Terapie omeopatiche

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Ormai è tendenza del momento o non so cosa, ma è certo che, per qualunque problema di salute; dall’influenza, ai tumori, non sono pochi coloro che assumono i farmaci omeopatici, ritenendoli efficaci, anche senza alcuna prova scientifica.

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Forse per questo che il “National Health and Medical Research Council”, il principale ente di ricerca medico australiano, ha condotto uno studio scientifico che non lascia spazio a dubbi, anzi hanno tenuto ad avvertire sulla pericolosità dell’affidarsi a tali rimedi.

cms_2247/LOGO_FIAMO_Pagina.jpgUna posizione questa duramente contestata dalla Federazione medici omeopati. I ricercatori hanno analizzato 225 ricerche pubblicate e 57 revisioni sistematiche, valutando la qualità di ogni singolo studio. Anche nei pochi casi di ricerche che hanno mostrato un certo effetto dei farmaci omeopatici, si legge nel documento, che si sono riscontrati problemi ed errori nella progettazione dei test, che sono inoltre stati condotti su troppo poche persone per supportare l’idea che l’omeopatia abbia un qualunque effetto diverso da quello che si avrebbe con un placebo. In base alle evidenze che abbiamo trovato, conclude il“National Health and Medical Research Council” non ci sono malattie o condizioni cliniche per cui c’è una evidenza affidabile che l’omeopatia sia efficace. Le persone che la scelgono possono mettere a rischio la propria salute se rifiutano o ritardano trattamenti per cui c’è una buona evidenza di sicurezza ed efficacia. Nei rimedi omeopatici, il principio attivo è talmente attenuato da non avere effetti diretti, ma secondo i fautori, può lasciare una ’memoria’ nell’acqua o nell’alcol.

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La cosa che ’’più colpisce di questo lavoro australiano - afferma la Presidente Fiamo Antonella Ronchi - è l’idea originaria di fare una valutazione complessiva su una strategia terapeutica. Le revisioni, al contrario, di norma si fanno su un farmaco o al massimo su una categoria di farmaci per una determinata patologia, come ad esempio sugli antibiotici per trattare alcune patologie, ma mai su una strategia terapeutica per trattare una varietà di patologie’’. E’ da decenni che ’’si documentano le migliaia di studi positivi sui medicinali omeopatici per diverse patologie, tutti pubblicati su riviste scientifiche indicizzate.

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Perché di questo nessuno parla?", si chiede inoltre Simonetta Bernardini, responsabile dell’Ospedale pubblico di Pitigliano che è anche il primo centro di medicina integrata con l’omeopatia in corsia, denunciando i ’’criteri faziosi utilizzati nella scelta degli studi a sostegno del rapporto australiano’’. Come si evince chiaramente, sono completamente discordi le opinioni sui farmaci omeopatici, insomma da una parte si dice che … dall’altra si racconta che … tutti parlano e illustrano il loro parere. “L’uomo al centro e non più il farmaco” quanti e quante dichiarazioni di altrettanti illuminati scienziati. Dio non voglia che ammalati di patologie gravi abbandonino le vere terapie, quelle arrivate dopo serie sperimentazioni per praticare protocolli terapeutici la cui efficacia è ancora da provare.

Francesco Mavelli

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