TRUMP, NIENTE IMPEACHMENT

Il Presidente: “Questa farsa è finita”

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La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha appena votato in maniera travolgente per uccidere la Risoluzione d’Impeachment, 332-95-1. Questo è forse il più ridicolo progetto, ed il più grande spreco di tempo sul quale ho mai dovuto lavorare. Impeachment del vostro Presidente, che ha portato al più Grande BOOM Economico nella storia del nostro Paese, il maggior numero di lavoratori, la più grande riduzione delle tasse, ricostruito l’esercito e molto altro, è ora FINITA. Non dovrebbe mai più essere permesso che questo possa succedere ad un altro Presidente degli Stati Uniti!”

Così, con la solita sua peculiare enfasi, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha festeggiato il fallimento della risoluzione d’impeachment presentata ieri dal deputato texano dei Democrats, Al Green. È la prima volta che una simile decisione arriva effettivamente al vaglio del voto parlamentare.

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La proposta è arrivata a causa delle recenti pesanti dichiarazioni, simbolicamente condannate dalla stessa Camera due giorni fa, di Trump contro le “congresswomen” democratiche di origini straniere: Ilhan Omar, Ayanna Pressley, Rashida Tlaib e Alexandria Ocasio-Cortez. Gran parte degli stessi deputati democratici, però, ha evidentemente considerato che aprire una procedura d’impeachment in questo momento non sarebbe stato strategicamente vantaggioso (forse perché Trump avrebbe potuto facilmente utilizzarla per impostare una campagna elettorale nel ruolo di “vittima”): così, in molti hanno votato insieme ai repubblicani.

La dichiarazione di vittoria definitiva da parte di Trump cozza, però, con l’idea della speaker della Camera Nancy Pelosi, la quale ha affermato che si sta già proseguendo per altre strade “per chiedere conto al Presidente delle sue azioni”, con ben sei commissioni parlamentari che indagano dall’abuso di potere all’ostruzione della giustizia ed altro.

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In ogni caso, il Presidente non sembra assolutamente pentito delle proprie dichiarazioni sulle quattro deputate, e ieri, in un comizio elettorale nella Carolina del Nord, ha rincarato la dose, specie contro Ilhan Omar: Trump ha addirittura insinuato che lei sosterrebbe Al-Qaida. Al che, dai nutriti spalti, si è levato un coro agghiacciante: “Send her back”, letteralmente “mandala indietro”, con riferimento all’origine somala di Omar. Mai come in quest’ultima settimana i toni del dibattito politico americano si erano fatti così aggressivi e tendenti al vero e proprio razzismo.

Se da un lato è forse vero che l’impeachment sarebbe una soluzione estrema e probabilmente eccessiva in quanto rischierebbe di destabilizzare l’intero Paese e causare ulteriore conflitto sociale, è anche vero che in politica non tutto dovrebbe essere concesso: gli stessi deputati repubblicani se ne sono accorti votando la mozione di condanna delle affermazioni di Trump; ora sta a quest’ultimo abbassare i toni, prima che sia troppo tardi.

Giulio Negri

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