Taglio parlamentari, referendum il 29 marzo (Altre News)

Orlando avverte M5S: "Ora modificare asse governo" - Regionali, Crimi: "Rapporti di forza non cambiano" - Regionali, Occhetto: "Sardine hanno risvegliato sinistra sonnolenta e apatica"

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Taglio parlamentari, referendum il 29 marzo

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Il 29 marzo è la data indicata dal Cdm per il referendum sul taglio dei parlamentari. "Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte - si legge nella nota di Palazzo Chigi -, ha convenuto sulla data del 29 marzo 2020 per l’indizione – con decreto del Presidente della Repubblica – del referendum popolare previsto dall’articolo 138 della Costituzione sul testo di legge costituzionale recante: ’Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, approvato dalle due Camere e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 240, del 12 ottobre 2019".

Il referendum sul taglio dei parlamentari “non mi preoccupa, è una possibilità per i cittadini di pronunciarsi su una riforma costituzionale. Non vedo connessioni o interferenze" sull’operato del governo, ha commentato il premier Giuseppe Conte, ospite di ‘Otto e mezzo’ su La7. "Siamo fiduciosi che ci sarà un ampio schieramento di cittadini" a favore della riforma, ha quindi sottolineato.

Orlando avverte M5S: "Ora modificare asse governo"

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"Il governo è più forte e Salvini è più debole" e senza il contributo delle Sardine, Bonaccini non avrebbe vinto. Lo sostiene Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, a "Circo Massimo", su Radio Capital. "Ha fatto bene Bonaccini a rivendicare il lavoro fatto, Salvini invece ha sbagliato a polarizzare il voto. E in questa dinamica hanno pesato molto le sardine", ragiona l’ex ministro della Giustizia, "il fatto che un movimento di quel tipo si sia messo in campo e abbia galvanizzato un pezzo di elettorato è stato molto importante. Senza la mobilitazione della società il Pd non avrebbe vinto".

A fare da contraltare al successo dem c’è il M5S, uscito dalle urne con le ossa rotte: cosa succederà nel governo? Per Orlando "è giusto che oggi si usi questo risultato per modificare l’asse politico del governo su molte questioni. Ad esempio il M5S, dopo questa severa sconfitta, dovrebbe rinunciare a un armamentario che non paga elettoralmente e che rende difficile l’attività di governo".

Sulla giustizia "dovrebbe esserci una disponibilità al confronto superiore a quella che c’è stata finora. Crediamo che la rivisitazione debba essere fatta nella maggioranza senza coinvolgere altre forze, ma che quella norma debba essere modificata è un fatto assodato e mi sembra che la trattativa vada in quella direzione. Ora questa spinta può contribuire a dare un esito positivo". Per l’ex ministro vanno modificati anche reddito di cittadinanza e quota 100: "Non credo che vadano cancellati, ma migliorati sicuramente sì. E questo è un cantiere che va aperto".

Regionali, Crimi: "Rapporti di forza non cambiano"

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Dopo le regionali "i rapporti di forza" nella maggioranza "non cambiano, il Parlamento è questo e dura 5 anni". Lo sottolinea il capo politico del M5S, Vito Crimi, parlando con i giornalisti a Palazzo Madama. "Da questo momento in poi - ha aggiunto - il compito nostro è quello di rilanciare ancora, non fermarsi. Sento parlare di errori, momento di verifica... Noi come M5S ci rialziamo e rilanciamo, dobbiamo andare ancora più avanti". Per il successore di Luigi Di Maio "il salario minimo è un tema da portare avanti". Secondo Crimi bisogna anche "proseguire la riduzione delle tasse". Le regionali, continua, "non sono andate bene, non dobbiamo nasconderci dietro un dito, ma il risultato era abbastanza prevedibile. Ce l’abbiamo messa tutta per cercare di migliorare le aspettative iniziali". In Emilia Romagna, spiega ancora Crimi, "il voto è stato molto polarizzato tra due forze politiche e alcuni nostri elettori hanno deciso di votare da una parte o dall’altra parte per una scelta dovuta a questa polarizzazione", osserva il capo politico del M5S.

"Il M5S è in un momento di rinnovamento" ed "è nato in una fase in cui il bipolarismo aveva fallito" e "non faceva bene al paese", dice ancora, aggiungendo: "Ho fatto un appello all’unità, non dobbiamo immaginare di replicare gli altri partiti, ma andare avanti pensando a progetti, idee". Ora per Crimi è il momento di "parlare di progetti" e non di "collocazione" politica: "Non dobbiamo immaginare di replicare gli altri partiti - spiega - né di creare qualcosa che sia strutturale con gli altri partiti ma dobbiamo andare avanti pensando a progetti, idee".

Regionali, Occhetto: "Sardine hanno risvegliato sinistra sonnolenta e apatica"

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Il successo di Bonaccini? "Lo speravo, più che aspettarmelo, poi con l’ingresso sulla scena delle sardine la speranza si è rafforzata, perché più che ampliare il fronte della sinistra e distruggere la destra, speravo che avrebbero risvegliato una sinistra sonnolenta e apatica, disabituata alla lotta politica, e così è avvenuto". All’AdnKronos, Achille Occhetto, ultimo segretario del Pci, commenta il voto in Emilia Romagna. Per Occhetto Salvini "ha commesso alcuni errori", sia "di comunicazione, tema su cui anche la sinistra lo considerava forte", sia di "tipo politico".

"Aveva - attacca il fondatore del Pds - dimostrato di essere zero per l’operatività politica, già da ministro dell’Interno". Ma soprattutto "sulla comunicazione politica, è andato a sbattere contro quel muro che voleva capovolgere, mettendo in campo l’idea di voler liberare l’Emilia, la sua citofonata, e il tentativo di distruggere 50 anni di storia, tutte cose che hanno determinato una reazione, non solo delle sardine".

"Nello stesso tempo non va sottovalutato il successo Pd, l’Emilia era già stata persa alle elezioni europee, c’è ora una riconquista che va tenuta presente", conclude Occhetto.

Redazione

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