TUTTI AFFETTI DAL MAL DI VIVERE

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Può succedere a volte di sentirsi infelici, inadeguati, inferiori e mediocri, parte del branco. Altre volte, invece tutto il contrario, si può percepire di saper fare qualunque cosa, essere i migliori, o essere altri, vivendo uno status non proprio, convogliando il nostro ego in un vero e proprio delirio di onnipotenza. Questa modalità di percepire se stessi convoglia in disturbi dell’umore, e uno stato ansioso-depressivo. I sintomi percepiti sono rintracciabili nell’aumento di distraibilità, stato di agitazione, frenesia, irritabilità. A questi fattori si aggiunge una sorta di reticenza e distaccamento dalla necessità di essere aiutati e soprattutto nel rifiuto delle cure mediche. E’ possibile che accada che a soffrire di questi disturbi, sia il medico che cura i suoi pazienti, quando per esempio solo ascoltandoli, ritiene di aver capito il loro problema. Affetti da questa forma di bipolarismo possiamo rintracciare psichiatri, psicologi ma anche insegnanti e religiosi, o politici, nonché oratori e leader delle masse.

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Per quanto possa sembrare strano questi personaggi esaltati fanno presa sulle masse, e stranamente ne siamo affascinati. Possiamo rintracciare nella storia recente la figura di Hitler, che è un esempio patologico di esaltazione del proprio ego che pur non rappresentando la perfezione fisica, pretendeva la razza perfetta, sebbene dobbiamo ammettere che fosse un grande comunicatore.

Egli sosteneva che -Gli uomini sono presi più facilmente da una grande bugia, piuttosto che da una piccola-. E questo corrisponde tristemente a verità. Spesso (la storia ce lo insegna) ammiriamo la forza e la brutalità a cui siamo disposti a sottometterci. Seppure noi uomini siamo nati per vivere in comunità, quando siamo in minoranza in una collettività, siamo portati ad essere nevrotici, con difficoltà ad unirci in un gruppo. Subentra il complesso di inferiorità, a cui si applica una esagerata forza e volontà di potenza, credendoci o cercando di farci credere grandi, per attutire il disagio ed attrarre gli altri a sé. A volte il complesso di inferiorità, viene superato con successo come nel caso della potenza di Hitler, che emerge dal gruppo, operando sul gruppo, facendo politica (legata al complesso di inferiorità da compensare).

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Spesso siamo affascinati da personaggi che promuoviamo a miti, pur con tutti i loro

difetti. Tra i serial televisivi, uno tra i più amati è il dottor House. Scorbutico, arrogante, scontroso, ma anche affascinante pur con la sua stampella, risulta essere il più seguito in tv negli ultimi tempi. La sua assenza di etica, unita alla capacità di sorvolare su temi scientifici della medicina, è sostenuta da tre motivazioni correlate: è una figura sovrumana, quasi un mago; non ammette ostacoli sul suo percorso essendo refrattario alle regole; risolve e predilige solo i casi più difficili. House accetta la sfida e ne spiega le motivazioni assumendo ai nostri occhi le fattezze di un divino celeste. La sua onnipotenza acclarata, è commensurabile a quella di un Dio e perciò si rende mitico ai nostri occhi; oltrepassando i canoni dell’umana ragionevolezza, è preda della sua follia e imprevedibilità; ha forte intuito e grande carisma.

Un personaggio apparentemente perdente è un papero di anni 94, ma sempre amato e giovane nel cuore. Nasce a Paperopoli, da casa Disney. Il suo successo è proprio nel suo carattere sopra le righe. I bambini che oggi sono adulti, hanno vissuto con lui i drammi dell’essere squattrinato, pigro, irascibile ma con un gran cuore. Ma proprio queste caratteristiche lo hanno reso simile a noi, facendo breccia nei nostri cuori.

Paolino Paperino (noi lo chiamiamo così) aveva il permesso di ogni stramberia e il pubblico rideva di lui e con lui, perché ci si identificava nelle sue miserie. Sebbene sia il lieto fine delle sue imprese che lo rende amabile, quando ancora oggi lo rintracciamo nei giornaletti della nostra infanzia.

Susy Tolomeo

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