TRUMP E LA BREXIT: I CONTI CON L’EUROPA

Dichiarazioni forti nei confronti della Germania da parte del neopresidente Trump che cita la Brexit

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Dichiarazioni interessanti quelle del neoeletto presidente degli Stati Uniti. Trump in un’intervista al Times e al Bild, spiana il terreno per il suo programma politico. Non si mostra diversamente da quello che abbiamo visto durante la corsa alle elezioni. Porta avanti il suo credo con giochi di mani e parole. Un gesto tipico è quello di allargare le braccia mentre parla, quasi volesse abbracciare con la sua sicurezza tutti gli americani. Poi porta sempre con sé un’espressione spavalda sul viso. Ha lo sguardo fiero di chi è consapevole di avercela fatta nella vita. Ai due famosi giornali, parla della Brexit. Trump sostiene che la Gran Bretagna ha mollato la presa a causa delle politiche di accoglienza imposte dall’Unione Europea. Un rapporto complicato quello ormai tra Stati Uniti e U.E. Il nuovo presidente critica il modus operandi adottato nei confronti dei migranti. Un fondo di verità c’è, dopo quello che è successo a Berlino. Il presidente guarda oltre il semplice fatto. Sa che la realtà è un mondo difficile da gestire. La sua è una politica di chiusura verso il male. Di certo non intende alimentare il razzismo con altre dichiarazioni condite di fraintendimenti tipici della furbizia elettorale. Non afferma di voler chiudere le porte a tutti, ma vuol colpire gli immigrati illegali.

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Cosa che avrebbe dovuto fare anche la Germania al fine di evitare il peggio. Gli U.S.A. un altro 11 Settembre non lo vogliono. Quindi di conseguenza dopo anni di politiche “morbide” hanno deciso di affidarsi ad una linea dura. Parole forti quelle usate nei confronti della Germania. Capostipite dell’Europa secondo Trump, tende a fare con decisione i propri interessi a discapito dell’intera Unione. Forse non si sbaglia perché qualcosa in questa Unione non funziona. Quindi scaltramente spinge sul punto debole. Appoggia la Brexit inglese e si aspetta che altri paesi seguano il suo esempio. Non credete sarebbe decisamente semplice per lui ragionare con un paese alla volta piuttosto che con un’Unione intera? Sappiamo che ognuno tira l’acqua al proprio mulino e lui deve difendere a denti stretti gli interessi della sua America. Ad un certo punto parla anche di una N.A.T.O. in difficoltà a causa della mancanza di fondi. In qualche modo sta tessendo le fila di una vasta ragnatela. Deve acquisire credibilità e fiducia nel suo paese e creare le condizioni adeguate per rapportarsi pacificamente –ma pur sempre in maniera proficua - con il resto del mondo. Geniale, decisamente.

Alessia Gerletti

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