TRUMP E L’IDEA DI ARMARE GLI INSEGNANTI

Polemiche sul presidente Usa che si è detto favorevole a stanziare fondi federali e specifici incentivi per formare i docenti

TRUMP_E_L_IDEA_DI_ARMARE_GLI_INSEGNANTI.jpg

"Armateci di matite, carta, attrezzature hi-tec, libri, strumenti da disegno... Tutto, ma non armi!", questo è il messaggio lanciato da alcuni insegnanti americani nelle ultime ore. La campagna di sensibilizzazione, partita su Instagram e battezzata #ArmMeWith, è la risposta perfetta alle recenti dichiarazioni di Donald Trump. Infatti, nei giorni scorsi, il presidente USA aveva proposto di armare gli insegnanti e formarli alla "legittima difesa", all’indomani della strage avvenuta nel liceo di Parkland (Florida).

cms_8535/2.jpgMa andiamo con ordine. Dopo un’intera giornata in cui si era parlato dell’idea di mandare a scuola gli insegnanti con kalashnikov e mitragliatrici semiautomatiche anziché con libri e tablet, Trump ha spiegato, affidandosi al solito Twitter, “Non ho mai detto ‘diamo armi agli insegnanti’. Quello che ho detto è di dare armi a insegnanti esperti di armi con esperienza militare e addestramento speciale”, sottolineando che questa ipotesi consentirebbe di salvare vite e sarebbe un deterrente per i ”codardi” che vogliono attaccare. E poi la frase che conferma in pieno la balzana idea di armare gli insegnanti: ’’Una scuola libera dalle armi è una calamita per i cattivi”.
Un’idea che fa inorridire qualunque persona di buon senso. I dati sono univoci e terrificanti: dei 650 milioni di armi che nel mondo sono in mano a civili, il 48% si trova negli Stati Uniti (circa 89 armi ogni 100 cittadini a stelle e strisce). Complessivamente, i cittadini americani sono circa il 5% della popolazione mondiale ma hanno tra loro oltre il 30% degli omicidi di massa. La percentuale di omicidi per arma da fuoco è superiore di oltre 25 volte a quella che si riscontra in ogni altro paese simile agli USA per ricchezza e tenore di vita: per trovare valori peggiori a quelli degli Stati Uniti il termine di paragone non sono né Canada né Italia o altri paesi europei, per capirci, ma Venezuela ed El Salvador.

cms_8535/3.jpg

La risposta degli studenti, dei genitori e degli insegnanti, alla proposta di Trump, non si è fatta attendere. Armare gli insegnanti non è la soluzione, ha detto Nicole Hockey che ha perso il figlio Dylan di 6 anni nella strage di bambini nella scuola elementare Sandy Hook. "Gli insegnanti vanno piuttosto armati di conoscenza per prevenire queste stragi, per identificare i ragazzi a rischio prima che arrivino a quel punto. Per favore - ha implorato durante l’incontro con il presidente alla Casa Bianca - parliamo di prevenzione. Aiutiamo la gente prima che arrivi al punto di fare una strage".

Eppure "l’addestramento militare" degli insegnanti non è un’idea nuova. I suoi promotori affermano che, allo stato attuale, la sicurezza nelle scuole non è garantita, perciò bisogna gestire l’emergenza facendo in modo che il personale interno alle scuole sia in grado di neutralizzare l’eventuale presenza di uomini armati. Un programma sperimentale nato in Colorado, chiamato Faster, ha già formato 1.300 persone tra professori e personale scolastico, addestrandole alla difesa personale e all’uso di armi da fuoco.

cms_8535/4.jpgL’idea di armare gli insegnanti però non sembra essere di Donald Trump. Pare, piuttosto, essere una suggestione che proviene dalla NRA, la National Rifle Association, potentissima lobby americana delle armi, attiva dal 1871 negli Stati Uniti e sempre più efficace nel condizionare la politica americana, anche grazie a cospicui finanziamenti.

La linea della Nra l’ha scandita chiaramente il Ceo in persona, Wayne LaPierre, in un raro intervento presso la conferenza dei conservatori (Cpac): “Basta con le scuole aperte ad ogni matto. C’è bisogno di una sicurezza efficace, addestrata ed armata”, ha detto. “L’idea che una sicurezza armata ci renda meno sicuri è ridicola. La Nra è pronta a lavorare con le scuole che lo chiedono”, ha aggiunto.

Ci fosse stato Barack Obama, tale proposta non sarebbe stata nemmeno considerata. Lui era una garanzia contro lo strapotere NRA. L’attuale inquilino della Casa Bianca, invece, sembra sempre più tentato dall’idea di diffondere ulteriormente fucili e munizioni in un paese già ultra-armato. Noi, ovviamente, ci auguriamo che tutto questo non accada.

Mary Divella

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su