spettacolo, pubblicità, i quali dovranno trasferire loro le conoscenze per progettare al meglio il piano. Una volta acquisito il know how e trasformata dagli psicologi l’idea in progetto terapeutico, i ragazzi aiutati dai terapisti devono raggiungere, con tempi adeguati ad ognuno di loro, le competenze necessarie per conseguire il primo obiettivo “Stare davanti ad una macchina fotografica come un fotomodello”. Per fare questo vengono attivati differenti percorsi concentrati prevalentemente sulle autonomie, vestirsi e svestirsi, avere cura della propria igiene in maniera del tutto indipendente, andare dal parrucchiere, dall’estetista, dal dentista, lavorare su coordinamento e postura fisici, ecc. Rispettando i tempi di ognuno, a conclusione del primo percorso, si realizza un book fotografico per ogni ragazzo che potrà quindi essere valutato da aziende private per eventuali impegni pubblicitari.

Redazione

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